Gran Sasso d’Italia: sentieri per raggiungere il Corno Grande a piedi

Gran Sasso d’Italia: sentieri per raggiungere il Corno Grande a piedi
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Abruzzo: una regione speciale

Il cuore dell’Abruzzo ospita tre parchi nazionali tutti da scoprire: quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga, il parco nazionale della Majella e il parco nazionale d’Abruzzo.
Da amanti della montagna, il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, ci sta particolarmente a cuore. Infatti, fin da bambini i nostri genitori ci hanno portato qui, approfittando della relativa vicinanza geografica tra Lazio e Abruzzo.
Difficile raccontare posti come questi a persone che non li hanno mai visitati. Ci abbiamo provato con le foto scattate la scorsa estate durante la nostra scalata in bicicletta della salita di Campo Imperatore. Possiamo solo dirvi che sembra che una parte di Dolomiti sia stata tolta dal Trentino e trasportata in Abruzzo.

Il colpo d’occhio offerto dal Corno Grande del Gran Sasso
Il Corno Grande in primavera

Trekking sul Gran Sasso

Questi paesaggi selvaggi meritano sicuramente un posto nella nostra rubrica Giù dai pedali e proprio per questo motivo abbiamo deciso di parlarvene dalla prospettiva del trekking.
Da Campo Imperatore (località che si trova a quota 2100 metri) partono infatti diversi sentieri. La Via Normale e la Via Direttissima conducono alla cima e altri due sentieri portano al Rifugio Duca degli Abruzzi e a quello intitolato a Carlo Franchetti. Abbiamo entrambi raggiunto la cima del Corno Grande diverse volte e lo scorso anno, approfittando degli ultimi caldi estivi, siamo tornati sul Gran Sasso insieme ad Antonio, papà di Manuela, nostro compagno di trekking e autore delle foto di questo post. Ecco quali sono le caratteristiche delle vie che conducono alla vetta.

Scalando il Gran Sasso

La Via Normale

La via normale richiede almeno tre o quattro ore per essere percorsa. Sebbene non presenti difficoltà particolari, il dislivello (782 metri) e il paesaggio arido, uniti alla lunghezza del sentiero, possono mettere a dura prova le persone meno allenate. Il sentiero, caratterizzato da un fondo prevalentemente ghiaioso, offre scorci davvero suggestivi sulle montagne circostanti. Giunti in prossimità della vetta è anche possibile ammirare il ghiacciaio del Calderone, unico ghiacciaio appenninico e esemplare più a Sud dell’intera Europa.
Durante i mesi esitivi, la Via Normale è particolarmente frequentata ed è consigliabile affrontarla partendo la mattina presto (prima delle 8), anche per via della sua esposizione al sole. Il sentiero, perfettamente segnalato, parte direttamente dal parcheggio di Campo Imperatore, appena dietro l’Osservatorio Astronomico.

La parte iniziale della via Normale

La Via Direttissima

Come indica il nome, a differenza della Normale, la Direttissima si arrampica letteralmente sulla parete occidentale del Gran Sasso. E’ più corta ma anche più impegnativa e presenta dei tratti esposti da percorrere in arrampicata. Sebbene non sia necessaria un’attrezzatura particolare, è consigliabile portare con sé delle corde e un caschetto protettivo, oltre ad avere un minimo di familiarità con l’arrampicata.
Per i primi trenta o quaranta minuti è necessario percorrere la via Normale: subito dopo aver affrontato il primo tratto in salita, il sentiero si biforca. Andando a sinistra è possibile raggiungere il rifugio Duca degli Abruzzi, mentre svoltando a destra si trovano le indicazioni per la Direttissima. A circa un terzo della Direttissima è possibile imboccare la via ferrata che conduce al suggestivo e isolato bivacco Bafile, situato a 2669 metri sul versante orientale della vetta.

La parte iniziale della Direttissima
Uno dei punti della Direttissima: si raccomanda la percorrenza della via solo a persone che hanno familiarità con l’arrampicata

Il tramonto più bello

Lo scorso anno abbiamo deciso di realizzare un sogno che coltivavamo da tempo: caricare gli zaini più del solito e trascorrere una notte in tenda ai piedi della montagna. La notte precedente all’ascesa abbiamo piantato la tenda ai piedi dell’imponente Corno Grande, osservando il sole calare dietro le montagne. Veder sorgere la notte in un luogo che abbiamo sempre attraversato di giorno è stato davvero emozionante! Anche il momento dell’alba è stato magico, con il Corno Grande illuminato dalle prime luci del sole e un silenzio rotto soltanto dai primi escursionisti.

Verso la Direttissima
Dormire ai piedi della montagna: un’esperienza indimenticabile

Il panorama da quota 3000

Nonostante il maggiore sforzo fisico dovuto al peso dello zaino, lo scorso anno abbiamo scelto di percorrere la Direttissima e raggiungere per la seconda volta la cima da questo versante. I quasi 3000 metri della vetta permettono alla vista di spaziare per centinaia di chilometri e se avete la fortuna di trovare una giornata limpida non scorderete facilmente il panorama dalla cima. Tempo permettendo potrete contemplare non solo le vette dell’Appennino centrale, ma anche le coste del Tirreno e dell’Adriatico.
Affacciandovi verso nord est e guardando verso il basso potrete invece ammirare le torri verticali del Corno Piccolo.
Ammesso che non soffriate di vertigini, per la discesa vi consigliamo di percorrere la Via delle Creste che in 40-50 minuti si ricongiunge alla Via Normale.

