Ciclabile del Piave in bicicletta: da Belluno a Jesolo in tre tappe

Ciclabile del Piave in bicicletta: da Belluno a Jesolo in tre tappe
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Nel giugno del 2018 abbiamo avuto modo di immergerci per tre giorni in un contesto naturalistico, storico e artistico unico: quello del fiume Piave. Siamo infatti stati invitati a prendere parte ad un press tour dedicato proprio al Fiume Sacro alla Patria. L’invito ci ha dato l’occasione giusta sia per conoscere meglio le sfaccettature di un territorio che conoscevamo superficialmente, sia per provare alcuni tratti della nascente ciclabile del Piave in bicicletta.

Di cosa parleremo in questo articolo

- Ciclabile del Piave: un progetto in crescita
- Il fiume Piave tra storia e natura
- Tappa bellunese: da Belluno a Lentiai (BL)
- Punti di interesse della prima tappa
- Tappa trevigiana: da Valdobbiadene a Susegana (TV)
- Punti di interesse della seconda tappa
- Tappa veneziana: da Musile di Piave a Jesolo (VE)
- Punti di interesse della terza tappa
- Ciclabile del Piave in bicicletta: lo stato del progetto
- La nostra attrezzatura
- Informazioni utili
- Link

Ciclabile del Piave: un progetto in crescita

La ciclabile del Piave è un progetto in via di sviluppo che prevede la creazione di un percorso lungo 220 chilometri dalle sorgenti alla foce del fiume Piave. Sotto la guida dei Consorzi BIM (Bacino Imbrifero Montano) del Piave di Belluno, Treviso e Venezia, sono davvero tanti gli attori che stanno lavorando attivamente per creare un itinerario cicloturistico tutto da scoprire. Abbiamo avuto la fortuna di sperimentare in anteprima alcuni tratti del percorso e ne siamo rimasti davvero affascinati. Riassumere in un solo articolo i tre giorni lungo il Piave non è stato facile. Abbiamo quindi inserito ciò che basta per instillare in voi il seme della curiosità su questi luoghi, proponendovi un equilibrato mix tra informazioni sul percorso e punti di interesse. Partiamo!

Il fiume piave tra storia e natura

Il Piave nasce nelle Alpi Carniche del Friuli-Venezia Giulia (più precisamente a Sappada) e dopo 231 chilometri sfocia nella laguna veneta, tra Eraclea (VE) e Jesolo (VE).
Nell’immaginario collettivo, il Piave viene associato alla Grande Guerra: le acque cristalline del corso d’acqua sono purtroppo state testimoni degli scontri tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico. Tristemente famose sono la Prima Battaglia del Piave (novembre 1917), la Battaglia del Solstizio (giugno 1918) e la Battaglia di Vittorio Veneto (novembre 1918). Oltre alle vicende della Prima Guerra Mondiale, il Piave ha sempre rivestito un ruolo di primaria importanza per il nord-est. Ad esempio la Repubblica di Venezia sfruttava il suo corso per il trasporto del legname.
Nel corso dei secoli le acque di questo fiume hanno disegnato un paesaggio unico nel suo genere. L’obiettivo della nascente ciclovia è proprio quello di accompagnare il turista dalle montagne alla laguna veneta, portandolo alla scoperta di un ambiente che ospita tradizioni millenarie e eccellenze enogastronomiche.

Tappa bellunese: da Belluno a Lentiai (BL)

Il nostro piccolo viaggio ha avuto inizio lunedì 18 giugno dalla piazza centrale di Belluno. Siamo stati accompagnati a Lentiai (BL), meta di giornata, dalle simpatiche e disponibili guide di Mtb guides Valbelluna che hanno reso piacevolissimo pedalare lungo i 26 chilometri della prima tappa.
Nel corso della mattinata, prima di raggiungere il BiciGrill di Busche (frazione di Cesiomaggiore), abbiamo attraversato alcuni dei maggiori comuni del bellunese: Sedico, Mel e Lentiai. Questa prima frazione, quasi completamente pianeggiante, presenta soltanto 248 metri di dislivello ed è alla portata anche dei ciclisti meno allenati. Abbiamo concluso la tappa presso l’agriturismo Bon Tajer, specializzato nella creazione di piatti originali a base di prodotti locali.

