Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine: indicazioni e consigli

Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine: indicazioni e consigli
Sei qui Home » Friuli » Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine: indicazioni e consigli

La ciclovia dell’Alpe Adria corre sul sedime di una vecchia ferrovia di fine 800, offrendo scorci spettacolari attraverso vecchie gallerie, paesaggi incontaminati, borghi storici e città d’arte, fino all’azzurro intenso del mare Adriatico…

La prima volta in cui abbiamo sentito parlare della Ciclovia dell’Alpe Adria è stato nel giugno del 2017. Un cicloviaggiatore che intervistammo per la rubrica dedicata ai viaggi in bicicletta, infatti, era passato proprio su questa ciclovia nel suo viaggio da Salisburgo a Padova. Da quando ci siamo trasferiti in Friuli, il suo racconto e le sue foto hanno aleggiato spesso nei nostri pensieri. Infatti, sebbene la ciclovia parta da Salisburgo, buona parte del suo tracciato si snoda proprio in questa regione. Dopo mesi di salite e passi alpini abbiamo sfruttato un fresco e soleggiato fine settimana di ottobre per scoprire di persona la Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine.

Conosciamo la Ciclovia dell’Alpe Adria

La Ciclovia dell’Alpe Adria, lunga ben 415 chilometri, collega Salisburgo, (una delle maggiori città dell’Austria centro-occidentale) a Grado (località in provincia di Gorizia, Italia). Un’ampia porzione dell’itinerario, in particolare il tratto che va da Udine a Tarvisio è stato realizzato convertendo in pista ciclabile la vecchia ferrovia ottocentesca (ferrovia Pontebbana) che collegava queste due città del Friuli. Abbiamo potuto constatare con i nostri occhi che la fama che aleggia attorno a questa ciclovia è più che giustificata. E’ stato svolto un lavoro di riconversione delle infrastrutture ferroviarie davvero eccellente: non a caso la Ciclovia dell’Alpe Adria attira un numero sempre crescente di cicloviaggiatori (oltre 70 mila nel 2016).

L’ennesimo articolo sulla Ciclovia dell’Alpe Adria? Non proprio!

Come potete immaginare, sul web esistono decine e decine di post sulla Ciclovia dell’Alpe Adria. Proprio per questo motivo, prima di pubblicare le righe che state leggendo, abbiamo pensato molto a quale impronta dare a questo piccolo reportage.
Piuttosto che elencarvi i nomi delle località e le caratteristiche del percorso, questa volta abbiamo letteramente studiato a fondo il territorio attraversato dalla ciclovia. Il risultato è un articolo sicuramente più lungo di quelli che pubblichiamo di solito ma anche più completo. In altre parole, quella che state leggendo è una miniguida per percorrere senza il rischio di perdersi il tratto della Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine.

Di cosa parleremo in questo post

- Come raggiungere la Ciclovia dell'Alpe Adria
- La pista ciclabile da Tarvisio a Moggio Udinese
- L'itinerario ciclabile da Moggio Udinese a Udine
- La segnaletica della ciclovia
- Punti di interesse storici e naturalistici sul percorso
- Il futuro dell'Alpe Adria: cosa manca e cosa è in programma
- Considerazioni finali
- Informazioni utili

Come raggiungere la ciclovia dell’Alpe Adria

Come molti itinerari ciclabili particolarmente frequentati, anche il tratto italiano della ciclovia dell’Alpe Adria è ben collegato alle maggiori città della zona. A meno che non stiate viaggiando esclusivamente in bicicletta, i mezzi migliori per avvicinarsi al percorso sono il treno e la macchina.

In treno

Se avete la possibilità di raggiungere facilmente una delle stazioni della linea ferroviaria Trieste-Villaco, il treno è sicuramente la soluzione più vantaggiosa per raggiungere la ciclovia. Oltre a recarvi sul punto di partenza, potrete anche prendere il treno in itinere per tornare indietro in caso di imprevisti o cambi di programma. Noi ad esempio, dopo aver parcheggiato l’auto alla stazione ferroviaria di Udine, abbiamo preso il primo treno per Tarvisio e siamo tornati indietro in bicicletta. Sul sito di Trenitalia sono disponibili orari e fermate della linea Trieste-Villaco, tratta che incrocia piú volte il proprio percorso con quello della ciclovia.