Il panorama dalla cima (in fondo, il Lago di Campotosto)

Una nota dolente: lo stato delle infrastrutture

Come ogni visitatore affezionato di questi luoghi sa bene, il Gran Sasso d’Italia attrae ogni anno centinaia di sportivi, escursionisti e ciclisti. Putroppo, non possiamo fare a meno di segnalare una carenza importante in termine di servizi offerti ai visitatori.
La maggior parte delle infrastrutture sono datate e inadeguate e il tristemente noto Hotel Campo Imperatore (Albergo Mussolini) è solo una delle strutture problematiche.
Ad oggi, ad esempio, le persone che arrivano da lontano per scalare il Gran Sasso sono costrette a programmare una gita in giornata oppure ad usufruire degli alberghi di Assergi, privandosi della bella esperienza di trascorrere una notte in quota. Fortunatamente sono iniziati dei lavori di ristrutturazione delle infrastrutture presenti, con l’obiettivo di rilanciare il turismo sia estivo che invernale.

Un territorio da valorizzare con un turismo sostenibile e rispettoso

Fanno eccezione alcune strutture in prossimità di Assergi (AQ). Ci fa piacere segnalare l’elegante e attrezzato Hotel Nido dell’Aquila, che sia dal punto di vista della struttura che da quello dei servizi, ha saputo valorizzare il territorio diventando un punto di riferimento importante per la sua scoperta. Abbiamo avuto il piacere di trascorrervi una notte e siamo rimasti piacevolmente colpiti dai servizi dell’Hotel.
Non possiamo fare altro che augurarci che finalmente questi territori vengano “sfruttati” in senso positivo. A questo proposito, la regione sta eseguendo una serie di interventi che uniti al rispetto dell’ambiente, alla costruzione di strutture sostenibili e a interventi mirati potrebbero finalmente valorizzare la bellezza di questo luogo unico. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga ha tutte le potenzialità per diventare la punta di diamante per gli sport outdoor nell’Italia centrale.

La poesia di Campo Imperatore al tramonto

Informazioni utili

  • Assergi è comodamente raggiungibile dall’Autostrada dei Parchi A24 Roma – L’Aquila (uscita Assergi). Da questa località potete usufruire della funivia per salire a Campo Imperatore oppure percorrere i 25 chilometri che separano Assergi da Campo Imperatore.
  • La Via Direttissima non richiede attrezzature specifiche ma non si tratta di un percorso di trekking. Può essere pericoloso percorrerla se non si possiedono nozioni base di arrampicata.
  • Per entrambi i percorsi vanno seguite le regole di un’escursione in alta montagna. E’ opportuno avere con sé uno zaino capiente, scorte di acqua e cibo e indumenti di ricambio anche pesanti. Prestate particolare attenzione al tipo di scarpe che indossate: i sentieri si sviluppano su un fondo ghiaioso ed è fondamentale aderire bene al terreno oltre evitare pericolosi incidenti.

Link utili



4 thoughts on “Gran Sasso d’Italia: sentieri per raggiungere il Corno Grande a piedi”

  • Nel luglio 2016 ho passato due settimane fantastiche in Abruzzo, girando in lungo e in largo questa regione. A chiunque dicevo che avrei passato le vacanze in Abruzzo mi dava del pazzo. Si sono dovuti ricredere quando ho mostrato i video. È vero che ci sono poche strutture, se uno cerca bene riesce a trovare una sistemazione adeguata per ogni scopo. Sulla bellezza paesaggistica del Gran Sasso o della Majella non si discute. Anche i borghi sono stupendi e meritano una visita. Tutto sommato, sai che sono contento che la massa snobbi l’Abruzzo. Dà la possibilità a noi (e mi ci metto anch’io, che presto tornerò) di godere delle sue bellezze con la tranquillità che contraddistingue questi luoghi. Infine voglio fare un plauso alla gente locale. Aperta e disponibile come non mi sarei aspettato. E non parlo dei gestori dei locali, ma della popolazione che ho incontrato per strada.

    • Grazie per questo bellissimo commento, Sergio! Effettivamente uno dei lati positivi dell’Abruzzo, soprattutto centrale, è proprio quello di essere rimasto fuori dal turismo di massa! Speriamo di poterci tornare presto anche noi, per raccontare altre destinazioni sul blog!

  • ciao!! Sono stato due volte ( in giornata) al Gran Sasso non in bicicletta ma a piedi. Ho sempre fatto la via Normale per arrivare in cima. Vorrei tornare a fine mese con 2-3 amici ma stavoltami piacerebbe dormire in tenda una notte. Non mi è molto chiaro il regolamento sulla questione…Volendo evitare i rifugi è possibile accamparsi liberamente? Quale punto mi consigliate per piantare la tenda ( percorrendo la via Normale)? E’ possibile accamparsi nello spiazzale che si trova poco prima dell’ultimo step che porta in cima al Corno Grande ?

    • Ciao Gianluca! A livello di regolamento non saprei: noi abbiamo trascorso in tenda una sola notte mettendoci in un punto riparato (nei pressi dell’incrocio tra la normale e la direttissima). Scendendo dalla via normale, abbiamo visto diverse persone che salivano nel tardo pomeriggio con la tenda, quindi suppongo sia possibile passare una notte in cima o in prossimità della cima! A quanto ho capito, il punto in cui pensavi di piazzare la tenda potrebbe essere idoneo e sareste anche riparati: ovviamente occhio ai rifiuti 🙂

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