Il viaggio di Adriana: ciclista urbana e aspirante ciclomeccanica

Il viaggio di Adriana: ciclista urbana e aspirante ciclomeccanica

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Questo mese nella rubrica dedicata ai vostri viaggi in bicicletta ospitiamo Adriana: amica virtuale, blogger e futura meccanica di biciclette oltre che cicloviaggiatrice. Dopo avervi raccontato lo scorso mese il viaggio di Monica lungo la via Francigena, condividiamo altre avventure tutte al femminile!

Una piccola presentazione: parlaci un po di te

Mi chiamo Adriana, ho 38 anni e sono nata e cresciuta a Genova, città dove vivo ancora adesso. Ho cinque gatti, sono buddista da dieci e sono una ciclista urbana, cicloviaggiatrice da tre anni e aspirante ciclomeccanica. I miei amici mi definiscono permalosa ed egocentrica ma anche generosa.
Sono consapevole del mio pessimo carattere, però mi riconosco di essere perseverante e determinata!

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Adriana

Com’è nata la tua passione per la ciclomeccanica?

La mia passione per la ciclomeccanica è nata dalla mia volontà di viaggiare da sola in bicicletta.
Così ho iniziato a cercare corsi ma all’inizio non è stato facile trovare qualcosa che mi ispirasse. Un giorno mi sono finalmente imbattuta in Bikeitalia trovando un corso di meccanica base a Saronno. Si poteva andare al corso anche con la propria bici e i pezzi di ricambio (in base agli argomenti trattati) per poterci lavorare direttamente. E’ stato il mio primo corso e da li mi si è aperto un mondo, tanto che ho seguito anche tutti gli altri corsi.
A gennaio farò l’ultimo (Masterclass in Meccanica Ciclistica) prima del grande passo: cambiare definitivamente lavoro e diventare meccanica di biciclette.

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La bicicletta di Adriana durante la manutenzione

Da quanto tempo hai aperto il blog e quali sono i principali argomenti che tratti?

Il blog La Ciclista Ignorante l’ho aperto a fine 2016 con unico scopo: incoraggiare, principalmente le donne, attraverso la mia esperienza. Sono sempre stata quella brutta, grassa e asociale: la bicicletta, la ciclomeccanica e i viaggi mi hanno regalato sicurezza in me stessa e autostima.
Nel blog scrivo di ciclismo urbano e cicloviaggio attraverso le mie avventure personali. Per questo i miei articoli spaziano dalle esperienze come apprendista meccanica ad argomenti di attualità con particolare attenzione alla mobilità sostenibile e alla ciclabilità.

Seguendo i tuoi profili social abbiamo visto che ti piace viaggiare in bicicletta. Come ti è venuta l’idea del viaggio di cui vuoi parlarci?

L’idea di provare il cicloturismo è nata subito dopo aver comprato la mia bicicletta: dopo 22 anni che non pedalavo ci ho messo un’ora e mezza tornare a casa! Pedalando e migliorando giorno dopo giorno ho capito che viaggiare e bicicletta sono un binomio inscindibile per me. La mia prima avventura in bici è stato il giro del lago di Garda e dopo questo viaggio ho fatto un sacco di weekend fuori in occasioni dei vari corsi di meccanica.
Ma il viaggio che mi ha regalato di più è stato l’ultimo: in occasione di un corso a Treviso ho pedalato per buona parte del Veneto! Partita da Verona, ho toccato Este, Padova e Treviso sfruttando ciclabili come la E2 dei Colli Euganei e la Treviso-Ostiglia.
Non mi aspettavo nulla da questo viaggio (volevo solo pedalare) e invece è stato il più ricco di tutti. Sicuramente per le tante persone che ho incontrato, ma il grande insegnamento che ne ho tratto è stato non avere aspettative perchè un viaggio può regalarti molto solo sei pronta ad accogliere quello che ti dà senza pretese e con molta umiltà.

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Pedalando verso Pesaro

Come sono stati i preparativi?

Gli itinerari attualmente li scelgo in base a Booking.com.
Con il passare del tempo ho anche iniziato a conoscermi in termini di resistenza fisica: ad esempio ho imparato che dai 70 chilometri in su faccio fatica! Per quanto riguarda l’equipaggiamento ho sempre portato con me camere d’aria, multi kit, fascette e pompetta: l’indispensabile per non rimanere a piedi.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Non solo l’ultimo viaggio ma tutte le esperienze vissute negli ultimi anni mi hanno lasciato due cose fondamentali: la sicurezza e la determinazione. Sono cresciuta in un ambiente maschile in cui mi sono sentita spesso insicura e discriminata e la bicicletta mi ha insegnato che tutto è possibile: basta volerlo.
Soprattutto ho iniziato a viaggiare: non l’avevo mai fatto prima e ho iniziato grazie alla bici a capire quanto valgo. La bicicletta per me è stata il motore di questo circolo virtuoso che voglio continuare ad alimentare, nonostante i momenti di fatica o apatia, inevitabili e anche loro essenziali in qualche modo.

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Genova, città di Adriana, vista da Spianata Castelletto

Progetti futuri di viaggio e di vita?

Oltre a realizzare il mio sogno di diventare meccanica di biciclette vorrei cambiare bici. Sono indecisa tra la Salsa Vaya o la Wilier Triestina Jaroon e l’idea è provare un telaio in acciaio, più adatto al viaggio. Vorrei anche programmare un viaggio solo per me: tutti i giri che ho fatto in passato erano finalizzati a fare corsi oppure conoscere dal vivo amici virtuali. Mi piacerebbe fare la Francigena toscana, partendo da Genova in bici e unendomi al percorso ufficiale all’altezza di Sarzana, magari in tenda!

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Una sosta pedalando verso Treviso

Nell’attesa di conoscere finalmente Adriana di persona non possiamo fare altro che continuare a sostenerla e augurarle un grosso in bocca al lupo per i suoi progetti. Vi ricordiamo che potete seguire Adriana sul suo blog e sui canali social: vi lasciamo i link qui sotto!
La nostra rubrica dedicata ai viaggi in bicicletta torna il prossimo mese…stavolta ci spingeremo lontano come non abbiamo mai fatto!

Filippo e Manuela (con il preziosissimo aiuto di Adriana!)

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