Dalla Valsugana all’altopiano di Asiago in 4000 gradini: alla scoperta dell’antica Calà del Sasso

Cycling in Love è sì bicicletta, ma prima di tutto è natura e viaggio alla scoperta di luoghi incantevoli e spesso poco conosciuti. Andando in bici vi è mai capitato di intravedere a bordo strada sentieri che si perdono nel bosco o cartelli che indicano siti di interesse storico o naturalistico? A noi spessissimo! Perché allora non dedicare uno spazio del blog anche a quello che ci aspetta sganciando i pedali?

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Inauguriamo questo spazio raccontandovi un itinerario che abbiamo scoperto lo scorso autunno e che ci ha portato a percorrere la scalinata più lunga d’Italia!
Da Valstagna, piccolo paesino della Valsugana situato in provincia di Vicenza (che ci ha visto passare in bici innumerevoli volte!) si accede infatti alla Calà del Sasso, un percorso lungo circa 7 km che collega la Valsugana all’altopiano di Asiago. Il sentiero fu originariamente costruito nel 1387 per facilitare il trasporto di legname dall’altopiano fino al fiume Brenta. Asiago era infatti la capitale della Federazione dei Sette Comuni, allora stato indipendente e alleato della Serenissima: la costruzione di questo accesso diretto all’altopiano era di fondamentale importanza sia per l’economia del piccolo stato montano, sia per la repubblica di Venezia, affamata di legname per la costruzione e la manutenzione della sua flotta. Oggi il sentiero, percorribile agevolmente a piedi, ci regala un accesso all’altopiano suggestivo e unico nel suo genere.

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L’imbocco della Calà del Sasso

Il sentiero è accessibile direttamente dal centro di Valstagna: seguendo le indicazioni presenti nel centro del paese (Calà del Sasso – CAI 778), si comincia a salire attraverso le anguste vie che si arrampicano sul fianco della montagna. Dopo poche centinaia di metri si entra in una profonda e stretta valle, la Val Frenzena, percorsa dalla strada provinciale che con un’infinita serpentina di tornanti conduce al paesino di Foza (VI), uno dei sette comuni dell’altopiano. Dopo circa 1 km si giunge al secondo tornante: all’imbocco di una strada sterrata un pannello fornisce dettagliate indicazioni sul trekking, illustrandoci la storia e le caratteristiche del sentiero.
Percorriamo la strada bianca mentre la valle si fa ancora più stretta incorniciata dalle verticali e scoscese pareti che piombano a picco su di noi: il nostro sguardo e i nostri sensi vengono rapiti dalla totale assenza di civiltà e il silenzio e la pace del luogo sembrano riportarci indietro nel tempo. Finito di percorrere il breve tratto di sterrato si giunge finalmente all’inizio vero e proprio della scalinata, che si insinua ripida attraverso un fitto bosco di faggi, castagni e abeti.

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Un tratto iniziale della Calà del Sasso

Ci aspetta a questo punto una incredibile e meravigliosa ascesa di 4444 gradini, attraverso le infinite sfumature e cromatismi della stagione autunnale. L’ascesa è talmente suggestiva che la fatica sembra quasi svanire: la scalinata si inerpica sempre di più, facendoci passare attraverso strette fenditure nella roccia, caverne e antri naturali. Dopo circa 2 h di camminata, il bosco finalmente si apre e cede il passo ai verdi pascoli dell’altopiano

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Gli ultimi alberi del sentiero lasciano spazio alla luce dell’altopiano

Giungiamo quindi presso l’abitato di Sasso di Asiago dove ci concediamo un meritato e abbondante pranzo presso il tipico ristorante “Alla Calà”. Qui è possibile gustare i prodotti sempre freschi della cucina tipica del posto in un ambiente caldo e accogliente. Dopo pranzo, seguendo i consigli dei gentili ristoratori, scendiamo di nuovo a valle percorrendo il sentiero 778bis che parte dalla vicina contrada MoriIl percorso scende vertiginosamente dal versante opposto della Val Frenzena, ricongiungendosi poi con un anello alle ultime rampe della Calà del Sasso.

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Un tratto del sentiero 778bis, variante della Calà del Sasso

Percorrendo gli ultimi chilometri verso Valstagna, non possiamo fare a meno di notare come spesso dimentichiamo di vivere in un paese meraviglioso: luoghi come questo sono la prova che il nostro patrimonio artistico e culturale, oltre ad essere immenso, viene purtroppo poco o per niente valorizzato, tanto che la scoperta da parte nostra di questo itinerario, così vicino a strade che percorriamo abitualmente in bici, è stata puramente casuale. Da parte nostra speriamo di avervi incuriosito e ci auguriamo di ripercorrere il prima possibile il sentiero…siamo curiosi di vedere come si presenta in primavera!

Manuela e Filippo

Link utili:

 

 

3 thoughts on “Dalla Valsugana all’altopiano di Asiago in 4000 gradini: alla scoperta dell’antica Calà del Sasso

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