In auto

Se gli orari del treno non soddisfano le vostre esigenze o preferite muovervi in auto, i centri abitati compresi tra Carnia e Tarvisio sono facilmente raggiungibili tramite l’A23 (autostrada Alpe Adria). Da Carnia a Udine potrete invece usufruire della strada statale 13 (SS13). Noi ad esempio l’abbiamo percorsa qualche settimana dopo aver pedalato sull’Alpe Adria per raggiungere la Sella Nevea e gli altopiani del Montasio (articolo in pubblicazione) da Chiusaforte.

La pista ciclabile da Tarvisio a Moggio Udinese

Quando percorreriamo itinerari particolarmente famosi e frequentati, ci piace “mettere alla prova” l’infrastruttura e pedalare senza caricare la traccia sul ciclocomputer. Arrivati a Tarvisio in treno ci siamo quindi immedesimati in un cicloturista di passaggio. Possiamo affermare tranquillamente che da qui a Moggio Udinese (UD) perorrere la ciclovia è stato facilissimo. La maggior parte dei passaggi potenzialmente critici, come ad esempio le entrate e le uscite dai centri abitati oppure i tratti in cui ci sono cantieri aperti, sono ottimamente segnalati. La nostra sensazione è che in questo tratto il ciclista possa dimenticarsi di controllare la propria posizione rispetto al percorso e pensare solo a pedalare. La quasi totalità del percorso, tra l’altro, si sviluppa su pista ciclabile dedicata. Pedalando, attraverserete deliziosi e curatissimi borghi e contemplerete un’infinità di scorci sulla selvaggia natura che caratterizza queste zone.

L’itinerario ciclabile da Moggio Udinese a Udine

Abbiamo volutamente differenziato il titolo di questo paragrafo dal precedente in quanto da Moggio Udinese in poi non si pedala su pista ciclabile ma su strade aperte al traffico, marciapiedi, brevi tratti ciclabili, stradine sterrate e campi. Proprio per questo motivo riteniamo opportuno segnalare che la vera e propria pista ciclabile attualmente (novembre 2019) termina a Moggio Udinese. Proprio da qui, almeno per noi, è cominciato il tratto critico che di fatto è terminato soltanto a Udine. Non neghiamo di esserci disorientati diverse volte e che a differenza del tratto precedente, abbiamo dovuto prestare molta attenzione alla cartellonistica. Ecco qualche consiglio per non ripetere i nostri stessi errori!

Indicazioni dettagliate: Moggio – Carnia (SS13)

Dalla vecchia stazione di Moggio Udinese la pista ciclabile è chiusa per lavori ed è necessario seguire le chiare indicazioni che conducono ad attraversare il sottopassaggio. Seguendo la strada si arriva presso la corsia di immissione sulla SS13: purtroppo è necessario pedalarvi per 9 chilometri. La prima difficoltà si incontra in prossimità dell’abitato di Carnia, nel punto in cui la statale curva verso sinistra con un cavalcavia. Le indicazioni sono pressoché assenti: è necessario transitare sul cavalcavia seguendo i cartelli per Udine e non girare in direzione di Tolmezzo. Superato il cavalcavia, in prossimità dell’ampia curva sulla destra, un cartello che indica la ciclabile conduce ad attraversare l’abitato di Carnia.

Carnia – Gemona del Friuli

Da Carnia, pedalando attraverso piccoli centri abitati alternati a tratti di statale, si giunge Venzone. La ciclabile prosegue in direzione della stazione ferroviaria ma sottolineiamo che NON bisogna seguire le indicazioni per la medesima, ma è necessario attraversare il ponte sul fiume. Superato quest’ultimo, dirigetevi a sud in direzione di Bordano e Braulins (UD). Giunti a Braulins attraversate nuovamente il fiume e pedalate fino a Osoppo e San Floreano, punto in cui ritroverete le indicazioni della ciclovia. Noi siamo passati per errore nel centro di Gemona ma la ciclovia non prevede il passaggio diretto in città. Da Braulins a Udine, mantenendo alta l’attenzione sulla segnaletica, si raggiunge Udine senza problemi.

