Inchino al Friuli: l’omaggio di Stefano alla sua regione…in bicicletta!

Inchino al Friuli: l’omaggio di Stefano alla sua regione…in bicicletta!
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La vita è strana: un giorno sei diviso tra Veneto e Lazio e sei alla ricerca di un lavoro e quello dopo sei in Friuli in una nuova regione, una nuova casa, un nuovo ufficio. E’ quello che è successo a noi, così come a tante altre persone, che per necessità o scelta hanno lasciato le proprie regioni di origine alla ricerca di una qualità di vita migliore. Certo, tra tutte le storie di trasferimenti che ci è capitato di ascoltare, ci riteniamo dei privilegiati. Non capita tutti i giorni di trasferirsi in una regione tanto bella e variegata quanto selvaggia e incontaminata come il Friuli. Questo lo sa bene Stefano Ferigo, friulano doc, che oggi abbiamo il piacere di intervistare sul nostro blog. Lui in Friuli ci è nato e cresciuto e quest’anno ha deciso di rendere omaggio alla sua casa con un progetto dal nome evocativo e chiaro che ci ha colpito subito: Inchino al Friuli. Scopriamo insieme di cosa si tratta!

Benvenuto sul nostro blog: parlaci di te!

Ciao a tutti! Mi chiamo Stefano, ho 30 anni ed abito ad Artegna (Udine) da quando sono nato ☺. Sono sposato con Chiara ed a inizio dicembre avremo la fortuna e la gioia di poter allargare famiglia!

Com’è nata la tua passione per il mondo del ciclismo?

Questa passione l’ho sviluppata in tarda età rispetto a chi ha praticato ciclismo in squadre giovanili. Infatti per circa 8-9 anni ho praticato pallavolo e solo attorno ai 20 anni ho iniziato a pedalare nella squadra del mio paese, la Capodivento Mtb Artegna. Mountain-bike appunto, la disciplina che mi ha accompagnato in tutti questi anni di ciclismo amatoriale. Dopo pochi anni, con la scomparsa di mio papà, ho trovato nella bici lo sfogo che mi serviva per superare le difficoltà. Mi impegnavo nella costanza degli allenamenti cercando nelle gare quella “rivalsa” che forse inseguivo. Negli ultimi anni le gioie non sono mancate con la vittoria di qualche gara (tra cui la Lussari Mtb di Tarvisio) e delle belle prestazioni in vari eventi fuori Regione. Dalla scorsa estate non partecipo più alle gare, non sentendone più il bisogno forse perché questa rivalsa verso la vita l’ho realmente ottenuta. Da lì in poi ho iniziato ad allungare le mie avventure sia in gravel che su strada trovando nelle lunghe distanze uno stupendo modo di vivere e godersi la bici.

Inchino al Friuli è un omaggio alla tua regione: come hai scelto i luoghi da includere nell’itinerario? 

Ho cercato di unire le più belle salite della Regione nella prima parte, iniziando dal Piancavallo (PN) e concludendo sullo Jof di Montasio (UD) mentre nella seconda parte mi sono soffermato sui luoghi storici e turistici più importanti. Dal primo giorno ho voluto il mio paese al centro di questa avventura, infatti Artegna sarà partenza, tappa intermedia ed arrivo; questo perché CASA è un luogo fondamentale ogni giorno, quel luogo da cui parti al mattino ed in cui trovi pace e serenità la sera. L’arrivo sul Colle di San Martino per me ha un enorme significato essendo un luogo in cui ho vissuto le più belle gioie della mia vita ma anche i più tristi momenti.  Gioia e tristezza, sorriso e pianto..un luogo così non poteva che essere l’arrivo di questo “Inchino al Friuli”.

Condividiamo con i lettori i dati del percorso?

Certo! Il percorso sul quale pedalerò prevede una prima giornata di 400 chilometri e circa 9600 metri di dislivello (evidenziato in rosso nell’immagine sottostante). Il secondo giorno (evidenziato in blu) sarà relativamente meno impegnativo: prevede 440 chilometri e “solo” 3600 metri di dislivello.

Complimenti! Numeri da capogiro. Chi ti accompagnerà durante i due giorni di viaggio?

Davide, Riccardo e Sabina saranno i miei “angeli custodi” durante questi due giorni. Io pedalo ma non pensate che sia molto più semplice seguirmi in macchina per due giorni creando contenuti foto e video. Io ci metto le gambe ed il cuore ma Davide, Riccardo e Sabina avranno un ruolo altrettanto importante!
Uno degli scopi di questo “Inchino” è infatti quello di condividere sulle pagine social (Facebook e Instagram) quello che i nostri occhi vedranno. Il mio sogno sarebbe proprio quello di unire chi ama la nostra Regione e chi ci è cresciuto ma forse da anni vive in altre zone, come molti Friulani emigrati all’estero. Da solo non riuscirei a realizzare tutto questo!

Utilizzerai un sistema di live tracking in cui sarà possibile seguire i tuoi spostamenti? 

Nessun  sistema Live Tracking: lo sviluppo dell’avventura e gli arrivi nelle varie tappe saranno condivise tramite social.

Ti piacerebbe che Inchino al Friuli diventasse un appuntamento annuale, magari aperto anche ad altri ciclisti che vogliono scoprire le bellezze di questa regione?

Sarebbe un sogno che altri ciclisti percorressero l’itinerario, modulando le tappe in base al proprio allenamento. Un itinerario come quello che percorrerò potrebbe essere diviso in 6/7 giorni: in questo modo si avrebbe del tempo prezioso per visitare i luoghi che questo “Inchino” toccherà, senza dimenticare di apprezzare le varie diversità gastronomiche. Ci tengo a segnalare che in questo percorso abbiamo volutamente inserito tappe fisse dove ci attenderanno delle realtà locali per accoglierci e darci modo di ricaricare le energie.

Tutti pronti a seguire Stefano!

Ringraziando ancora una volta Stefano per aver condiviso con noi e con tutti i nostri lettori il suo Inchino, vi invitiamo a seguire questa originale avventura sui canali social appositamente creati per l’occasione. Stefano partirà da Artegna nella notte del 30 settembre e concluderà l’avventura il 1 ottobre. Noi, da friulani adottivi, non possiamo che condividere l’iniziativa: abbiamo avuto la fortuna di trasferirci in una regione che ha davvero tantissimo da offrire a tutti coloro che cercano un’esperienza turistica diversa, meno rivolta alla massa e molto più autentica e genuina. Stefano ce lo ricorderà mostrandoci luoghi, persone e imprese che fanno del Friuli uno dei gioielli del nord Italia.

Filippo e Manuela (con la preziossisima collaborazione di Stefano!)

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