Grotte di Oliero: il cuore sotterraneo dell’Altopiano di Asiago e della Val Brenta

Grotte di Oliero: il cuore sotterraneo dell’Altopiano di Asiago e della Val Brenta
Sei qui Home » Giù dai pedali » Grotte di Oliero: il cuore sotterraneo dell’Altopiano di Asiago e della Val Brenta

L’estate volge ormai al termine ma con il post di questa settimana torniamo allo scorso maggio, mese in cui abbiamo finalmente avuto modo di visitare le Grotte di Oliero (VI). Quante volte, passando davanti al complesso durante i nostri giri in bicicletta in Val Brenta, abbiamo desiderato entrarci!
Attraversiamo infatti la località di Oliero ogni volta che dobbiamo raggiungere la ciclabile della Valsugana, la piana di Marcesina, Campomulo, Asiago, ma anche il Brocon e il Manghen. Il complesso geologico di Oliero meritava davvero una visita approfondita: venite a scoprire perchè!

Il fiume Oliero e la Val Brenta

Una meraviglia custodita dalla Val Brenta

Incastonato tra le scoscese pareti delle montagne circostanti, uno dei fiumi piú corti d’Italia e d’Europa, l’Oliero, nel corso dei secoli ha dato vita ad una complessa rete di grotte. Facendosi strada tra la roccia carsica e calcarea della zona, questo corso d’acqua di soli 300 metri di lunghezza sgorga da una grande caverna collocata sul fianco della montagna. Il colpo d’occhio é davvero notevole e chi passa per la prima volta sulla strada che conduce alla grotte non puó fare a meno di fermarsi per scattare qualche foto.

Il complesso delle Grotte di Oliero dalla strada (SP73)

Grotte di Oliero: un po di storia

Le grotte sono raggiungibili attraverso un breve e piacevole sentiero che si imbocca subito dopo la biglietteria.
Prima di giungere al complesso vero e proprio, lungo il percorso si incontrano una serie di caverne dette “covoli”. Esse, nell’antichitá, furono utilizzate soprattutto dai briganti della zona, che trovavano rifugio e protezione in questi luoghi. Da qui, i banditi potevano sferrare i loro attacchi ai viandanti che attraversavano la valle, sfruttando l’effetto sorpresa consentito dalla posizione del complesso.
È davvero interessante visitare queste caverne esterne che attualmente sono asciutte: in alcuni punti sono ancora visibili i fori che i briganti utilizzavano per inserire le travi di legno con le quali costruivano i loro ripari.

Esplorando uno dei covoli

L’ingresso alla grotta

Dopo esserci soffermati nei covoli, siamo giunti all’ingresso delle grotte vero e proprio, che si trova proprio sulle sponde del fiume Oliero. La visita é da subito molto coinvolgente! Lo staff aspetta che si crei un piccolo gruppo di visitatori per poi procedere con una breve spiegazione di come sarà strutturata la visita. L’accesso alla grotta avviene per via fluviale e dopo aver indossato caschetto protettivo e giubbotto di salvataggio, si sale su piccole imbarcazioni di legno e ci si addentra nella montagna. La cavità attraverso cui si accede è nota anche come grotta Parolini: il botanico italiano Alberto Parolini, fu infatti il primo ad esplorare l’area nel 1832 e renderla accessibile al pubblico.

L’affascinante storia della scoperta e della successiva apertura del complesso
Camminando verso l’ingresso delle grotte

Nel cuore sotterraneo dell’Altopiano di Asiago

La maggior parte dell’area aperta al pubblico é occupata da un ampio lago sotterraneo che attraverso un sistema di prese idriche fornisce l’acqua all’intero Altopiano di Asiago. A causa della variabilità del livello dell’acqua, i visitatori devono abbassare la testa per non sbatterla contro il soffitto della grotta! Se ad esempio sull’altopiano di Asiago si verificano precipitazioni intense, il complesso non è accessibile: l’acqua, infatti, filtrando tra le rocce determina l’innalzamento del lago. Fortunatamente siamo riusciti ad entrare senza problemi e dopo essere attraccati ad un piccolo molo, abbiamo proseguito la nostra visita ascoltando con interesse le preparatissime guide.

