Passo Manghen da Molina di Fiemme: la salita in bicicletta

Passo Manghen da Molina di Fiemme: la salita in bicicletta
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Il Manghen da Molina di Fiemme

Oggi torniamo a parlarvi di uno dei nostri passi preferiti: il Manghen. Scalato due volte da Borgo Valsugana, durante un fine settimana estivo in bicicletta abbiamo scelto di scoprire anche il versante della Val di Fiemme. Grazie alla sua posizione strategica, il Manghen si presta ad essere inserito in diversi itinerari tra la Valsugana e la Val di Fiemme. Pronti a scoprire il passo Manghen da Molina di Fiemme?

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Altimetria della salita

Da Molina di Fiemme la salita è più corta rispetto al versante di Telve. Si parte infatti da una quota più alta (820m. s.l.m.) con pendenze decisamente più dure: 7,5 quella media con punte dell’11 e del 13%. La prima metà del Passo Manghen da Molina di Fiemme è pedalabile: questo potrebbe indurvi ad affrontarla con un ritmo sostenuto ma sarebbe un errore che pagherete molto caro. Infatti, a partire dall’ottavo chilometro, la salita cambia completamente volto: le pendenze, da qui fino alla cima, scenderanno raramente sotto il 10%. Assolutamente da non sottovalutare, è anche la complicità della crescente altitudine: è sicuramente questa la parte più impegnativa di tutta la salita.

Caratteristiche paesaggistiche

Immaginate una verde vallata del Trentino sulla quale vegliano alcune delle cime più belle delle Dolomiti. Il passo Manghen da Molina di Fiemme è una delle strade più suggestive di questa vallata, oltre che la via più diretta per raggiungere la Valsugana da Molina di Fiemme.
Nei primi sei chilometri, si pedala costantemente in uno spettacolare bosco di abeti, pini e larici secolari, caratterizzati da mille sfumature di verde intenso. La strada poi si restringe gradualmente addentrandosi lungo la stretta vallata, con un andamento rettilineo. A partire dal 12esimo chilometro, la salita presenta una serie di tornanti. In questo caso non aiutano ma il paesaggio è sempre più suggestivo. Infatti, al tredicesimo chilometro il bosco cede improvvisamente il passo a pascoli d’altura e guardando verso l’alto si scorge la lingua d’asfalto che separa dalla cima.

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Passo Manghen da Molina di Fiemme: come raggiungerlo

Se vi trovate in Val di Fiemme, l’imbocco del passo si raggiunge pedalando lungo la SP232. Questa strada, che costeggia in parte il torrente Avisio, attraversa alcuni dei maggiori centri abitati della zona.  Se siete particolarmente allenati o avete a disposizione più di un giorno, potete raggiungere la Val di Fiemme anche dalla Valsugana: è possibile sia scalare il passo Manghen da Borgo Valsugana (TN), sia attraversare l’Altopiano di Pinè (Trento) per entrare in Val di Fiemme. Un’altra opzione? Da Feltre, raggiungete Fiera di Primiero (TN), scalate il Passo Rolle e scendete a Predazzo (TN). Chi ha percorso la granfondo Sportful conosce molto bene queste zone! Qualsiasi opzione scegliate, giunti in prossimità di Molina di Fiemme, ci si ritrova all’attacco della salita.

La fatica: l’essenza del ciclismo

Ancora oggi ricordiamo la scalata da Molina come una delle salite più faticose di tutta la nostra vita ciclistica. La bicicletta è anche questo, anzi, soprattutto questo: fatica estrema e sofferenza continua.
Nonostante ciò ci è bastato guardare verso valle per ritrovare il sorriso: lo spettacolo del Manghen è sempre lì, pronto a stupirci ogni volta.
Attimi di intesa con la montagna che giustificano i grandi sforzi ai quali ci sottoponiamo e che ci regalano esperienze uniche destinate a rimanere per sempre. Provare per credere.

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Informazioni

  • In seguito all’ondata di maltempo che ha colpito il Veneto e il Trentino (ottobre 2018), il passo Manghen da Molina di Fiemme è stato chiuso a causa di una frana. La strada verrà riaperta prima della centoduesima edizione del Giro d’Italia, in cui i corridori scenderanno a Molina di Fiemme dopo aver scalato il passo Manghen da Borgo Valsugana.

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Manuela e Filippo


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4 thoughts on “Passo Manghen da Molina di Fiemme: la salita in bicicletta”

  • Tradizione vuole che una volta all’anno si salga il Manghen. Abito in Valsugana e per anni ho privilegiato la salita da Telve. E’ da qualche anno che prediligo la salita da Molina di Fiemme, per me che faccio l’anello completo sapere di arrivare in Valsugana e avere tutta ciclabile fino a casa aiuta molto…
    Ciò premesso due considerazioni: è vero che la prima parte invita a spingere, io la prendo come un tratto per preparare la gamba alla salita dato che da casa a Molina mi sono già fatto almeno 60 km… La cosa che più mi piace (al di là del masochismo…) è una pendenza quasi sempre costante, a differenza dell’altro versante dove i cambi di pendenza sono continui (e di conseguenza anche la loro funzione di spaccagambe).
    Purtroppo quest’anno si sono potuti vedere gli effetti di Vaia: la salita da Molina ha il pregio di essere quasi tutta in ombra grazie al bosco che ti avvolge. Vaia ha purtroppo cancellato il bosco e quindi la salita è tutta “en plen air”. Unica nota positiva (dovuta a Vaia e al giro d’italia) è l’asfalto nuovo fino alla vetta.
    Ricordatevi di portare due borracce, salendo non si trovano fontane.

    • Ciao Daniele, grazie per il commento! Abitare in Valsugana è il nostro sogno dalla prima volta in cui ci abbiamo pedalato <3 Purtroppo, abbiamo visto lo scorso maggio, gli effetti di Vaia 🙁

  • Ciao a tutti, aggiornamento dopo averla fatta mercoledì. Salendo da Molina si trovano alcuni tratti sterrati in corrispondenza dei lavori di rifacimento di alcuni ponti, in salita poco male perchè si va piano e si vedono, il problema potrebbe essere per chi scende dal passo verso Molina (sono poco visibili…).

    • Ciao Daniele, ti ringraziamo davvero per questi preziosissimi commenti perchè uno dei nostri obiettivi è quello di stimolare chi ci segue ad interagire con i post, soprattutto condividendo info utili e aggiornate, dato che per ovvi motivi non sempre riusciamo a ripercorrere le salite e gli itinerari più lontani da casa. Ancora una volta, grazie per il tuo contributo e speriamo di poter ripercorrere il Manghen da Molina la prossima settimana, dato che ci fermiamo qualche giorno in Val di Fiemme dopo la Dolomitics. A presto!

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