In bicicletta lungo la pista ciclabile della Valsugana: da Borgo Valsugana ai laghi di Levico e Caldonazzo

Come vi avevamo promesso la scorsa settimana continuiamo il nostro viaggio lungo la ciclabile della Valsugana, riprendendo il nostro racconto da Borgo Valsugana. Si tratta di un piccolo paesino di circa 6000 abitanti, collocato su entrambe le sponde del fiume Brenta in un punto della valle dove vi è un restringimento dovuto agli alti rilievi che la cingono su entrambi i lati: ad ovest si ammirano le spettacolari pareti scoscese di Monte Ortigara e Cima Dodici e ad est il massiccio del Lagorai. La ciclabile passa proprio nel cuore del piccolo borgo e, di conseguenza, si ha modo di ammirare la sua caratteristica bellezza, conferitagli da un’architettura che ci ricorda la sua originaria appartenenza al regno austro-ungarico. Seguendo la segnaletica orizzontale che contrassegna la ciclabile, si giunge presso la caratteristica piazza centrale del paese che forma una meridiana. Qui si respira la tranquillità tipica dei piccoli paesi di montagna ed è possibile godersi una piacevole sosta per fare rifornimento di acqua, cibo ed energie.

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Uno dei piccoli ponti che permettono di attraversare i numerosi corsi d’acqua del paese

Ripartiamo da questo splendido paesino per raggiungere gli spettacolari laghi di Levico e Caldonazzo. Da Borgo Valsugana in poi la vista si apre nuovamente, grazie alla valle che si fa via via sempre più ampia. In questa parte della Valsugana il territorio pianeggiante è molto più esteso rispetto alle zone che abbiamo attraversato in precedenza e, proprio per questo motivo, l’attività agricola è molto sviluppata. Non mancano coltivazioni di alberi da frutta (mele e pere) e quelle di granoturco, dalle quali viene prodotta la farina per uno dei prodotti gastronomici più celebri di queste terre: la polenta.
Arrivati a questo punto, i chilometri che ci separano dal lago di Levico sono circa 15 e tutti molto piacevoli: il percorso procede lungo tratti lievemente vallonati, molti dei quali si sviluppano sotto il bosco e lungo le falde delle montagne collocate sul versante ovest della valle. Pedalare lungo questo tratto risulta molto piacevole, soprattutto durante le calde e soleggiate giornate estive.

Arrivati in prossimità di Levico Terme, la ciclabile curva attraversando un ponte: percorriamo così gli ultimi metri che ci separano dal lago, fino a raggiungerlo. Il lago di Levico risalta come una gemma di smeraldo, incastonato nell’abbraccio di splendide montagne verdi, che devono il loro colore ai fitti boschi di conifere da cui sono ricoperte. Questo lago, così come quello di Caldonazzo, vanta il primato di avere  le acque più pure di tutta Europa e proprio per questo motivo risulta possibile la balneazione. Non si può assolutamente ripartire da Levico Terme senza quindi aver fatto una lunga sosta sul grandissimo prato collocato sulla sponda sud del lago, una perfetta occasione per sdraiarsi sulla morbida erba o mettere a mollo le gambe in acqua per ritemprarsi dalle fatiche!

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Lago di Levico (TN)

A questo punto consigliamo vivamente di raggiungere il poco distante lago di Caldonazzo. Questo lago presenta un bacino più ampio rispetto al suo più piccolo vicino e le sue acque cristalline sono un vero tesoro per gli abitanti del luogo, tanto da aver reso possibile la costruzione di veri e propri complessi di stabilimenti balneari collocati lungo le sue spiagge. Non mancano numerosi campeggi, porticcioli turistici e un bellissimo lungolago con pista ciclabile annessa, tutti elementi che ci danno l’impressione di trovarci in una località di mare se non fosse per le alte montagne che circondano a 360 gradi tutto il nostro campo visivo!

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Lago di Caldonazzo (TN)

Dopo aver visto i laghi, potete scegliere se tornare verso Bassano del Grappa in bicicletta, approfittando del percorso che a ritroso risulta tutto in leggerissima discesa oppure se prendere il treno da una delle tante stazioni ferroviarie presenti lungo tutta la ciclopista. In ogni caso, qualsiasi sarà la vostra scelta, avrete fatto sicuramente il pieno di natura e bellezza.

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La segnaletica verticale visibile percorrendo la ciclabile in direzione di Bassano del Grappa

E’ d’obbligo aggiungere anche che dalla ciclabile è possibile accedere a diverse salite di tutto rispetto, come ad esempio il duro passo Manghen (da Telve, in prossimità di Borgo Valsugana) e la salita del Menador (da Levico), anche conosciuta come Kaiserjägerstasse. Quest’ultima è una vecchia e spettacolare strada militare costruita dall’esercito austriaco nel corso del primo conflitto mondiale che offre panorami mozzafiato sulle pareti rocciose, sulla valle e sui laghi sottostanti (abbiamo in programma di percorrerla presto!) Inoltre è possibile accedere all’altopiano di Asiago attraverso altre due bellissime salite: da Valstagna si può imboccare la salita che conduce a Foza (dalla quale passerà anche la penultima tappa del centesimo Giro d’Italia) e poco più avanti, in prossimità del piccolo abitato di Primolano, quella che conduce a Enego, Foza e infine ad Asiago, quest’ultima più lunga e dalle pendenze più dolci.
L’unica pecca di questa ciclabile è che non permette di arrivare fino alla città di Trento. Tuttavia, voci incoraggianti provenienti dagli enti regionali dicono che sia in programma la progettazione di un prolungamento che permetterebbe di mettere in comunicazione la Valsugana con le numerose piste ciclabili che partono proprio dal capoluogo trentino.
Per concludere, non rimane altro che salutarvi, nella speranza di avervi incuriosito!
E chissà se non ci incontreremo proprio da queste parti…a presto e buone pedalate a tutti!

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Il fiume Brenta

Filippo e Manuela

Link utili:

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