La segnaletica della ciclovia

In 115 chilometri di pedalata abbiamo incontrato sia segnaletica orizzontale (sono frequenti nel tratto Tarvisio – Moggio le indicazioni dipinte sull’asfalto) sia segnaletica verticale (cartelli, adesivi su pali o alberi, incisioni in prossimità delle barriere di accesso alle ciclabili, ecc.). Da Moggio Udinese in poi, specialmente nei punti critici che vi abbiamo segnalato, la segnaletica andrebbe a nostro parere rinforzata. Quelli che vedete in foto sono le principali indicazioni incontrate durante il percorso.

Punti di interesse storici e naturalistici sul percorso

Percorrendo la Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine sono state davvero tante le volte in cui sarebbe stato il caso di scendere dalla bici e approfondire a piedi i tanti punti di interesse incontrati. Dal punto di vista paesaggistico, pedalando da Tarvisio a Moggio Udinese si ha modo di ammirare alcune delle montagne più belle e selvagge delle Alpi orientali. Citiamo il Monte Canin (2587), il Mangart (2679) e il maestoso massiccio dello Jof di Montasio (2754). Il tratto tra Pontebba e Resiutta è il punto in cui la valle si apre. Dalla posizione privilegiata offerta da queste località si ammirano a 360 gradi i territori che fanno parte del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie (ad est) e della Riserva Naturale Val d’Alba (ad ovest). Vi assicuriamo che un passaggio veloce non rende giustizia alla bellezza di questi luoghi! Consci di ciò, vi lasciamo comunque qualche spunto che può esservi di aiuto per pianificare un soggiorno in questo splendido e variegato territorio.

Cosa vedere a Tarvisio

Questa deliziosa località turistica posta a 12 chilometri dal confine con l’Austria merita sicuramente un soggiorno. Il territorio tarvisiano è infatti ricco di punti di interesse naturalistici e culturali. Se amate le escursioni nella natura selvaggia, il Mangart, i laghi di Fusine, il Monte Lussari, l’Orrido dello Slizza e il rifugio Corsi sono i punti da segnare sulla mappa. Per riprendervi dalle fatiche della montagna, Tarvisio offre anche punti di interesse culturali. Citiamo in particolare l’Antiquarium di Camporosso, il parco geominerario della miniera di Raibl e il museo storico-militare delle Alpi Giulie.

Pontebba: un crocevia di lingue e tradizioni

Ci siamo fermati a Pontebba per un piccolo spuntino di metà mattina e siamo rimasti colpiti dalla forte influenza che l’Austria esercita su queste zone. Documentandoci sull’abitato, abbiamo scoperto che Pontebba è una realtà plurilingue (si parlano quotidianamente l’italiano, il tedesco, lo sloveno e il friulano) e che questa località è molto frequentata dai turisti austriaci che specialmente in inverno la raggiungono per sciare nel vicino comprensorio del Pramollo.

Chiusaforte: il piccolo gioiello della Val Fella

Questo comune attraversato dalla Ciclovia dell’Alpe Adria deve il suo nome alla particolare posizione in cui sorge. L’abitato, infatti, è “chiuso” nel punto in cui la Val Fella curva verso nord. Oggi Chiusaforte conta meno di 1000 abitanti ma questo piccolo borgo, nel corso dei secoli, ha rivestito un ruolo fondamentale nelle vicende della valle proprio grazie alla sua posizione strategica. Ancora oggi Chiusaforte è un importante punto di passaggio o di soggiorno non solo per i cicloturisti che percorrono l’Alpe Adria, ma anche per i numerosi escursionisti che in ogni stagione dell’anno scelgono le vicine cime delle Prealpi Giulie per le loro escursioni. Torneremo molto presto a parlarvi di Chiusaforte!

