Monti Alburni (Cilento): il giro completo in bicicletta

Monti Alburni (Cilento): il giro completo in bicicletta
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Monti Alburni: da un’idea al primo colpo di pedale

Da qualche mese, nel nostro blog, abbiamo incluso una nuova regione, la Campania. La scorsa estate abbiamo infatti avuto modo di trascorrere qualche giorno in Cilento e di scoprire in bicicletta alcune delle sue strade più belle. Come anticipato negli scorsi articoli, oggi vi proponiamo un itinerario piuttosto lungo e impegnativo che consente di girare attorno ai Monti Alburni, gli imponenti rilievi che fanno parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Questo splendido itinerario è stato ideato da Antonello Naddeo, (autore delle foto incluse in tutti i blog post dedicati alla regione). Quando ce lo ha proposto eravamo ancora a Padova ma già non vedevamo l’ora di scoprire le strade cilentane. Pronti a partire?

Dal Vallo di Diano al Casone d’Aresta

In una freschissima mattina di agosto siamo partiti da uno dei principali paesi del Vallo di Diano (SA), puntando le ruote verso il Passo della Sentinella, salita lunga 12 chilometri che conduce verso la Valle del Calore. Dopo lo scollinamento siamo andati in direzione di Roscigno (fermatevi a visitare Roscigno Vecchia, la parte del paese attualmente abbandonata!) e abbiamo raggiunto Sant’Angelo a Fasanella, passando per caratteristici paesi come Bellosguardo e Corleto Monforte.
A questo punto, i metri di dislivello già accumulati nelle gambe sono oltre 500. Seguendo il consiglio di Antonello, abbiamo dosato le forze perchè per raggiungere Petina da Sant’Angelo a Fasanella bisogna affrontare una delle salite più dure di tutti gli Alburni! In 641 metri di dislivello, una strada secondaria e isolata (strada Iardini) conduce nel cuore dei Monti Alburni fino alla località Casone d’Aresta.

L’imbocco della lunga e dura salita che conduce in località Casone d’Aresta da Sant’Angelo a Fasanella (SA) (Ph: Antonello Naddeo)

Dal Casone d’Aresta a Controne (SA)

Una volta in cima, il grosso dello sforzo (in termine di pendenze) è finito, anche se non ci si può rilassare troppo: ci sono infatti altri 1000 metri di dislivello da scalare! Dal Casone d’Aresta, una discesa lunga circa 7 chilometri conduce nel cuore di Petina. Da qui a Controne (SA) la strada è prevalentemente in discesa: tenete conto che essa segue il profilo del gruppo montuoso mantenendo quindi un andamento collinare. In ogni caso, è proprio questo il punto giusto non solo per ammirare i profili dei Monti Alburni ma anche per recuperare le energie prima di affrontare l’ultima salita.

La verdissima e suggestiva discesa verso Petina (Ph: Antonello Naddeo)

Da Controne a Sant’Angelo a Fasanella (SA)

In questo tratto la strada è interamente in salita. Non ci sono mai pendenze eccessive ma avendo già accumulato un dislivello superiore ai 1200 metri la stanchezza potrebbe farsi sentire. Noi abbiamo affrontato questo tratto nell’ora di punta con temperature che sfioravano i 40 gradi: assicuratevi di avere scorte d’acqua perchè si è costantemente esposti al sole! Il nostro giro (106 chilometri con 2174 metri di dislivello), a causa di un forte temporale estivo che ha compromesso l’intero pomeriggio, si è concluso a Sant’Angelo a Fasanella. Volendo tornare in bicicletta verso il Vallo di Diano, i chilometri sarebbero stati circa 130.

Salendo verso Castelcivita (Ph: Antonello Naddeo)

Tanti punti di interesse storici e naturalistici da scoprire

Sono davvero tanti i punti di interesse naturalistici incontrati lungo il percorso: d’altra parte, i Monti Alburni possono essere considerati il cuore verde del Cilento.
Intanto, possiamo assicurarvi che gli innumerevoli borghi attraversati meritano delle visite a sè: si tratta di paesi molto antichi con centri storici suggestivi che meriterebbero molto più di un passaggio fugace. Dovendo necessariamente fare una selezione (sappiamo che in bicicletta il tempo è tiranno!), i punti di interesse che non potete assolutamente perdere sono Roscigno Vecchia e le sorgenti dell’Auso. Segnaliamo anche che a poca distanza da Roscigno si trova il famoso Ponte sul Sammaro, uno dei ponti a singola arcata più alti in Europa. La visione che si gode dai 170 metri dell’opera architettonica è davvero mozzafiato!

Roscigno Vecchia: si tratta di una sezione attualmente disabitata di Roscigno, piccolo paese del Cilento. Questa parte del paese, in seguito a terremoti e frane è stata lentamente abbandonata e ora nessun abitante vive nelle vecchie case (Ph: Antonello Naddeo)
Le sorgenti del fiume Auso sono sicuramente uno dei punti di interesse naturalistici più famosi della zona: il complesso è aperto al pubblico e facilmente accessibile. Un vero e proprio toccasana per le gambe stanche di ciclisti ed escursionisti! (Ph: Antonello Naddeo)

Informazioni

– Partendo da Sant’Arsenio è possibile fare anche il giro dei Monti Alburni in senso inverno. Una strada regionale (SR426) collega il paese a Polla (SA): da qui è possibile imboccare una tranquilla strada provinciale (SP125) che conduce fino a Petina. Da questa località, i paesi da attraversare per fare il giro completo sarebbero Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Sant’Angelo a Fasanella, Corleto Monforte, Roscigno e San Rufo. Naturalmente è possibile prevedere delle variazioni: opzioni interessanti potrebbero includere Acquara e Laurino, località che si trovano appena più a sud;

– Sia Roscigno Vecchia che le sorgenti dell’Auso sono punti di interesse liberamente accessibili al pubblico: proprio per questo (speriamo sia superfluo ricordarlo) è bene rispettare l’integrità ambientale di questi luoghi straordinari che vi invitiamo a visitare con rispetto;

– Le sorgenti dell’Auso sono raggiungibili seguendo una ripida strada in discesa che parte direttamente dal centro di Sant’Angelo a Fasanella: non ci sentiamo di consigliarla se siete in bici da strada (noi siamo scesi in macchina), sia per la sua larghezza e pendenza che per il fondo stradale piuttosto sconnesso;

– Sebbene l’itinerario attraversi diversi paesi anche medio-grandi, in molti punti sarete isolati sia dai centri abitati che a livello di copertura di rete telefonica: quando ripartite da un paese assicuratevi di avere acqua e cibo a sufficienza;

– Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è parecchio esteso e comprende proprietà private e zone in cui i pastori praticano allevamento: proprio per questo motivo, non è infrequente trovare cani sciolti che potrebbero mettervi in difficoltà. Tenetene conto.

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