Campomulo: un paesaggio incantato sull’altopiano di Asiago da scoprire in bicicletta

Campomulo: un paesaggio incantato sull’altopiano di Asiago da scoprire in bicicletta

Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta tirata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero come sarebbe triste il mondo (Mario Rigoni Stern)

Che l’altopiano di Asiago fosse un posto magico lo avevamo capito fin dal primo momento in cui le ruote delle nostre biciclette hanno accarezzato per la prima volta le sue strade.
Purtroppo lo scorso anno tra vari impegni e altri giri programmati non abbiamo avuto molte occasioni per scoprire a fondo le meraviglie dell’altopiano.

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La piana di Campomulo (Gallio, altopiano di Asiago, VI)

La piana di Campomulo

Studiando le strade dell’altopiano da Google Maps, la nostra attenzione è stata catturata da una località nei pressi di Gallio, Campomulo.
Documentandoci abbiamo scoperto che la piana di Campomulo è
stata una delle prime località in Italia per la pratica dello sci di fondo: i suoi 150 km di piste ne fanno uno dei comprensori di riferimento per quanto riguarda questa disciplina.
In estate, invece, è un posto perfetto per immergersi completamente in un contesto naturale incredibile, dove verdi boschi di abeti e larici si estendono a perdita d’occhio, fino a lambire le rocce delle montagne più alte che circondano l’intera zona. Un luogo perfetto per ritrovare l’armonia con la natura e scappare dal caos della quotidianità.

Dalla Val Brenta all’altopiano

La scorsa stagione è stata l’occasione giusta per scoprire finalmente Campomulo in punta di ruote.
Sono salita (purtroppo da sola) sull’altopiano scalando la salita di Foza, affrontata dai corridori del centesimo Giro d’Italia solo qualche mese prima. Conosco a memoria questa strada, ma percorrere gli oltre venti tornanti che conducono a Foza è sempre emozionante.
La gioia di essere in montagna, unita al maggiore allenamento, mi hanno permesso di godere pienamente del panorama offerto da questa salita. Arrivata in cima, dopo aver fatto rifornimento d’acqua, sono subito ripartita verso Gallio, distante 10 chilometri.

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La salita che da Valstagna conduce a Foza

Da Gallio a Campomulo

Una volta giunta in paese sono salita subito verso Campomulo: non sapevo quali caratteristiche avesse la salita in termini di lunghezza e dislivello. Avendo già 1000 metri di dislivello nelle gambe (salita di Foza), i 6 chilometri verso Campomulo con pendenze comprese tra il 7 e il 13% mi hanno messo leggermente alla prova!
Una volta in cima la fatica è stata immediatamente ricompensata. Mi sono trovata letteralmente immersa in un ambiente incantato e fermo nel tempo. Avevo già visto alcune foto di questa strada ma trovarsi lì in quel momento è stato davvero splendido!

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La strada che conduce agli impianti sciistici di Campomulo

La stretta strada grigia che attraversa la piana, il silenzio irreale dell’ambiente, il verde chiaro dei prati fioriti e quello più scuro degli abeti e dei larici: sembrava davvero di pedalare in un quadro.
E’ facile immaginare gli innamorati al chiaro di luna descritti da Mario Rigoni.

Come mi accade spesso quando arrivo in cima, il mal di gambe e la fatica si annullano: anche in questo caso mi sono lasciata guidare soltanto dalle sensazioni prendendomi il tempo necessario per contemplare la piana.

Rifugio Malga Campomulo

Percorrendo l’unica strada asfaltata che attraversa la piana si giunge al rifugio Campomulo.
Sono stata accolta dalle gentilissime proprietarie che mi hanno spiegato alcune caratteristiche della località. Ho scoperto così che il rifugio è il punto di riferimento principale per la partenza di escursioni a piedi o in bicicletta.
Ho anche scoperto che la strada asfaltata sarebbe terminata di lì a poco presso un bivio e che da quel punto in poi i sentieri sono soltanto sterrati. E’ stata la prima volta, che in due anni di ciclismo, ho desiderato avere una mountain bike!

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Il rifugio Campomulo (quota 1530 s.l.m.)

Dopo la sosta ho scelto ci continuare a pedalare fino al bivio: ho intravisto sentieri e punti di interesse che sono già in lista! L’altopiano di Asiago merita davvero di essere esplorato anche a piedi e non vediamo l’ora di farlo.

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Manuela e Filippo

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