Trekking invernale nel tarvisiano: con le ciaspole nella valle di Riofreddo

Trekking invernale nel tarvisiano: con le ciaspole nella valle di Riofreddo
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Da quando ci siamo trasferiti stabilmente in Friuli siamo finalmente riusciti a coltivare la nostra seconda grande passione dopo la bicicletta: l’escursionismo sia estivo che invernale! Integrare la nostra conoscenza del territorio in modalità Giú dai pedali, infatti, non solo ci da moltissima soddisfazione ma ci permette anche di mantenere l’allenamento facendo fondo. Nell’articolo di oggi condividiamo con voi un bellissimo trekking invernale nel tarvisiano che ci siamo regalati a metà dicembre dopo la prima abbondante nevicata del 2019!

Di cosa parleremo in questo articolo

- Ciaspolare nel tarvisiano: un'esperienza da fare!
- Valle di Riofreddo: come raggiungerla e indicazioni sul percorso
- La nostra attrezzatura
- Alla scoperta della valle di Riofreddo
- La nostra destinazione: il bivacco Carnizza di Riofreddo
- Consigli per affrontare l'escursione
- Informazioni

Ciaspolare nel tarvisiano: un’esperienza da fare!

La zona intorno a Tarvisio (UD) si presta benissimo ad essere esplorata con le ciaspole durante il periodo invernale. Che scegliate percorsi vicino agli impianti sciistici (come ad esempio i sentieri di Sella Nevea), l’Altopiano del Montasio oppure valli incontaminate come la valle di Riofreddo o la val Saisera, non resterete delusi dall’aspetto che le montagne del tarvisiano assumono durante l’inverno. Noi, mappa alla mano, abbiamo scelto di esplorare l’isolata valle di Riofreddo: andiamo conoscerla meglio!

Valle di Riofreddo: come raggiungerla e indicazioni sul percorso

La valle di Riofreddo, una delle numerosi valli del tarvisiano, è facilmente raggiungibile da Tarvisio. Il punto in cui è possibile cominciare l’escursione, infatti, è la piccola frazione di Riofreddo, distante soltanto 5,2 chilometri da questa nota località invernale (provincia di Udine) a due passi dal confine con l’Austria. Una volta giunti a Riofreddo è possibile parcheggiare l’auto nell’ampio spazio presente di fronte la chiesa in fondo alla strada (impossibile sbagliarsi). Proprio in prossimità della chiesa parte il sentiero che si inoltra nella valle di Riofreddo (numero 618). Lo ricorderemo sempre come quello in cui abbiamo inaugurato le nostre ciaspole nel migliore dei modi!

La nostra attrezzatura

Prima di presentarvi la valle, ci teniamo a fare un doveroso ringraziamento alla nostra attrezzatura che ci ha letteralmente salvato dall’ibernazione ;). Nel giorno in cui ci siamo avventurati nella valle di Riofreddo, infatti, ci siamo esposti a temperature costantemente inferiori allo zero per 9 ore. Non saremmo riusciti a scrivere questo articolo se non avessimo avuto una serie di accessori fondamentali per affrontare in sicurezza l’ambiente rigido e isolato che abbiamo trovato nella valle. Ecco che cosa abbiamo utilizzato!

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Alla scoperta della valle di Riofreddo

Viviamo in Friuli da oltre un anno ma ancora non riusciamo a capacitarci della bellezza selvaggia che caratterizza questa regione. La valle di Riofreddo non fa eccezione: addentrandoci con le ciaspole tra le montagne che la circondano ci siamo stupiti ancora una volta della natura selvaggia che circonda la maggior parte delle zone montane e pedemontane della regione. Durante 9 ore di escursione ci hanno fatto compagnia soltanto le tracce degli animali e il rumore della neve che cedeva sotto i nostri passi! Sicuramente le temperature rigide ci hanno messo alla prova ma il paesaggio innevato nel quale ci siamo avventurati era davvero magnifico. Il candido manto della neve ha fatto risaltare ancora di più le cime che hanno fatto da sfondo alla ciaspolata. Oltre alle Cime delle Rondini (che rimangono sulla destra mentre ci si addentra nella valle), citiamo le aguzze Vetta Bella (2049 mt), Cima Piccola della Scala (2099 mt) e Cima delle Cengie (2002 mt).

La nostra destinazione: il bivacco Carnizza di Riofreddo

Inizialmente avevamo programmato di raggiungere, sempre con le ciaspole, il bivacco Carnizza di Riofreddo (1457 metri), una bellissima struttura incastonata tra le cime del gruppo montuoso Jôf Fuârt. Dopo aver percorso l’intera valle (circa 6 chilometri e mezzo in leggera salita) abbiamo imboccato il sentiero 615-618 che in 12 tornanti conduce ad un bivio. Qui è possibile scegliere se seguire il sentiero 618 (via più diretta al bivacco) oppure se continuare con lungo il sentiero 615. Quest’ultimo, dopo un tratto sulla strada forestale, con una secca deviazione sulla sinistra conduce al bivacco costeggiando le Cime delle Rondini. Arrivati al bivio siamo riusciti ad intravedere il rifugio ma purtroppo le condizioni del sentiero (la neve ci arrivava alla vita e stava diventando pericoloso proseguire) non ci hanno consentito di raggiungerlo. Abbiamo quindi un conto aperto con questa valle in cui sicuramente ritorneremo!

Consigli per affrontare l’escursione

Come ogni ciclista o escursionista sa bene, affrontare un itinerario consapevolmente vuol dire non soltanto essere fisicamente preparati, ma anche in grado di leggere le condizioni ambientali in cui viene svolta l’attività. Nel nostro caso, nonostante avessimo tutte le dotazioni necessarie, le condizioni del sentiero erano diventate talmente proibitive da costringerci a tornare indietro. Indipendentemente dalla stagione, spero concorderete con noi che è pericoloso, oltre che inutile, ostinarsi a raggiungere la propria meta se le condizioni non lo permettono. Il consiglio principale che ci sentiamo di darvi per affrontare questo tipo di escursioni, è quello di valutare attentamente i rischi del percorso, indipendentemente dalla vostra posizione rispetto alla destinazione.

Informazioni

  • Riofreddo, punto di partenza del nostro trekking invernale nel tarvisiano, è composto da un piccolo gruppo di case. Non ci sembra di aver visto bar o locali in cui fare una sosta prima di partire quindi vi consigliamo di tenere in considerazione Tarvisio come ultimo punto utile per fare rifornimenti;
  • La valle di Riofreddo è piuttosto isolata: non c’è linea telefonica e non ci sono rifugi di alcun tipo. Durante il trekking abbiamo incontrato soltanto una casa forestale e una piccola baita (entrambe chiuse). Considerato l’isolamento di questo luogo e di quelli attigui, valutate attentamente le condizioni ambientali se anche voi state programmando un trekking invernale nel tarvisiano.
  • Durante l’inverno, come avete potuto vedere dalle foto, la valle rimane costantemente in ombra. Questo è un fattore di cui tenere assolutamente in considerazione per la scelta dell’abbigliamento adeguato.

Filippo e Manuela

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