Punti di interesse della prima tappa

Se vi state chiedendo cosa ci sia da vedere tra Belluno e Feltre, la risposta ve la diamo noi! Abbiamo attraversato un territorio così interessante che non basterebbe un’intera vacanza per scoprire tutti i suoi tesori. Chiese affrescate, borghi, ville venete e musei sono solo alcune delle sorprese che abbiamo incontrato percorrendo questo tratto della ciclabile del Piave in bicicletta. Se siete appassionati d’arte non avrete che l’imbarazzo della scelta: questo è infatti il territorio che ha dato i natali a Tiziano Vecellio, il celebre pittore rinascimentale originario di Pieve di Cadore. Ad esempio, abbiamo avuto modo di ammirare le opere del suo allievo Paris Bordon (custodite nella chiesetta di Santa Croce di Pialdier, Mel). Interessantissimi anche gli affreschi della Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta (Lentiai): al suo interno è possibile ammirare un soffitto a cassettoni in legno dipinto dallo zio del Tiziano e una pala d’altare dipinta dal pittore. L’intera tappa è stata anche accompagnata da un’impagabile vista sulle Dolomiti Bellunesi. Abbiamo concluso la giornata visitando Feltre!

Tappa trevigiana: da Valdobbiadene a Susegana (TV)

Il secondo giorno (19 giugno) siamo partiti da un posto che ormai conosciamo abbastanza bene: Valdobbiadene. Il nostro punto di partenza? la famosa Osteria senz’Oste! Partendo da qui abbiamo percorso parte della Strada Alta del Prosecco, per poi lasciare i vigneti e raggiungere Colbertaldo e Vidor. Dopo una sosta all’Abbazia di Santa Bona abbiamo costeggiato il fiume Piave e deviato per raggiungere l’Isola dei Morti in località Moriago della Battaglia.
Abbiamo quindi ripreso le biciclette per raggiungere Susegana: prima di passare per Falzè di Piave e Collalto non ci siamo fatti mancare una sosta alle Fontane Bianche di Soligo, una delle aree naturalistiche più belle del medio Piave. Il nostro giro si è concluso presso l’Azienda Agricola Borgoluce, dove abbiamo avuto l’occasione di provare alcuni prodotti tipici dell zona. Quali? Olio extravergine di oliva, miele, noci, una grande varietà di formaggi e ovviamente prosecco! In totale abbiamo percorso 36 chilometri con circa 220 metri di dislivello.

Il percorso: https://www.strava.com/activities/1648934476

(mappa in pubblicazione)

Punti di interesse della seconda tappa

Anche questo tratto della Ciclabile del Piave è ricco di punti di interesse: non possiamo raccontarvi tutto altrimenti non vi incoraggeremmo a scoprire da voi questo territorio! Per darvi qualche spunto citiamo:
– il Santuario dei Santi Vittore e Corona di Anzù (Feltre), che custodisce una famosa ultima cena;
– l’Isola dei Morti: quella che oggi è una suggestiva area commemorativa, nel 1918 era un cimitero a cielo aperto. I corpi dei soldati italiani, fucilati nel tentativo di raggiungere l’altra sponda del Piave durante la Battaglia Finale, avevamo formato una vera e propria isola all’interno del fiume.
– l’Abbazia di Santa Bona di Vidor, immersa nella campagna trevigiana;
– il castello di Collalto e quello di San Salvatore (Susegana);
– il campo di aviazione Francesco Baracca (Nervesa della Battaglia). Qui, la passione di alcuni amanti del volo ha dato vita alla ONLUS Jonathan Collection. Si tratta di un museo aeronautico storico unico nel suo genere: quasi tutti i velivoli custoditi all’interno degli hangar sono perfettamente funzionanti e vengono fatti volare per far rivivere agli spettatori le emozioni e le romantiche atmosfere appartenenti ai primi pionieri dell’aria di inizio ‘900.

Tappa veneziana: da Musile di Piave a Jesolo (VE)

L’ultima tappa del nostro percorso sulla ciclabile del Piave ha avuto inizio a Musile, piccolo comune della città metropolitana di Venezia. Avremmo dovuto raggiungere Jesolo ma a causa di un piccolo imprevisto ci siamo limitati a pedalare lungo l’argine destro del fiume Piave, convertito in itinerario ciclabile e pedonale. Nonostante la brevità della tappa abbiamo avuto modo di apprezzare il rilassante ambiente ricavato lungo l’argine del Piave, particolarmente adatto (almeno secondo noi), soprattutto ai cicloturisti e alle famiglie. Dimenticate tratti impegnativi, pendenze o fondi sconnessi: qui tutto induce a pedalare in tranquillità e godersi il paesaggio!

