La ferrata della memoria: una emozionante prospettiva sulla valle del Vajont (BL)

La ferrata della memoria: una emozionante prospettiva sulla valle del Vajont (BL)
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Da qualche mese abbiamo cominciato a cimentarci con una forma di escursionismo piuttosto particolare: la scalata delle vie ferrate. Abbiamo cominciato a scoprire questo affascinante e verticale mondo quasi per caso. Durante il mese di agosto del 2019 ci siamo messi alla prova in Abruzzo (sulla ferrata Bafile) e in Basilicata (su quattro ferrate in provincia di Potenza). Da allora, cercare e percorrere nuove ferrate è diventata una sorta di dipendenza! Tornati in Friuli abbiamo scelto di dedicare i mesi autunnali a questa attività, alternando uscite in bicicletta a giornate di imbraghi e moschettoni. Iniziandoci a documentare, abbiamo scoperto che una delle ferrate più vicine a Pordenone è la ferrata della memoria, situata nella valle del Vajont.

La Valle del Vajont tra bellezza e tragedia

La Valle del Vajont, a cavallo tra Friuli Venezia Giulia (provincia di Pordenone) e Veneto (provincia di Belluno) è tristemente nota per il disastro del 1963. In quell’anno, la notte del 9 ottobre, un’ampia porzione del Monte Toc (300 milioni di metri cubi) franò all’interno del lago sottostante provocando l’inondazione dell’intera valle. I detriti della frana furono scagliati violentemente per tutta la valle, danneggiando pesantemente i piccoli paesi di Erto e Casso (PN). L’onda generata dalla frana superò la diga in altezza di 174 metri e si abbattè su Longarone (BL) e gli abitati circostanti spazzandoli via. Le persone che morirono a causa dell’inondazione e delle sue conseguenze furono 1917.
Oggi la diga e le aree circostanti fanno parte del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e sono parzialmente visitabili. Entrando nella Valle del Vajont si viene immediatamente colpiti dalla sua bellezza. Tuttavia, non si può fare a meno di percepire le conseguenze del disastro del Vajont: i suoi echi risuonano ancora negli occhi dei pochi abitanti rimasti e dei loro discendenti e nel silenzio surreale del luogo.

La ferrata della memoria: il percorso

La ferrata della memoria, inaugurata nell’ottobre del 2015, si snoda interamente sulla parete destra (guardando verso Longarone) della Valle del Vajont. Si tratta dello stesso lato della gola che ospita anche la SR251, la bellissima strada che collega la Valle del Vajont con Longarone: le sue suggestive gallerie scavate nella roccia viva sono ben visibili da alcuni punti della ferrata.
L’attacco della ferrata è davvero d’impatto: dopo un primo tratto in mezzo al bosco si entra in due lunghe gallerie di servizio scavate nella roccia (è indispensabile una torcia). Subito dopo si procede lungo un breve ed esposto tratto orizzontale che permette di apprezzare l’altezza della gola rocciosa in cui si è immersi. Terminata questa parte, il resto della ferrata della memoria si sviluppa quasi sempre verticalmente fino a raggiungere e superare l’altezza della diga. Il percorso termina all’interno di un bosco: da qui si imbocca un sentiro che in circa 15 minuti di camminata si ricongiunge alla Diga del Vajont.

Caratteristiche della ferrata della memoria

Premesso che ci sono specifici siti web dedicati ai dettagli delle vie ferrate, in questa sezione riportiamo soltanto le nostre impressioni soggettive. Il nostro obiettivo non è tanto quello di descrivere accuratamente un percorso così tecnico, quanto quello di presentare da un punto di vista più ampio alcuni dei territori che scopriamo e attraversiamo in bicicletta.
La ferrata della memoria è stata la nostra sesta ferrata: non ci sentiamo di consigliarla a chi è alle prime armi. Buona parte del tracciato si sviluppa verticalmente su tratti di parete completamente esposti. L’umidità che risale dal torrente sottostante, combinata alla la mancanza di luce solare nella prima metà della ferrata, può rendere scivolose le rocce complicando l’ascesa. Sicuramente si tratta di una ferrata da non sottovalutare: tutte le sezioni vanno affrontate con calma e concentrazione. In molti punti è indispensabile fare affidamento soltanto sulla forza delle braccia per continuare. Per completezza di informazione segnaliamo il sito web https://www.vieferrate.it/: vi invitiamo a leggere con attenzione questa pagina se state programmando di percorrere la ferrata della memoria. Noi lo abbiamo fatto e le indicazioni riportate ci sono state particolarmente utili.

Come raggiungere la ferrata della memoria

La ferrata della memoria, percorribile solo in salita, è facilmente raggiungibile sia da Longarone che da Erto e Casso. Da Longarone, salendo verso la diga del Vajont, le indicazioni per la via ferrata si trovano in prossimità del terzo tornante. E’ possibile posteggiare l’auto ed indossare gli imbraghi nell’ampio piazzale che si trova proprio in prossimità del sentiero. Se come noi venite da Pordenone, una volta raggiunti Erto e Casso avete due opzioni: lasciare l’auto in uno dei parcheggi disponibili in prossimità della diga o scendere in macchina verso Longarone e parcheggiare nel piazzale. Nel primo caso, dovrete raggiungere a piedi l’attacco della ferrata della memoria (circa 45 minuti a piedi sulla strada asfaltata che scende verso Longarone). Nel secondo caso, il tratto da percorrere a piedi vi attende al termine della ferrata. Per iniziare la ferrata più riposati, noi abbiamo scelto la seconda opzione.

Visitare la Diga del Vajont

Oggi, la Diga del Vajont e le aree circostanti sono parzialmente visitabili grazie alla Fondazione Vajont Onlus, nata per far conoscere la storia passata e presente della diga del Vajont. Sono disponibili sia visite guidate brevi (45 minuti) sia visite più lunghe (con prenotazione obbligatoria). Per maggiori informazioni potete visitare questa pagina o recarvi presso il punto informativo-biglietteria posto in prossimità della diga del Vajont.

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Manuela e Filippo




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