Rifugio Battisti in bicicletta: la salita da Recoaro Terme

Rifugio Battisti in bicicletta: la salita da Recoaro Terme

La salita al rifugio Battisti

Vi presentiamo la salita che da Recoaro Terme (VI) conduce ai Piani della Gazza e al rifugio CAI Cesare Battisti (Piccole Dolomiti, località Piani della Gazza). Si tratta senza dubbio di una delle strade asfaltate più panoramiche di questo gruppo montuoso a cavallo tra Veneto e Trentino.
La salita è nota tra i ciclisti vicentini ma poco conosciuta fuori da questo territorio. Se non l’avete mai scalato vi invitiamo a farlo: metro dopo metro vi permetterà di scoprire lentamente l’anima nascosta e selvaggia delle Piccole Dolomiti.

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La salita che conduce al rifugio

Altimetria della salita

Lunga 10,2 chilometri e con una pendenza media dell’8% (il dislivello complessivo è di 819 metri), la strada si presenta poco trafficata ed è perfetta da scoprire in bicicletta.
Ho percorso la salita lo scorso anno: era la mia prima volta su quelle strade e mi sono bastati pochi chilometri per innamorarmi di questi paesaggi che abbiamo scoperto uscita dopo uscita, come vi abbiamo raccontato qui e qui.

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Il gruppo della Carega (Piccole Dolomiti)

Programmavo da mesi di tornare al rifugio Battisti e ho approfittato di un caldo sabato di ottobre, per ripercorrere nuovamente la salita.
Partita da Schio, ho scalato il Passo Zovo per poi raggiungere Recoaro Terme: dal centro della cittadina, l’attacco della salita è raggiungibile seguendo le indicazioni per Merendaore e Campogrosso.

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Il centro di Recoaro Terme: dalla piazza si intravedono le cime delle Piccole Dolomiti

Da Recoaro Terme alle cime della Carega

Appena fuori dal centro città, in prossimità di un bivio, un cartello indica la direzione per il Rifugio Battisti: il tratto iniziale attraversa la contrada Storti e si presenta da subito molto impegnativo con pendenze sempre comprese tra il 10 e il 12%.
Risalita la contrada, un bivio indica la direzione per Merendaore (a destra) e l’altro quello per la località Gazza e il rifugio Battisti.
Questa parte iniziale della salita presenta già scorci spettacolari sulle cime del gruppo della Carega: pedalata dopo pedalata la sensazione è quella di avvicinarsi sempre di più alle alte montagne che avvolgono il paesaggio.

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La salita dopo la contrada Storti

Da questo punto in poi, gran parte della strada si sviluppa sotto il bosco: nonostante questo, gli alberi non fitti e alcuni tratti esposti, permettono alle montagne di mostrarsi in tutta la loro bellezza. La salita è dura, ma presenta pendenze costanti, intervallate da tratti al 7-8% che vi permetteranno di recuperare un po’.
Se avrete la fortuna di percorrere la strada in una giornata limpida, approfittate di questi tratti “più dolci” per scattare qualche foto!

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Guardando verso valle
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Uno dei punti panoramici più suggestivi della salita

Dopo aver percorso i primi 7 chilometri di salita, proprio in prossimità di un tornante, si trova la locanda Obante, perfetta per una sosta ristoratrice prima di affrontare i restanti tre chilometri.
Come si intuisce dagli scatti tutta la salita è assolutamente scenografica, ma dalla locanda in poi la fatica della scalata passerà in secondo piano: la roccia delle montagne sembra sempre più vicina e ogni tornante offre una prospettiva diversa sulle scoscese pareti delle Piccole Dolomiti.

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Gli ultimi tre chilometri

I panorami indimenticabili del Rifugio Battisti

Le calde sfumature autunnali hanno, nel mio caso, contribuito a rendere gli ultimi chilometri ancora più magici. Posso senz’altro dire che l’arrivo al rifugio Battisti (quota 1265) rappresenta l’apice della meraviglia: la struttura è posta proprio ai piedi dell’imponente gruppo della Carega.
Molto suggestiva è anche la vista verso valle: Schio, Recoaro Terme e Valli del Pasubio si intravedono tra le dolci colline che separano le Piccole Dolomiti dalla Pianura Padana.

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L’arrivo al rifugio Battisti
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L’esterno del rifugio offre una spettacolare vista sulla valle

Mi sono ormai arresa al fascino che queste montagne esercitano su di me, tanto che ho trascorso un’ora abbondante al rifugio prima di scendere!
La struttura non rappresenta soltanto un punto di partenza privilegiato per i numerosi sentieri di trekking della zona, ma anche un posto in cui trascorrere una giornata all’aperto, grazie a un ottimo ristorante e a verdi prati che degradano dolcemente verso il basso.

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L’esterno del rifugio
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Scendendo verso Recoaro Terme (ph: Paride Santoro)
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Spettacolari toni autunnali salendo verso il rifugio

Informazioni utili

  • La strada asfaltata termina proprio ai piedi del rifugio: se state programmando un giro ad anello, tenete in considerazione questo fattore;
  • In qualsiasi stagione dell’anno (tranne in inverno ovviamente), portate con voi gambali, manicotti e mantellina antipioggia: la zona è particolarmente umida e il tempo potrebbe cambiare velocemente anche durante la bella stagione;
  • Sebbene alcuni tratti della strada siano stati recentemente asfaltati, in alcuni punti l’asfalto è disconnesso: prestate particolare attenzione in discesa.

Link utili

Manuela e Filippo



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