Da Caprino Veronese al Monte Baldo: la salita in bici da corsa

Da Caprino Veronese al Monte Baldo: la salita in bici da corsa
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Uno degli obiettivi che ci eravamo dati a inizio stagione era quello di approfondire meglio la zona del Monte Baldo e del Lago di Garda. Dopo aver percorso la salita che da Avio conduce al rifugio Graziani, lo scorso ottobre abbiamo affrontato anche un altro versante che avevamo adocchiato da tempo: quello da Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo. L’occasione giusta per percorrere la salita è arrivata grazie alla nostra collaborazione autunnale con listnride, servizio di bike sharing di cui vi abbiamo parlato parlato diverse volte. Il primo giorno abbiamo testato la bicicletta (noleggiata tramite il servizio) in pianura, percorrendo la Gardesana veneta da Lazise a Riva del Garda. Il secondo giorno, invece, abbiamo approfittato degli agili rapporti della bicicletta Focus Cayo per raggiungere il rifugio Graziani da Caprino Veronese. Vediamo le caratteristiche altimetriche di questo versante!

Da Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo al rifugio Graziani

Non siamo né sulle Alpi più celebri, né sulle Dolomiti ma questo versante del Monte Baldo non è assolutamente da sottovalutare. Pensate che i chilometri da percorrere in salita prima di arrivare al rifugio sono oltre 30! Mentre il versante di Avio è molto duro ma costante, da Caprino Veronese la vera difficoltà non è solo prendere il ritmo, ma anche mantenerlo. Infatti, il profilo altimetrico della strada è molto irregolare e le salite da percorrere sono in realtà due: quella da Caprino Veronese a Ferrara di Monte Baldo e quella da Ferrara di Monte Baldo alla cima, situata in località Valico di Monte Baldo.

Caratteristiche altimetriche della salita

Complessivamente, da Caprino Veronese al rifugio Graziani, i chilometri da coprire in salita sono 33, quasi tutti in costante salita. Da Caprino Veronese a Ferrara di Monte Baldo i chilometri sono poco meno di 13: si sviluppa un dislivello di circa 650 metri, pedalando su pendenze che raramente superano l’8%. La tentazione potrebbe essere quella di forzare l’andatura, ma il nostro consiglio è quello di risparmiare le energie per la successiva e più impegnativa parte della salita. Le vere difficoltà altimetriche cominciano, infatti, a Ferrara di Monte Baldo. Da qui, i chilometri da coprire per arrivare al rifugio Graziani sono 19, con un dislivello di oltre 1000 metri e pendenze che superano il 18%. Si inizia subito con rampe che sfiorano il 15% e si sale a gradoni con pendenze a doppia cifra che si alternano a tratti in leggera salita o discesa.

La nostra salita: un mix di paesaggi e colori autunnali

Essendo partiti da Lazise, abbiamo avuto la fortuna di goderci pienamente il lento avvicinamento al Monte Baldo. Da Lazise a Caprino Veronese il percorso è prevalentemente collinare e questo ci ha consentito di fare un adeguato riscaldamento. Unica nota dolente, l’intenso traffico mattutino che ci ha accompagnato ininterrottamente per 13 chilometri, dalla partenza all’inizio della salita. Da Caprino Veronese in poi, si comincia a pedalare lungo il fianco della dorsale: guardando a valle si intravede il Lago di Garda e volgendo lo sguardo verso l’alto, l’imponente massiccio del Baldo. Con lo scorrere dei chilometri si passa letteralmente dalla pianura a un ambiente alpino. Notevoli sono anche i panorami sulla Val d’Adige. Approfittate delle rientranze della strada per riprendere fiato e scattare qualche foto!

Proposte per la discesa

Una volta arrivati al rifugio Graziani, avrete a disposizione diverse opzioni per continuare il giro. Se siete abbastanza allenati potreste programmare un giro ad anello. L’ideale sarebbe partire da Peschiera del Garda o Lazise, percorrere la salita descritta e una volta giunti al rifugio Graziani pedalare in direzione di Brentonico, scendere a Riva del Garda e percorrere la gardesana veneta da nord a sud fino a tornare a Peschiera. In alternativa, per la discesa potete anche scegliere il versante di Avio.

Informazioni utili

  • Lungo la strada non sono presenti fontanelle. Noi abbiamo percorso la salita a metà ottobre e abbiamo avuto la fortuna di trovare diversi rifugi aperti. In ogni caso, portate con voi acqua e provviste in più;
  • Alcuni tratti della salita sono molto impegnativi: è consigliabile affrontarla con rapporti molto agili (montando un pacco pignoni da 28 o da 32) e solo se siete sufficientemente allenati per salite più lunghe di 20 chilometri.

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