Il viaggio di Monica: la via Francigena in bicicletta

Il viaggio di Monica: la via Francigena in bicicletta

Un cammino spirituale tutto italiano

Anche questo mese la nostra rubrica dedicata ai viaggi in bicicletta è rosa!
Dopo il giro della Sicilia di Ilenia, oggi vi raccontiamo l’esperienza di Monica, che ha voluto intraprendere un lungo viaggio percorrendo la via Francigena.
L’Italia, così come altri paesi cattolici, è ricca di percorsi a vocazione spirituale. La via Francigena è sicuramente il più lungo e il più famoso e non ha nulla da invidiare al Cammino di Santiago (di cui vi avevamo parlato anche in occasione del viaggio di Andrea!) Pronti a scoprirla con noi?

Una piccola presentazione: parlaci un po’ di te

Mi chiamo Monica Nanetti, ho 55 anni, sono giornalista free lance, ho una figlia di 25 anni.
Non sono una persona particolarmente sportiva. Fino a qualche anno fa correvo (poco e lentamente), poi mi sono limitata a qualche passeggiata in montagna quando ce n’era il tempo. Le mie esperienze in bicicletta si fermavano alle passeggiate al mare di quando avevo 18 anni.
Poi la scorsa primavera mi sono messa in sella e insieme a un’amica ho percorso tutto il tratto italiano della Via Francigena, da Aosta a Roma.

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Monica e la sua compagna di viaggio a Radicofani (Val d’Orcia, Toscana)

Come ti è venuta l’idea del viaggio?

Un paio di anni fa, per lavoro, mi sono trovata a visitare l’ostello sul Passo del Gran San Bernardo, che è il punto di ingresso della Via Francigena in Italia. Il percorso mi ha affascinato e incuriosito e dopo qualche mese, in cui avevo deciso di prendermi una pausa e “dare una scrollata” alla via vita, mi sono chiesta che cosa mi tratteneva dal provarci.
All’inizio avevo pensato di farla a piedi, però mi sono resa conto che non avrei mai avuto i 40/45 giorni necessari… e così, ho recuperato la bici dalla cantina. Alla fine, abbiamo impiegato 17 giorni per percorrere 1056 km, dal 26 maggio all’11 giugno del 2017.

Come sono stati i preparativi?

Lunghi e complicati, ma per fattori esterni. Il primo anno non sono riuscita a partire per impegni di lavoro; poi lo scorso anno, quando tutto era quasi pronto e la mia amica Annita aveva deciso di venire con me, in uno stupido incidente in bici mi sono fratturata il polso e ho dovuto rimandare ancora la partenza.
A parte questo, non abbiamo mai fatto una particolare preparazione. Quando avevamo tempo (siamo entrambe di Milano) andavamo a fare un giro lungo il Naviglio una volta o due alla settimana. In totale avremo fatto sì e no 5 o 6 uscite “lunghe” (90 chilometri) e prima della partenza per il nostro viaggio non eravamo mai state via per più di un giorno.
A pensarci adesso è stata un po’ una cosa da matti ma eravamo tranquille. Non ne avevamo fatto una questione di orgoglio e se per qualche motivo ci fossimo stancate, avremmo preso il treno e saremmo tornate a casa.

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Momenti di viaggio

Come hai scelto l’itinerario da percorrere?

Ho cercato di rimanere il più fedele possibile al tracciato ufficiale della Ciclovia Francigena, seguendo i segnavia e scaricando le mappe gpx dal sito viefrancigene.org.

Ti è rimasto in mente un episodio particolare?

Il momento più surreale e divertente è stata l’ultima sera. A Sutri, siamo rimaste imprigionate dentro al Duomo perchè non ci siamo accorte che era passato l’orario di chiusura! Abbiamo rischiato di passare la notte sulle panche della chiesa. Ci ha recuperato il parroco, richiamato in extremis con un giro di telefonate. La cosa più difficile è stata spiegarsi, perchè non riuscivamo a smettere di ridere!

Cosa ti ha lasciato questo viaggio sulla Francigena?

Moltissimo: il gusto per i viaggi in bicicletta, ovviamente. Una maggiore fiducia nell’affrontare le cose, con un po’ di ottimismo e senza farsi troppi rovelli mentali.
Soprattutto mi sono accorta di una cosa: il diario di bordo che tenevo su Facebook nel giro di pochissimo tempo ha coinvolto sempre più persone che ci spronavano e partecipavano alla nostra piccola avventura. Persone diverse (soprattutto donne) mi scrivevano di essersi emozionate, appassionate, commosse. Mi sono resa conto che tutte queste persone avevano passato anni a sostenere le passioni degli altri quasi dimenticando le proprie. Ispirate dal nostro viaggio si chiedevano: potrei farcela anch’io?.
Da tutto questo è nato un intero progetto, dal titolo appunto Se ce l’ho fatta io. Abbiamo pagina Facebook e un account Instagram e organizziamo mostre fotografiche. In più stiamo ultimando un libro e organizzando nuovi viaggi in bicicletta e non solo.

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Cosa vorresti dire a chi ci sta leggendo?

Se avete voglia di partire, fatelo; quasi sempre a trattenerci sono le nostre paure e i nostri sensi di colpa, molto più della difficoltà del viaggio in sé. Avrete sempre da guadagnarci e da scoprire qualcosa, anche se magari non riuscirete a fare tutto quello che vi eravate prefissi. Non avete nulla da dimostrare agli altri, solo da capire di più su voi stessi.

Link utili

Manuela e Filippo (con la preziossissima collaborazione di Monica!)



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