Le stalattiti contro cui si rischia di sbattere la testa: sullo sfondo, l’ingresso della grotta
Alcune delle antichissime concrezioni calcaree che è possibile osservare all’interno della grotta

Il sentiero natura: un’occasione alla portata di tutti per esplorare il complesso

La visita all’interno della grotta dura circa trenta minuti ma se avete tempo e modo, vi consigliamo di percorrere il suggestivo sentiero natura. Si tratta di un itinerario facile che si inerpica lungo il lato destro della montagna e conduce sul lato sinistro dell’Oliero. E’ davvero l’occasione perfetta per ammirare scorci incantevoli sulla Val Brenta e il fiume Oliero.
Il sentiero si imbocca poco dopo l’edificio dell’accoglienza e inizialmente presenta pendenze abbastanza ripide.
Non fatevi spaventare: è l’occasione perfetta per approfondire la vostra conoscenza della zona!

Un tratto in discesa (o in salita, a seconda del punto da cui scegliete di partire) del sentiero natura
Uno degli scorci sulla Val Brenta che offre il sentiero natura

Cosa fare sul fiume Brenta

Il Brenta, oltre ad essere uno dei più lunghi corsi d’acqua di tutto il nord Italia, é anche molto frequentato.
Al di là dei ciclisti che percorrono la pista ciclabile della Valsugana che costeggia il fiume da Cismon del Grappa a Levico, il Brenta é frequentatissimo anche dagli appassionati di rafting e kayak. Numerose sono anche le possibilità per gli appassionati di trekking. Ad esempio, dalla vicina Valstagna, è possibile imboccare la Calà del Sasso, antica via di accesso all’Altopiano di Asiago costituita da oltre 4000 gradini in pietra immersi nel bosco.

Tutte le informazioni a portata di smartphone

Le grotte di Oliero sono davvero una destinazione perfetta per ciclisti, escursionisti e amanti della natura. Il complesso chiuderà ad ottobre e se non ci siete mai stati, siete ancora in tempo per farci un salto! A questo proposito vi consigliamo di scaricare sui vostri smartphone l’app Grotte di Oliero: l’abbiamo provata in seguito alla nostra visita e ne siamo rimasti entusiasti! Avrete accesso alla mappa del complesso e ad una serie di informazioni chiare ed essenziali che vi permetteranno di esplorare consapevolmente le grotte e quello che le circonda.

Il suggestivo ed unico ecosistema creato nei secoli dal fiume Oliero

Informazioni utili

  • Le Grotte di Oliero sono facilmente raggiungibili in circa 15 minuti di auto partendo da Bassano del Grappa. Nei pressi delle grotte è disponibile un ampio parcheggio gratuito in cui è possibile lasciare la macchina. Se non volete percorrere la trafficata Strada Statale della Valsugana (SS47), vi consigliamo di raggiungere il complesso tramite la suggestiva Strada Provinciale 73. Prima di ragiungere Oliero, attraverserete i piccoli e suggestivi centri abitati di Campese, Solagna, Campolongo sul Brenta e San Nazario;
  • La temperatura all’interno delle grotte è costante per tutto l’anno e oscilla tra i 9 e i 12 gradi. Consigliamo un abbigliamento comodo e stratificato;
  • L’applicazione Grotte di Oliero è disponibile sia su Google Play Store che sull’Apple Store;
  • Lo staff che gestisce il complesso organizza anche visite didattiche per le scuole. Gli studenti hanno modo di conoscere le caratteristiche geomorfologiche di questo sistema carsico ed essere sensibilizzati sull’importanza della sua salvaguardia. Queste visite vengono organizzate in collaborazione con l’agenzia Ivan Team: davvero una bella opportunità per far conoscere la Val Brenta!

Link utili

Manuela e Filippo



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Accetto!