Parco naturale delle Dolomiti Friulane: sette valli da scoprire in bicicletta

Parco naturale delle Dolomiti Friulane: sette valli da scoprire in bicicletta
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Sette valli incantate…da scoprire in bici!

In una fredda giornata di gennaio, una di quelle in cui la bella stagione sembrava ancora lontanissima, ci siamo messi al computer alla ricerca di itinerari friulani da percorrere in bicicletta. Ci siamo subito imbattuti nel curatissimo sito ufficiale del turismo in Friuli Venezia Giulia e in diverse pagine web dedicate al Parco naturale delle Dolomiti Friulane, l’area protetta più ampia del Friuli. Non abbiamo tardato a scoprire che quest’area ospita sette meravigliose valli, parzialmente o totalmente percorribili in bicicletta. La loro bellezza selvaggia ci ha subito attirato e alle porte della bella stagione eravamo pronti a scoprirle. Venite con noi?

Valcellina

La prima volta che siamo entrati in Valcellina siamo rimasti letteralmente a bocca aperta. Facilmente raggiungibile dai comuni della pedemontana pordenonese, la Valcellina separa le Prealpi Carniche a nord dalle Prealpi Bellunesi a sud. Attraversata dal torrente Cellina, la valle ospita diversi caratteristici comuni: Claut, Cimolais, Barcis e Andreis, sono quelli che ci è capitato di attraversare più spesso in bicicletta. Che siate ciclisti, cicloturisti o semplicemente visitatori di passaggio, la Valcellina non vi deluderà. Alcune delle attività che potete fare? Passeggiare lungo le rive del Lago di Barcis, percorrere il suggestivo e facile sentiero del Dint o scoprire la vecchia strada della Valcellina, solo per citarne alcune. In bicicletta è possibile raggiungere la Valcellina scendendo dalla Pala Barzana, da Piancavallo o dalla Val Cimoliana. In questo articolo trovate alcuni spunti per programmare un itinerario che passi in questa affascinante valle del parco naturale delle Dolomiti Friulane.

Val Cimoliana

Se vi trovate in Valcellina, sarebbe davvero un peccato perdere la vicina Val Cimoliana. Attraversata dall’omonimo torrente, la Val Cimoliana inizia in prossimità di Claut (PN): una volta raggiunto l’abitato di Cimolais è possibile proseguire in direzione nord-est per raggiungere la località Pian Meluzzo (rifugio Pordenone). Fino allo scorso anno, la strada era carrozzabile. Previo pagamento di un ticket era possibile raggiungere Pian Meluzzo anche in macchina (circa 13 chilometri da Cimolais). Attualmente (aprile 2019), a causa di diverse frane, la strada è chiusa al traffico veicolare. Siamo riusciti a percorrerne una parte in bici da corsa ma vi consigliamo di utilizzare una mountain bike o di andare a piedi a causa delle condizioni del fondo stradale.

Val Settimana

La Val Settimana, attraversata dal torrente Settimana, parte da Claut ed è situata a destra della Val Cimoliana. Lunga circa 14 chilometri, non è attraversata da una strada asfaltata. E’ possibile addentrarsi all’interno della valle, fino a raggiungere i il rifugio Pussa, attraverso una strada sterrata. Chiaramente, non avendo una mountain bike non abbiamo potuto percorrerla, ma speriamo di farlo presto!

Valle del Vajont

Tristemente nota per essere stata teatro del disastro del 1963, la Valle del Vajont separa le Prealpi Carniche dalle Prealpi Bellunesi. Attraversata dal torrente Vajont, percorrendo la valle è impossibile scindere i suoi panorami dalle conseguenze della frana del Monte Toc. L’onda sollevata dalla frana, alta oltre 200 metri, ha segnato per sempre i vicini centri abitati di Erto e Casso (PN) e Longarone (BL). La frana e i suoi detriti, chiaramente visibili lungo la strada (SR251) che attraversa la valle fanno ormai parte del paesaggio: ci ricordano di non sottovalutare mai le conseguenze che le operte dell’uomo possono avere sulla natura. Oltre che da Longarone, la Valle del Vajont è facilmente raggiungibile da Cimolais (PN) percorrendo il breve e facile passo Sant’Osvaldo.

Val Zemola

Situata a nord-est di Erto, la val Zemola, come la Val Settimana, non è attraversata da nessuna strada asfaltata. Se da una parte dispiace non poterla percorrere in bici da corsa, dall’altra siamo contenti che alcune zone della regione rimangano più isolate di altre. Questo aspetto scoraggia sicuramente un turismo di massa che può impattare solo negativamente sulla bellezza e l’equilibrio di queste zone. Non mancheremo di aggiornarvi nella rubrica Giù dai pedali quando percorreremo uno dei sentieri della Val Zemola a piedi.

Val Colvera

Situata a due passi da Maniago (PN), la Val Colvera si presta ad essere inserita in interessanti itinerari tra la pedemontana pordenonese e le prealpi carniche. Lo spettacolo offerto dalla valle non tarda a mostrarsi: già appena sopra Maniago, è possibile attraversare in bicicletta il punto più stretto della valle. La vista offerta dalla strada che costeggia la prima galleria è solo un preludio allo spettacolo che vi aspetta poco più avanti: l’imponente Monte Raut domina la valle al cui interno sorgono caratteristici paesini come Poffabro (PN) e Frisanco (PN). La bicicletta è senza dubbio il mezzo più adatto per scoprire questa valle, in cui uomo e natura coesistono armoniosamente da secoli.

Val Tramontina

Abbiamo pedalato in Val Tramontina durante un giro di 170 chilometri e oltre 2000 metri di dislivello che comprendeva anche il passo Rest. Della Val Tramontina, attraversata dal fiume Meduna, amiamo ricordare i verdi prati, le strade poco trafficate e le imponenti cime che sorvegliano la valle. Vi consigliamo di raggiungerla dalla Val Colvera (trovate in questo post il nostro itinerario) o da Priuso (Socchieve, UD) dopo aver costeggiato e attraversato il fiume Tagliamento. In alternativa, la Val Tramontina è raggiungibile anche da Meduno (PN) affrontando circa 15 chilometri di terreno vallonato. Il nostro consiglio è ovviamente quello di inserirla in un itinerario più ampio in sella alla vostra bicicletta!

Parco naturale delle Dolomiti Friulane: un territorio da rispettare e scoprire lentamente

Ben consapevoli che queste poche righe non sono assolutamente sufficienti a raccontare le bellezze del Parco naturale delle Dolomiti Friulane, vi invitiamo a scoprire questo territorio con lentezza. Scegliete le vostre gambe, una bicicletta o altri mezzi di trasporto silenziosi e poco “impattanti” per immergervi in alcune delle zone più selvagge e spettacolari di tutto il Friuli e nord Italia.

Manuela e Filippo

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