Venzone: uno dei borghi più belli d’Italia

L’incantevole paese di Venzone, che nel 2015 ha ottenuto il titolo dei “Borghi più belli d’Italia” sorge nel punto in cui si incontrano le due vallate più importanti della zona: la Valle del Tagliamento e il Canal del Ferro. Il centro, come molti altri abitati di queste zone, vanta una storia antichissima: pensate che il nome “Venzone” è stato citato per la prima volta nel 923 d.C. Se scegliete di trascorrere una giornata a Venzone, vi consigliamo di scoprirla a piedi percorrendo le sue mura. Passo dopo passo, esplorerete l’intero perimetro del centro: gli incantevoli scorci che si possono ammirare da qui vi sorprenderanno! Da non perdere è anche una visita al toccante museo Tiere Motus, dedicato al terremoto che colpì il Friuli nel maggio del 1976. Visitandolo abbiamo scoperto una piccola curiosità: il duomo di Venzone (noto in tutto il Friuli) dopo le scosse è stato ricostruito rispettando l’architettura originale della struttura. Da allora è diventato il simbolo della rinascita non solo di Venzone ma anche dei numerosi centri abitati colpiti dalle scosse.

Udine: la capitale storica del Friuli

Riassumere in poche righe i motivi per cui il centro di Udine merita assolutamente una visita non è affatto semplice. Oltre ad essere stata la nostra meta di giornata, abbiamo avuto la fortuna di visitare più volte questa città del Friuli. A nostro parere, uno dei punti di interesse che merita assolutamente una visita è il Castello di Udine che sorge su un’altura del centro storico. Dai suoi terrazzamenti avrete modo di ammirare dall’alto l’intera città ma una volta raggiunto il colle, scattare foto panoramiche non sarà la sola cosa che vi terrà impegnati! Il castello, infatti, ospita diversi musei: il Museo archeologico e numismatico, il Museo del Risorgimento, la Galleria dei disegni e delle stampe e il Museo friulano della fotografia. Volendo approfondire davvero il territorio non basterebbe un mese per percorrere i 115 chilometri che separano Tarvisio da Udine!

Il futuro dell’Alpe Adria: cosa manca e cosa è in programma

La nostra personale impressione è che attualmente la Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine manchi di quella omogeneità che caratterizza le altre importanti piste ciclabili del nord Italia e che consentirebbe ad un cicloturista di percorrere l’itinerario senza preoccuparsi di invididuare la giusta direzione (anche quando non si pedala su ciclabile). Siamo consapevoli che uniformare oltre 400 chilometri di ciclovia non è semplice ma abbiamo constatato di persona che la regione Friuli sta lavorando per raggiungere questo obiettivo. Ad esempio, la pista ciclabile che attualmente si interrompe a Moggio Udinese verrà completata fino a Venzone e sarà percorribile dal 2021. Sono previsti anche interventi sulla segnaletica a Gemona del Friuli.

Considerazioni finali

Complessivamente, percorrere la Ciclovia dell’Alpe Adria da Tarvisio a Udine ci è piaciuto.
Concludiamo sottolineando che come molti altri articoli che abbiamo scritto, anche questo post è in continua evoluzione. Nei prossimi mesi ci siamo ripromessi di pedalare da Udine a Grado per provare di persona i chilometri finali della Ciclovia dell’Alpe Adria. In primavera, inoltre, torneremo sicuramente a Tarvisio per scoprire il tratto austriaco della ciclovia. Nel frattempo, vi invitiamo a raccontarci (nello spazio dedicato ai commenti) le vostre impressioni sulla Ciclovia dell’Alpe Adria e a segnalarci eventuali incongruenze tra quanto riportato in questo articolo e le vostre esperienze sulla ciclovia.

Informazioni utili

  • Nel tratto tra Tarvisio e Moggio Udinese sono presenti diverse gallerie, alune non illuminate. Portate con voi le luci;
  • Le occasioni per fare rifornimento di acqua e cibo sono frequenti dato che la ciclovia attraversa moltissimi centri abitati. Segnaliamo comunque che fuori stagione (noi l’abbiamo percorsa ad ottobre), molti bar e bici grill potrebbero essere chiusi;
  • Se non avete modo di studiare in anticipo la traccia dell’itinerario vi consigliamo di scaricare il file corretto disponibile a fine post. Sottolineiamo che la traccia riportata non è quella che abbiamo percorso (sbagliando!) ma quella ufficiale scaricata dal sito della regione Friuli.

Link

Manuela e Filippo