Il percorso: https://www.strava.com/activities/1651043617

(mappa in pubblicazione)

Punti di interesse della terza tappa

In questo tratto del percorso il protagonista indiscusso è sicuramente il Piave. Man mano che il fiume si avvicina al mare le sue acque scorrono più placidamente, inducendo il visitatore al relax e alla contemplazione. Durante questa tappa abbiamo appreso che l’area del Basso Piave (Veneto orientale) comprende 8 comuni ed è delimitata dal fiume Sile (a nord) e dal fiume Livenza (a sud). I punti di interesse principali, oltre a quelli naturalistici, sono le ingegnose opere di bonifica che hanno permesso di rendere l’ambiente abitabile. Prima del 1797, infatti, queste zone erano prevalentemente paludose e soggette a piene. Gli interventi che hanno interessato questo tratto del fiume sono stati realizzati in momenti alterni (dalla caduta della Serenissima Repubblica di Venezia alla fine della Prima Guerra Mondiale). Oggi, grazie a un sistema di idrovore e canalizzazione, le zone prossime al Basso Piave sono costellate da piccoli centri abitati e turisti e cicloturisti possono scoprire in tranquillità questo suggestivo ambiente fluviale.

Ciclabile del Piave in bicicletta: lo stato del progetto

Oggi (dicembre 2019), la ciclabile del Piave si trova ad uno stato embrionale. Siamo comunque convinti che l’audace progetto portato avanti dai BIM coinvolti darà vita ad un percorso cicloturistico unico nel suo genere. L’obiettivo dei consorzi BIM è proprio quello di promuovere e implementare la conoscenza e la fruibilità di questi itinerari, in modo da attirare un numero sempre maggiore di cicloturisti. Pedalando lungo il Piave non si può fare a meno di notare come la bellezza dell’ambiente si sposi perfettamente alle eccellenze storiche, culturali e gastronomiche di questa parte del Veneto. Tutti i punti di interesse che abbiamo citato, insieme agli altri che non abbiamo visitato, meritano assolutamente di essere scoperti seguendo il corso di uno dei fiumi più importanti della nostra penisola, il Piave. La ciclabile, che ci auspichiamo possa costeggiare presto il fiume per tutti i 220 chilometri previsti, darà sicuramente un notevole impulso non solo alle attività outdoor ma anche alla riscoperta di questo bellissimo territorio. Occupandoci di valorizzazione del territorio è un vero piacere dare spazio a progetti come questo, che stanno contribuendo in modo concreto a rendere giustizia ad alcune aree del nostro splendido paese.

La nostra attrezzatura

Gli organizzatori del press tour ci hanno fornito per tutti e tre i giorni delle e-bike (è proprio in questa occasione che abbiamo scoperto i tre vantaggi delle biciclette elettriche!). Tutto il resto dell’attrezzatura era invece di nostra proprietà. Ecco alcuni indumenti e accessori che si sono rivelati indispensabili:

– Scarpe da ginnastica estive (perfette per i pedali flat): https://amzn.to/2Yh3vWH
– Casco Salice Ghibli: https://amzn.to/2LrAUIV
– Occhiali Salice: https://amzn.to/2LpkH74
– Garmin Edge 520: https://amzn.to/2Rt9CG5
– Pompa piccola Zefal: https://amzn.to/2sIUxWh

Informazioni

  • Attualmente (dicembre 2019) non tutti i tratti della Ciclabile del Piave sono provvisti di segnaletica. Il nostro piccolo gruppo, composto da altri blogger e giornalisti, è stato accompagnato da alcune guide locali sia nei tratti in bicicletta, sia durante le visite dei vari punti di interesse. Se siete interessati a percorrere la Ciclabile del Piave in bicicletta vi consigliamo di scaricare da questo articolo le tracce disponibili o di rivolgervi a guide locali;
  • Sicuramente la ciclabile del Piave non è un percorso adrenalinico e indicato per i ciclisti che cercano la prestazione agonistica. Le tappe che vi abbiamo raccontato si prestano più che altro ad una mobilità slow, ideale per assaporare intensamente le meraviglie racchiuse in questa regione.
  • Se visitate Belluno e la sua provincia durante il mese di ottobre, non perdete la manifestazione Mele a Mel. Tradizione, cultura e gastronomia sono i tre ingredienti di questo evento che ogni anno attrae migliaia visitatori e anima il piccolo abitato. Per l’occasione, i proprietari delle ville e dei palazzi cinquecenteschi del centro storico, aprono i loro giardini e cortili ai visitatori, permettendo di immergersi in atmosfere antiche e suggestive. Un motivo in più per scoprire Mele a Mel? Durante la manifestazione, decine di espositori mostrano oltre 100 varietà di mela proponendo bevande e pietanze a base di questo frutto.

Link utili

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Manuela e Filippo



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