Passo Manghen in bicicletta: la salita da Molina di Fiemme

Passo Manghen in bicicletta: la salita da Molina di Fiemme

Il Manghen da Molina di Fiemme

Torniamo a parlarvi di uno dei nostri passi preferiti: il Manghen. Scalato due volte da Borgo Valsugana, ci siamo sempre chiesti come fosse affrontare il passo dal versante della Val di Fiemme.
Durante il fine settimana di luglio in cui sono stata ospite del Bike Hotel Panorama (Tesero, TN), sono rientrata in Valsugana proprio scalando il Manghen da Molina di Fiemme.
Complice la stanchezza del giorno precedente in cui avevo affrontato il passo Brocon e il passo Rolle, scalare il Manghen da questo versante è stato molto impegnativo, soprattutto a causa dei miei rapporti.

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L’imbocco del Manghen da Molina di Fiemme (TN)

Altimetria della salita

Da Molina di Fiemme la salita è più corta. La salita infatti parte da una quota più alta (820m. s.l.m.) ma le pendenze sono decisamente più dure: 7,5 quella media con punte dell’11 e del 13%.
Pedalando lungo la SP232, giunti in prossimità di Molina di Fiemme, ci si ritrova all’attacco della salita.
I primi 6 chilometri sono facili: si pedala costantemente in uno spettacolare bosco di abeti, pini e larici secolari, contraddistinti da mille sfumature di verde intenso.
La strada si restringe gradualmente addentrandosi lungo la stretta vallata, con un andamento rettilineo.

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La parte iniziale del passo

A partire dal sesto chilometro comincia la parte dura: probabilmente le mie percezioni sono state distorte dalla stanchezza e dai 3000 metri di dislivello del giorno precedente…però mi è sembrato che la salita non offrisse un solo attimo di tregua! Queste sensazioni sono state confermate dal mio Garmin: in pochissimi tratti ho visto il valore della pendenza scendere sotto al 10%!
Sono presenti dei tornanti ma curva dopo curva le rampe sembrano sempre più dure.

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Anche il versante da Molina fa parte delle Grandi salite del Trentino, contrassegnate da apposita segnaletica ogni chilometro

Al di là della stanchezza soggettiva il paesaggio è davvero magnifico.
Al tredicesimo chilometro il bosco cede improvvisamente il passo a pascoli d’altura e guardando verso l’alto si scorge la lingua d’asfalto che ci separa dalla cima.

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Lo spettacolare panorama a due chilometri dalla cima

La fatica: l’essenza del ciclismo

Arrivata faticosamente al rifugio l’umore non era quello che avrei voluto e immaginato: ricordo ancora oggi la scalata da Molina come una delle salite più faticose di tutta la mia vita ciclistica. La bicicletta è anche questo, anzi, soprattutto questo: fatica estrema e sofferenza continua.
Nonostante ciò mi è bastato guardare verso valle per ritrovare il sorriso: lo spettacolo del Manghen è sempre lì, pronto a stupirmi ogni volta.
Attimi di intesa con la montagna che giustificano i grandi sforzi, sacrifici e dolori ai quali ci sottoponiamo e che ci regalano esperienze uniche destinate a rimanere per nei nostri cuori. Provare per credere.

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Il panorama dalla cima
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La discesa verso Borgo Valsugana
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Uno dei tratti della salita da Borgo Valsugana

Manuela e Filippo

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