Sacrario del Monte Grappa: a piedi per ripercorre la storia bellica del fronte veneto

Sacrario del Monte Grappa: a piedi per ripercorre la storia bellica del fronte veneto
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Fin dalla prima volta in cui abbiamo raggiunto la cima del Monte Grappa in bicicletta, abbiamo desiderato visitare a piedi l’imponente Sacrario Monumentale del Monte Grappa. L’occasione si è presentata durante un soggiorno nella pedemontana veneta in cui, oltre a percorrere diversi itinerari in bicicletta abbiamo finalmente trovato il giusto tempo da dedicare a questo importante monumento bellico.

Il Sacrario del Grappa: un monumento nazionale

Famoso in tutto il mondo, il Sacrario del Grappa custodisce i resti di oltre 20 mila soldati che hanno perso la vita durante il primo conflitto mondiale. Per rendere onore ai soldati caduti, l’intera zona sopra i 1700 metri è stata dichiarata monumento nazionale e zona sacra. Il sacrario, trovandosi sulla cima del Monte Grappa, è accessibile da tutti i versanti della montagna: sicuramente uno degli accessi più noti è quello dalla Strada Cadorna. Soprattutto durante la settimana e in bassa stagione, la strada permette un lento avvicinamento al Sacrario del Grappa che fa davvero riflettere sugli eventi di cui questi luoghi sono stati testimoni.

Storia e struttura del Sacrario del Grappa

Il sacrario è stato inaugurato nel 1935. Progettato dagli architetti Giovanni Greppi e Giannino Castiglioni, il monumento principale è costituito da ampi gradoni circolari ed è diviso in due macro aree: il cimitero italiano e quello austro-ungarico.
Tra i due ossari si trova la suggestiva Via Eroica: lunga 300 metri, i lati della via presentano 14 cippi monumentali che ricordano i nomi delle cime venete teatro di guerra. Sotto il sacrario si trova anche una complessa rete di gallerie che vale la pena visitare. Inoltre, dalla struttura parte un suggestivo sentiero che ripercorre le tracce delle trincee e conduce all’ex base Nato italiana.

La nostra visita

Difficile descrivere a parole le sensazioni che il Sacrario ci ha trasmesso: una su tutte, il rispetto per le migliaia di soldati che hanno sacrificato le loro vite. Abbiamo avuto la fortuna di visitare l’area in un tardo pomeriggio autunnale: c’erano pochissime persone e il silenzio e un suggestivo mare di nuvole ci hanno accompagnato per tutta la visita.
Al cospetto della montagna e delle maestose architetture del Sacrario ci si sente piccoli e si avverte il bisogno di restare chiusi in un silenzio commemorativo.
Coinvolgente e suggestiva anche la visita al museo della Grande Guerra del Monte Grappa. Oltre a ripercorrere le tappe principali della costruzione del Sacrario, al suo interno sono conservati reperti bellici originali come fotografie, lettere, armi e divise.

Nel cuore del sacrario: esplorando le gallerie fortificate del Grappa

Dopo aver visitato i cimiteri di entrambi gli schieramenti e il museo, abbiamo deciso di esplorare anche le gallerie fortificate.
Questa complessa rete, scavata in soli 10 mesi dai soldati italiani, è stata progettata dal colonnello Nicola Gavotti nel 1917. Il suo obiettivo era quello di ospitare i soldati in caso di assedio e ospitare postazioni di artiglieria e punti di osservazione. La galleria principale, intitolata a Vittorio Emanuele III è percorribile per un chilometro e mezzo, ma l’intero complesso supera i cinque chilometri di lunghezza. Oggi le gallerie sono illuminate ma camminando al loro interno è facile immaginare i soldati sfiniti dal freddo, dall’umidità e dagli spazi stretti. Durante la visita abbiamo appreso che i soldati, in caso di assedio, avrebbero potuto resistere all’interno del complesso per ben 15 giorni senza ricevere approvvigionamenti dall’esterno.

Alla scoperta dell’area sacra: le vecchie trincee e il monumento al partigiano

Per concludere, partendo dal Sacrario abbiamo seguito il sentiero che dalla cima della montagna arriva all’ex base Nato italiana. Il sentiero, ripercorrendo le vecchie trincee belliche offre panorami davvero molto suggestivi sia sul Sacrario che sulle alture circostanti. Se la giornata è limpida si riesce a scorgere lo stretto ingresso della Valsugana, i dolci rilievi dell’Altopiano di Asiago e le Dolomiti orientali.
Un’altra area che merita sicuramente una sosta è il Monumento al Partigiano del Monte Grappa. Storicamente più recente, il monumento si trova a circa 300 metri dal Sacrario ed è stato realizzato da Augusto Murer nel 1974 per ricordare l’opposizione dei partigiani italiani alle truppe nazi-fasciste durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una montagna da conoscere a 360 gradi

Abbiamo scalato due volte il Monte Grappa in bicicletta ma non avevamo mai provato le sensazioni così intense che una visita approfondita del Sacrario dona.
Dalla cima si può contemplare uno dei panorami più spettacolari di tutta Italia ma ci si trova anche di fronte a un importante monumento che merita di essere approfondito. Da ciclisti e amanti della montagna, ma soprattutto da italiani, luoghi come questo sono da vivere a 360 gradi: in bicicletta sicuramente, ma anche a piedi per ricordare il passato. Se vi trovate di passaggio in questa zona e ne avete la possibilità, vi consigliamo davvero di dedicare del tempo alla visita del monumento. Sarà senza dubbio un’esperienza che vi arricchirà come persone e come cittadini.

Informazioni sul Sacrario del Monte Grappa

  • L’ingresso al Sacrario e alle strutture circostanti è gratuito;
  • Il Rifugio Bassano è posto in prossimità della cima ed è aperto tutto l’anno. Dispone di un ampio bar-ristorante e posti letto;
  • Cima Grappa è raggiungibile da 9 versanti: una delle strade più comode per chi vuole raggiungere la cima in macchina è la strada Cadorna;
  • All’interno delle gallerie la temperatura è di circa 10 gradi (per tutto l’anno). Se visitate il sacrario nei mesi più caldi, portate con voi indumenti adeguati;
  • L’ex base nato è stata costruita dall’Aeronautica Militare Italiana durante la Guerra Fredda. Oggi l’edificio è totalmente abbandonato e a forte rischio crolli;
  • Il sacrario del Monte Grappa fa parte dell’Ecomuseo della Grande Guerra. Dell’Ecomuseo vi avevamo parlato anche a proposito dell’Ossario monumentale del Pasubio e della Strada della 52 gallerie.

Link utili

Manuela e Filippo


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