Tempio del Canova e gypsotheca: alla scoperta di Possagno

Tempio del Canova e gypsotheca: alla scoperta di Possagno

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Ricordate QUESTO POST in cui vi avevamo parlato di Possagno (TV), città natale dell’artista Antonio Canova? Oggi, nella rubrica Giù dai pedali, vi portiamo con noi in questo piccolo abitato della pedemontana veneta che abbiamo scoperto in bicicletta. Prima di ripartire dall’Hotel Canova (in cui abbiamo trascorso uno splendido week-end lo scorso autunno) abbiamo infatti dedicato una mattinata alla visita di due degli edifici più celebri della zona: il Tempio del Canova e la gypsotheca dell’artista.

Il Tempio del Canova durante una delle nostre uscite in bicicletta
L’ampio piazzale antistante al Tempio

Il tempio canoviano

Attraversando in bicicletta Possagno, è impossibile non notare lo spettacolare tempio che si erge su una collina del paese. Già soltanto dall’esterno, l’edificio colpisce per la sua solennità e maestosità: progettato da Canova e disegnato da Pietro Bosio e Gian Antonio Selva, il tempio del Canova segue i canoni dello stile neoclassico. Lo stesso Canova, nel luglio dell’anno 1819, posò la prima pietra della costruzione.
Spettacolare è anche l’interno dell’edificio: ad esempio l’occhio centrale della cupola ha un diametro di ben 5 metri di apertura!

Impossibile non tornarci anche senza biciclette!
Il colonnato
La spettacolare cupola all’interno

La gypsotheca

Dopo aver visitato il tempio siamo entrati nel museo dedicato all’artista. La celebre gypsotheca, nata dal volere del fratello di Canova, il vescovo Giovanni Battista Sartori Canova, si trova sulla strada principale di Possagno. Se volete conoscere qualcosa di più su questo straordinario artista italiano, vi consigliamo caldamente una visita approfondita! Dopo la morte dell’artista, lo studio in cui Canova lavorava a Roma fu chiuso e, grazie alla successiva costruzione della gypsotheca, i modelli in gesso dell’artista hanno trovato a Possagno una nuova collocazione.
Il suggestivo edificio, progettato nel 1834 dall’architetto veneziano Francesco Lazzari, è uno dei più antichi di tutto il Veneto. Tre sono i settori principali del museo: oltre all’ala ottocentesca e all’ala Scarpa, che raccolgono alcuni dei modelli canoviani più famosi, è possibile visitare anche la casa natale del Canova.

Visitando la gypsotheca
L’esterno della gypsotheca

Come nasce un’opera d’arte: dal disegno al marmo

Visitando il museo, è impossibile non farsi rapire dalla bellezza neoclassica dei modelli. Ci è venuto naturale soffermarci a leggere i numerosi pannelli informativi, per scoprire qualcosa di più sulle tecniche di lavorazione dell’artista. A partire da un disegno, Canova realizzava un iniziale bozzetto in argilla, sul quale veniva colato il gesso. Proprio sul modello in gesso venivano inseriti dei piccoli chiodini di bronzo: la loro distanza reciproca veniva utilizzata come punto di riferimento per scolpire il marmo.
Tutti gli strumenti necessari per la lavorazione sono conservati nella casa del Canova e, osservandoli da vicino, è possibile immaginare la cura, l’enorme pazienza e la grande maestria dell’artista e dei suoi collaboratori. In luoghi come questo è davvero facile tornare indietro nel tempo e lasciarsi catturare dal fascino eterno dell’arte!

L’ala Scarpa

Due gioielli della pedemontana veneta

La visita al Tempio del Canova e alla gyphsotheca è stata la conclusione perfetta di un week end sulla pedemontana veneta, in cui abbiamo scoperto il territorio sia pedalando, sia visitando importanti monumenti, come il Sacrario Monumentale del Monte Grappa (di cui vi parleremo!) Se non siete mai stati a Possagno…vale davvero la pena di inserirlo nei vostri programmi ciclistici ma anche culturali! Se invece ci siete stati e avete visitato uno di questi monumenti, fateci sapere nei commenti se vi sono piaciuti!

Il Veneto non smette mai di stupirci!

Manuela e Filippo

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