La Dolomitics (Randolomitics): la prima randonnee per bici da corsa sulle Dolomiti

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La Randolomitics: nascita e crescita di un evento internazionale

Gli splendidi paesaggi del nostro paese si prestano molto bene ad ospitare eventi sportivi outdoor che rimangono impressi nella mente e nel cuore dei partecipanti per la loro unicità. La nostra attività di blogger ci ha portato a conoscere e partecipare ad uno di questi eventi: la Randolomitics, oggi conosciuta come La Dolomitics. Non bisogna aggiungere molte parole per spiegare l’origine del nome di questo evento, ambientato interamente sulle Dolomiti. Questa bellissima randonnee ciclistica, giunta nel luglio del 2019 alla quinta edizione, attrae sempre più ciclisti dall’intero paese e anche dall’estero. La prima Randolomitics (2014) contava soltanto 22 iscritti: nell’edizione in cui abbiamo partecipato come blogger (2017) gli iscritti erano 180. Nell’edizione in cui abbiamo partecipato come ciclisti (2019) eravamo ben 240! Dietro questa straordinaria escalation ci sono la passione, l’impegno e la determinazione di Maurizio Barbolini ideatore e attuatore di questo evento. Per conoscerlo meglio, vi consigliamo di leggere questa intervista che gli abbiamo dedicato.

Randolomitics 2017…da blogger!

Nel 2017, anno in cui siamo stati contattati per la prima volta da Maurizio, non ci siamo organizzati in tempo per partecipare alla manifestazione come ciclisti. Abbiamo comunque preso parte all’evento come blogger, documentando sui social i momenti salienti della Randolomitics. Conoscere le magnifiche persone dello staff, parlare con i ciclisti e dare una mano nell’organizzazione è stata un’esperienza davvero interessante. Alla fine dell’evento non vedevamo l’ora di partecipare a nostra volta come ciclisti!

La perfetta macchina organizzativa dietro l’evento

Nel 2017 abbiamo avuto modo di apprezzare la perfetta organizzazione dell’evento. La base logistica della Randolomitics, oltre che punto di partenza e arrivo di tutti i percorsi, era (ed è ancora!) il Centro Sportivo sci di fondo di Tesero. Questa grande e attrezzata struttura fornisce ad organizzatori e atleti tutto ciò di cui si ha bisogno in eventi così articolati: ampio parcheggio, spogliatoi e docce, sala per il briefing e spazio per gli stand. Per gli atleti iscritti al percorso lungo (435 chilometri) era stato predisposto un punto di ristoro e riposo a Forno di Zoldo (BL) con servizio di bag drop.

La Dolomitics 2019…da ciclisti!

Nel 2019 siamo finalmente riusciti a partecipare alla manifestazione come ciclisti. Filippo si è messo alla prova sul percorso medio affrontando 240 chilometri e 7100 metri di dislivello. Ben 8 i passi affrontati: Valles, Fedaia, Pordoi, Falzarego, Valparola, Gardena, Sella, Costalunga e Pampeago. Manuela ha invece optato per il percorso corto: 150 chilometri, 4000 metri di dislivello e 4 passi: Valles, Fedaia, Costalunga e Pampeago. L’edizione del 2019 passerà alla storia non soltanto per il crescente numero di iscritti ma anche per la deviazione necessaria a raggiungere l’imbocco dell’ultima salita di tutti i percorsi, il Pampeago. A causa del maltempo, tutti gli iscritti hanno dovuto affrontare la terribile Val d’Ega, con pendenze comprese tra il 15 e il 18% per quattro chilometri. Molti di noi l’hanno percorsa a piedi…senza vergognarsi di ammetterlo! Maurizio, tranquillo: torneremo anche l’anno prossimo a patto che non ci sia la Val d’Ega di mezzo!

La magia di pedalare tra le cime di un patrimonio UNESCO

Oltre alla passione e alla calda accoglienza di tutto lo staff (sempre disponibile e sorridente a qualsiasi ora del giorno e della notte), ciò che rende unico questo evento è sicuramente la sua location. Indipendentemente dal percorso scelto, si ha la possibilità di percorrere alcune delle strade più belle e note delle Dolomiti. Dalle spettacolari cime delle Pale di San Martino al freddo e imponente Passo Fedaia, dall’iconico Sellaronda alla bellezza incantata del Lago di Carezza che nemmeno i danni della tempesta Vaia sono riusciti ad oscurare. Chilometro dopo chilometro, la fatica passa quasi in secondo piano: rimane solo la meraviglia di pedalare in paesaggi da sogno che prende la forma di un’incontenibile felicità da vivere una pedalata dopo l’altra.

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Filippo e Manuela