Una giornata sulle strade del Giro100 tra la Val Brenta e l’altopiano di Asiago

Pratichiamo uno sport che dà sensazioni che non si possono spiegare con le sole parole: spesso queste sensazioni vengono vissute a livello individuale, tra una goccia di sudore e l’altra.  In alcune occasioni, però, le emozioni di migliaia di ciclisti convergono, si uniscono e si diffondono, contagiando interi paesi, città e nazioni: una di queste occasioni è il Giro d’Italia. Giunto quest’anno alla sua centesima edizione, il Giro100 ha attraversato il paese in 21 tappe, per un totale di 3615 chilometri. Si potrebbero citare tanti dati: i metri di dislivello, il numero di vittorie delle varie squadre, le maglie vinte.
Ma questi dati, oggi vogliamo lasciarli in disparte per parlarvi di come ci siamo legati, per un giorno, al sottile filo rosa, che per quasi un mese ha unito milioni di persone.

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Il logo della centesima edizione del Giro d’Italia

Come molti appassionati di ciclismo, a partire dalla fine dello scorso Giro d’Italia, abbiamo atteso con impazienza l’annuncio delle tappe previste nel 2017. Subito dopo la prima conferenza stampa (in cui è stato finalmente svelato il percorso) ci siamo collegati al sito e abbiamo letto con trepidazione le località delle varie regioni, ma abbiamo dovuto aspettare la ventesima tappa per gioire: Pordenone-Asiago.
Il giro, nel suo penultimo giorno, sarebbe partito da Pordenone, passato per Feltre, scalato il monte Grappa da Seren del Grappa e arrivato in Valsugana, località alla quale siamo particolarmente affezionati e di cui vi avevamo parlato in questa occasione.
La sorpresa più grande è stato scoprire che i corridori, per arrivare ad Asiago, avrebbero scalato la spendida salita che porta a Foza, località che dista solo 14 chilometri dalla nota cittadina di Asiago, la quale dà il nome all’altopiano. Circa un anno e mezzo fa abbiamo scoperto per caso questa salita e ce ne siamo subito innamorati: i suoi infiniti tornanti, che regalano scorci mozzafiato sulle gole delle montagne circostanti, hanno rapito da subito i nostri cuori e le nostre gambe. Proprio mentre la scalavamo la prima volta, abbiamo pensato che sarebbe stato fantastico se il Giro d’Italia avesse affrontato quella salita, generalmente poco frequentata e conosciuta se non dai ciclisti della zona.

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Foza (in cimbro Vüsche), paesino dell’altopiano di Asiago (VI)

Date le premesse, non potevamo assolutamente perdere il passaggio del giro su una delle nostre salite preferite e sabato 27 la sveglia è suonata alle 4.30. Purtroppo Filippo, a causa di impegni lavorativi, non è potuto essere lì con me.
Prendo il treno alle 6 e 10 e, appena scesa a Bassano del Grappa, punto le ruote verso la Valsugana: la fame di salita è troppa.
A Campolongo sul Brenta, con la coda dell’occhio, vedo che nel fiume si riflette un lunghissimo striscione rosa. Alzo lo sguardo, mi avvicino e lo vedo: un commovente tributo a Michele Scarponi mi stringe il cuore…solo lo scorrere del fiume e le montagne sono testimoni del mio dolore. A pochi metri di distanza, ciclisti sfrecciano velocemente verso Valstagna: mi invitano ad unirmi a loro ma io non li seguo, quel momento di riflessione è solo mio.

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Il tributo a Michele Scarponi (Campolongo sul Brenta, VI)

Sorrido al cielo, mi piace pensare che Michele sia lì, a ridere come sempre, perché un sorriso come il suo non lo può spegnere nessun incidente. Accarezzo la bici, mi riaggancio ai pedali e raggiungo Valstagna, già piena di traffico e persone che aspettano impazienti il passaggio del giro. Fiocchi rosa, bandierine e omaggi al passaggio del giro non si contano: questa mattina Valstagna è splendida con il suo abito rosa.

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Valstagna (VI)

Continuo a risalire la Valsugana e, presso Primolano, l’altopiano di Asiago mi prende per mano e mi invita a salire: in poco meno di quattro ore percorro oltre 70 chilometri con 1700 metri di dislivello. Contemplo i paesaggi, osservo con gioia le  centinaia di persone che cominciano ad affollare Foza e Gallio, i piccoli paesini che i corridori attraverseranno nel pomeriggio prima di arrivare ad Asiago. Si respira un’aria di festa: decine di biciclette affollano l’altopiano e percorrono le sue incantevoli strade, approfittando della chiusura al traffico veicolare.

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Le prime case di Foza

Le ore scorrono veloci tra battute con sconosciuti, sorrisi e incitazioni ai ciclisti che stanno scalando la salita di Foza prima del passaggio del giro. Alle 15 decido di fermarmi a bordo strada, in prossimità della fine della salita: mi guardo intorno e mi stupisco ancora una volta della bellezza del “popolo delle salite”. Persone di tutte le età, in sella alle loro bici o a piedi, affollano per chilometri e chilometri entrambi i lati della salita, le case, i bar, i prati: birre, panini, risate e scherzi, gli ingredienti di questa festa rosa.
Cominciano a passare auto e moto della polizia e un rumore di clacson in lontananza annuncia il passaggio della carovana.
Abbasso lo sguardo e noto una scritta sull’asfalto “SCARPA VIVE”: il mio cuore si stringe ancora, Michele è davvero con noi, lo sentiamo sull’asfalto, nelle voci del pubblico, nei cartelloni che gli sono stati dedicati, nella passione e nell’amore che si respira nell’aria.
Ormai manca pochissimo: il boato di acclamazioni e la moto di supporto precedono il passaggio del gruppo di testa. In meno di dieci minuti, tutti i corridori sfrecciano sulla salita accompagnati da applausi e incitazioni ed è subito magia, quella magia che soltanto una grande corsa come il Giro d’Italia può creare.

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Il passaggio dei corridori sugli ultimi tratti della salita

Dopo il passaggio del giro, il pubblico comincia a disperdersi e decine di ciclisti lasciano la salita sorridendo e sfrecciando in discesa verso la valle. Mi unisco a loro e trenta minuti dopo sono alla stazione di Valstagna: il mio corpo è li, ma la mia testa e il mio cuore sono ancora a Foza. Penso al giro, penso alle straordinarie persone che ho incontrato, penso a Michele, al ciclismo e mi sento fortunata: la mia bici e la mia passione, mi hanno regalato una giornata davvero indimenticabile.

Manuela e Filippo

Link utili:

 

 

 

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