Randolomitics: la prima randonnee sulle Dolomiti

Ce la fate la settimana prossima a venire su per la Randolomitics?

Quando Maurizio, organizzatore del Dolomitics Cycling Camp, ha lanciato questo invito, non ci abbiamo pensato due volte: si!
Già lo scorso anno, tramite i social, eravamo venuti a conoscenza di questo evento ciclistico: una randonnee (manifestazione non competitiva che comprende uno o più percorsi, solitamente superiori ai 100 km, da fare in bicicletta) ambientata interamente sulle Dolomiti.
Giunta alla quarta edizione, la Randolomitics attrae sempre più ciclisti che vogliono mettere alla prova la propria resistenza su alcuni dei passi alpini più famosi del mondo: Giau, Fedaia, San Pellegrino, Manghen e Pordoi, solo per citarne alcuni.
Diverse le possibilità per i ciclisti che hanno partecipato lo scorso 7 e 8 luglio alla Randolomitics 2017.

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Il percorso Fiemme prevedeva anche la possibilità di allungare imboccando la variante Giau (275 km – 7700 D+)

Purtroppo non ci siamo organizzati in tempo per partecipare come ciclisti, ma siamo infinitamente grati a Maurizio per averci dato la possibilità di partecipare come blogger: conoscere le magnifiche persone dello staff, parlare con i ciclisti, dare una mano nell’organizzazione…non potevamo chiedere di meglio!

Partiamo da Padova alle 8.15, due ore dopo raggiungiamo Fiera di Primiero e da lì imbocchiamo Passo Rolle: l’arrivo a San Martino di Castrozza è sempre emozionante!
La giornata è splendida e non possiamo non concederci una sosta per contemplare le splendide cime delle Pale di San Martino che sovrastano il paese.

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San Martino di Castrozza (TN)

Seconda sosta in cima al passo: ogni volta che arriviamo qui, i colori limpidi, le montagne e l’atmosfera magica delle Dolomiti ci avvolgono completamente inebriando tutti i nostri sensi.

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La graziosa chiesa in cima al Passo Rolle

Dopo aver scattato qualche foto, risaliamo in macchina e cominciano la lunga discesa che ci condurrà a Tesero. Siamo, per la prima volta, nella verdissima Val di Fiemme e ai lati della strada scorrono incantevoli paesini che abbiamo da sempre sentito nominare: Bellamonte, Predazzo, Ziano di Fiemme.
Ci fermiamo a Panchià (a 3 km da Tesero) per una breve sosta al Bike Hotel Panorama, nel quale dormiremo questa notte! L’accoglienza e la bellezza della struttura meritano un post a parte (che è in preparazione!), quindi per adesso vi mostriamo solo l’esterno dell’albergo.

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L’esterno della struttura

Il tempo di posare le valigie e risaliamo in macchina verso il Centro Sportivo sci di fondo di Tesero, da cui alle 6.30 del mattino, sono partiti gli atleti.
Veniamo accolti da Maurizio, giustamente presissimo dall’organizzazione!
Le ore scorrono veloci: i primi atleti del percorso corto arrivano verso le 13 e si godono un meritato riposo all’ombra del gazebo allestito proprio accanto all’arrivo.
Qui hanno la possibilità di rifocillarsi con ottima pasta fredda e bibite, il tutto incluso nel pacchetto di iscrizione. Inoltre è sempre qui che si trova lo stand principale dell’organizzazione, dove vengono tenuti i tempi, le liste dei partecipanti e vengono rilasciati i certificati di arrivo. È anche possibile acquistare un ricordo di questa esperienza magica: sono disponibili coloratissime t-shirts e stupendi completi tecnici Northwave di altissima qualità con il brand Dolomitics.

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Lo stand dell’organizzazione

Verso le 17.30, Maurizio ci invita ad andare con lui a Forno di Zoldo, paesino del bellunese distante circa 80 km. Obiettivo? Portare i rifornimenti agli atleti che stanno affrontando il percorso lungo e che arriveranno a Tesero il giorno successivo.
Ovviamente non rifiutiamo e ci lanciamo alla scalata dei due passi che ci separano dal paese: il San Pellegrino e il Duran! Potrebbe sembrare facile affrontarli in macchina, ma le pendenze e le curve strette del Duran hanno messo a dura prova la guida di Filippo che nonostante tutto si è dimostrato un abilissimo guidatore montano.
Già da sole, le cime delle montagne illuminate dal sole del tardo pomeriggio meritano il viaggio!
A Forno di Zoldo ci fermiamo presso l’Hotel Posta: qui gli atleti possono mangiare un piatto di pasta caldo e riposare qualche ora prima di affrontare il resto del percorso.

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Due atleti iscritti al percorso lungo durante la pausa cena

Dopo cena ripartiamo alla volta di Tesero: ci è giunta infatti notizia che stanno arrivando gli atleti iscritti al percorso medio, tra cui anche l’ultracyclist romano Omar di Felice, che entrambi seguiamo e ammiriamo da diversi anni. Con lui anche Mirko de Angelis, conosciuto online: anche questa volta non ci siamo incrociati ma sicuramente non mancherà occasione!

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Mirko de Angelis (sinistra) e Omar di Felice (destra) giunti al traguardo dopo il percorso medio (Ph: Omar di Felice)

Purtroppo poco dopo il nostro arrivo, comincia a piovere: già tornando verso Tesero abbiamo visto le cime delle montagne illuminate dai lampi di un esteso temporale. Cominciamo a preoccuparci per gli atleti del percorso lungo che rischiano seriamente di trovarsi a scalare i passi di notte e sotto l’acqua.
Le nostre preoccupazioni sono fondate: dalle 22.30 in poi si scatena un violento temporale che in poco meno di 20 minuti ci costringe ad abbandonare il gazebo e a portare al coperto tutta l’attrezzatura. Dai dintorni ci giunge anche la notizia che sui passi interessati dalla corsa si stanno verificando violente grandinate.

Anche in questa situazione critica lo staff si è rivelato assolutamente all’altezza della situazione, contattando tempestivamente gli atleti per via telefonica e sulle pagine social, informandoli del congelamento dei tempi e di pensare solamente a trovare riparo e a salvaguardare la loro incolumità, in quanto sarebbero potuti comunque arrivare oltre i tempi limite prestabiliti e vedere così valida la loro prova.
La sicurezza prima di tutto!

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Uno dei numerosi cartelli del percorso

La mattina dopo (a malincuore) siamo già di partenza: ci aspettano diversi chilometri per rientrare a Padova e a Tarquinia. La malinconia si fa sentire sulla strada del ritorno, ma rientriamo con una sensazione di arricchimento e gratitudine: abbiamo conosciuto persone fantastiche e dato un piccolo contributo a una splendida manifestazione in crescita, tutta improntata alla valorizzazione del territorio.

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A Forno di Zoldo con Maurizio Barbolini, organizzatore dell’evento

Ci vediamo l’anno prossimo…stavolta in bici!

Filippo e Manuela

Link utili:

 

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