Trekking a Casera Caal: informazioni e come raggiungerla

Trekking a Casera Caal: informazioni e come raggiungerla
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Nel corso del 2019, oltre ad aver percorso centinaia di chilometri in bicicletta per scoprire la nuova regione in cui ci siamo trasferiti, il Friuli, abbiamo dedicato moltissime giornate anche al trekking. Questa nostra grande passione, che per anni abbiamo dovuto soffocare a causa della grande distanza che ci separava dalle montagne, ha trovato spazio nel blog nella sezione Giú dai pedali: i trekking e le escursioni non solo fanno parte del nostro allenamento, ma integrano la conoscenza del territorio facendoci arrivare a piedi in luoghi altrimenti inaccessibili alle nostre bici da corsa. In occasione del Natale 2019 abbiamo voluto fare qualcosa di nuovo: trascorrere una delle feste piú belle dell’anno in una baita di montagna. Mappe Tabacco alla mano, la nostra scelta è ricaduta su Casera Caal (1206 metri). Perchè ve ne parliamo soltanto ora? Perchè al 99% il Natale del 2020 lo trascorreremo da soli e in casa e i dolci ricordi dello scorso anno ci aiuteranno a guardare con ottimismo al futuro in attesa di poter trascorrere altre giornate come quella.

Di cosa parleremo in questo articolo

- Dove si trova Casera Caal?
- Come raggiungere Casera Caal
- Cosa c'è dentro Casera Caal?
- Sentieristica
- Durante le escursioni non dimentichiamo che...
- La nostra attrezzatura
- Informazioni

Dove si trova Casera Caal?

Casera Caal è situata nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie sul confine italo-sloveno. L’accesso più diretto per raggiungere il sentiero che vi conduce parte da Uccea (UD), piccolo paese situato in cima al passo Tanamea (870 metri) che noi abbiamo raggiunto da Tarcento (UD). Una volta parcheggiata l’auto a Uccea, la struttura è facilmente raggiungibile con un bellissimo sentiero che corre sul confine tra Italia e Slovenia.

Come raggiungere Casera Caal

Il sentiero CAI da imboccare è il numero 733, il cui imbocco è ben visibile dalla strada. Il trekking si snoda interamente in un fitto bosco di faggi lungo un sentiero di 6 chilometri e 300 metri che permette di superare 700 metri di dislivello. Il tempo medio di percorrenza è di un’ora e 45 minuti. Si risale il monte Caal (1297 metri) e dopo aver raggiunto la parte sommitale del sentiero, in un tratto di lieve discesa si comincia ad intravedere casera Caal. L’ultimo tratto porta dapprima a forcella Ta-na kalo (1234 metri) e poi alla casera (sentiero 733 sulla sinistra) che da qui dista soltanto 5 minuti.

Cosa c’è dentro Casera Caal?

Questa graziosa e isolata casera è una delle strutture più fornite e accoglienti in cui ci è capitato di soggiornare da quando abbiamo cominciato ad esplorare le casere del Friuli. Andiamo a conoscerla meglio!

Dotazioni interne

Casera Caal accoglie l’escursionista con un’ampia sala principale contente tavolo, panche, sedie e una bellissima cucina economica. Non mancano dispense con generi di prima necessità, stoviglie a volontà e una cassapanca con legna e vari tipi di attrezzi (accette, seghe ad arco, martelli, pale). Al piano superiore, accessibile con una scalinata di legno, si trovano diversi letti dotati di materassi e un grande baule pieno di coperte di lana pulite e profumate. Questa accogliente stanza ha una capienza di circa 12 posti letto. Il CAI di Faedis ha svolto davvero un ottimo lavoro qui!

Dotazioni esterne

Anche l’esterno della casera è molto ben fornito. Oltre ad ospitare una divertente altalena, i ruderi di una vecchia casera che si trova di fronte alla nuova struttura, ospitano un perfetto punto fuoco. Un’area protetta sul retro ospita invece un lavandino, attrezzi vari e del materiale da costruzione. A circa 20 metri dalla struttura, un piccolo sentiero conduce ad una latrina (in costruzione nel dicembre 2019). C’è anche una cisterna per la raccolta di acqua piovana, non utilizzabile in inverno.

Sentieristica

Se decidete di sostare qui per più giorni, a piedi è possibile esplorare i dintorni della casera percorrendo uno dei numerosi sentieri presenti. Ad esempio, è possibile raggiungere il monte Plagne (che con i suoi 1633 metri chiude a sud la Val Resia) o il Monte Guarda, (1720 metri) che si sviluppa sul confine italo-sloveno. Il primo si raggiunge sempre con il sentiero 733 (con partenza da Casera Caal o dalla forcella che si incontra per raggiungere la struttura), mentre il secondo dal sentiero 731, imboccabile direttamente dalla forcella. Casera Caal, anche grazie alla presenza del vicino torrente, si presta molto bene a soggiorni di più notti. Trascorrervi il Natale è stata un’esperienza indimenticabile: la tranquillità, la pace e l’accoglienza che la casera ci ha donato, hanno ampiamente ripagato la fatica fatta per raggiungerla.

La nostra attrezzatura

Come altre escursioni che abbiamo affrontato durante l’inverno e che prevedevano il pernottamento in una casera, gli oggetti e l’attrezzatura che abbiamo portato con noi consistevano principalmente in:

Abbigliamento

– Maglia intima: https://amzn.to/38loUCx
– Pantaloni trekking invernali: https://amzn.to/2RmZInN
– Pile: https://amzn.to/2taJSEy
– Scarpe (Manuela): https://amzn.to/2RcefSZ
– Scarpe (Filippo): https://amzn.to/36QdW72

Attrezzatura

– Sacco a pelo: https://amzn.to/2xrjg3Q
– Fornello: https://amzn.to/2Um9ppe
– Bombola: https://amzn.to/2xo8ewi
– Gavetta: https://amzn.to/39rYSgx
– Bastoncini: https://amzn.to/2SmEaYC
– Camelback: https://amzn.to/2RVQsbu
– Torcia frontale: https://amzn.to/3dAAoF8

Durante le escursioni non dimentichiamo che…

Bivacchi e casere sono strutture liberamente accessibili a tutti. Indipendentemente dal fatto che vi trascorriate la notte o meno, trattate questi ricoveri come se fossero casa vostra (se non meglio!) in modo tale che gli escursionisti che vi succederanno possano trovarli puliti, accoglienti e possibilmente riforniti dei generi di prima necessità.

Informazioni

Durante il nostro soggiorno avevamo a disposizione tutta l’acqua necessaria. Per cucinare e bere qualche tè in più abbiamo utilizzato l’acqua del ruscello poco lontano dalla casera. Una volta che lo avrete raggiunto, guardando a monte noterete un tubo arancione di plastica presso il quale è presente un piccolo filtro. Una retina da 80 micron metri permette di eliminare gran parte delle impurità presenti. Noi, dopo aver raccolto l’acqua del torrente, per precauzione, l’abbiamo ulteriormente filtrata e bollita per qualche minuto. Non abbiamo avuto alcun problema!

Link

Manuela e Filippo

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