Alla scoperta della Carnia: forcella Lavardêt, Sella di Rioda e lago di Sauris

Alla scoperta della Carnia: forcella Lavardêt, Sella di Rioda e lago di Sauris
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Sono giorni di ritrovamenti: dopo aver ritrovato le foto non pubblicate del rifugio Pradut, destinazione di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana, mi sono ricordata di non aver mai descritto sul blog un bellissimo giro ad anello in Carnia che ho percorso la scorsa primavera. Purtroppo è stato un giro in solitaria (Filippo lavorava) quindi mi scuso in anticipo se le foto non saranno troppo esplicative o panoramiche. Detto questo, condivido qui sotto alcuni dati riassuntivi del giro e poi vi porto virtualmente in Carnia su salite come quella a forcella Lavardêt che ho percorso per la prima volta e che ho apprezzato moltissimo 😉

L’itinerario in breve

Lunghezza: 88 km
Dislivello: 1765 D+
Quota: minima 363 (Villa Santina – UD) – massima 1800 (Sella di Rioda – UD)
Periodo consigliato: primavera, estate, autunno
Fondo: asfalto
Punti di ristoro: presenti in tutti i paesi attraversati

Di cosa parleremo in questo articolo

Carnia in bicicletta: come è nata l’idea
Descrizione dell’itinerario
Possibili varianti al percorso
Altimetria e pendenze delle salite
Impressioni sull’itinerario
Qualche piccola curiosità sui luoghi attraversati!
Scarica gratuitamente la traccia dell’itinerario in formato gpx

Carnia in bicicletta: come è nata l’idea

Nel corso del 2021 ho iniziato a sentire l’esigenza di scoprire strade inedite: nel mio caso, infatti, il legame tra motivazione a salire in bicicletta e scoperta di luoghi che non ho mai visto, è molto forte. Questo complica un po le cose perchè vivendo a Pordenone ed avendo già esplorato tutto l’esplorabile della zona, so che se voglio scoprire posti nuovi devo necessariamente prevedere lunghi trasferimenti in macchina. Nel caso di questo itinerario, sfruttando un giorno di ferie infrasettimanale, ho scelto di tracciare un giro in Carnia, zona del Friuli che non ho ancora approfondito molto. Ho scelto la Carnia sia per questo motivo, sia perchè sono riuscita a far coincidere l’inizio e la fine del mio itinerario con Villa Santina (UD), che da Pordenone dista circa un’ora e trenta di auto. Ci tenevo inoltre a vedere il Lago di Sauris, località che sono riuscita ad inserire nel mio itinerario senza troppi problemi. Puntata la sveglia di buon’ora, il 10 giugno ho raggiunto Villa Santina, lasciando l’auto nel parcheggio adiacente al cimitero.

Descrizione dell’itinerario

Amando particolarmente i giri ad anello ho scelto di partire da Villa Santina e arrivare al lago di Sauris passando per la Val Pesarina e scalando prima forcella Lavardêt e poi la Sella di Rioda (1800 metri). In particolare, da Villa Santina mi sono diretta a Ovaro seguendo la Strada Regionale 355 che costeggia il torrente Degano. Subito dopo aver superato Ovaro, ho girato a sinistra superando il torrente ed entrando in Val Pesarina. Dall’imbocco della valle in poi inizia la costante e lunghissima salita che conduce prima a forcella Lavardêt e poi a Sella di Rioda, dove si raggiunge anche l’altitudine massima di tutto il giro (1800 metri). Da qui, inizia la lunghissima discesa che conduce al lago di Sauris passando prima a Sauris di Sopra e poi a Sauris di Sotto. Una volta oltrepassato il lago sono tornata a Villa Santina attraversando i centri abitati di Ampezzo, Mediis e Enemonzo. Prima di tornare a casa, per aggiungere dislivello al giro, ho anche raggiunto Lauco, piccolo paese posto sull’omonimo altopiano che sorveglia la Carnia dall’alto.

Guarda il reel di questo itinerario in Carnia

https://www.instagram.com/reel/CP8l4NbIdPm/

Possibili varianti al percorso

Al termine dell’itinerario, dopo aver pedalato in prima persona nella zona, ho identificato alcune varianti che pur non modificando di troppo il percorso originale, renderebbero a mio avviso il giro più sicuro (dal punto di vista del rischio connesso al traffico veicolare). I tratti che, ripetendo il giro, modificherei sono i seguenti:

  • Villa Santina – Ovaro: la Strada Regionale 355, che collega la Carnia con l’Alto Cadore, è piuttosto trafficata. I chilometri da percorrere fino a Ovaro sono soltanto 9 ma volendo pedalare con più tranquillità è possibile raggiungere Ovaro anche tramite la pista ciclabile FVG8/a;
  • Lago di Sauris – Ampezzo: il tratto che collega queste due località è stato piuttosto stressante. Sono infatti presenti 3 gallerie anche abbastanza lunghe in pavè che hanno la caratteristica di essere buie, estremamente umide e parecchio trafficate. Nonostante fossi dotata di potente luce anteriore, non mi sono sentita proprio al sicuro, visto anche il fondo sconnesso della strada. Una buona alternativa per raggiungere Ampezzo consiste nello scalare il Passo Pura. Si aggiungono 6 chilometri abbondanti e circa 450 metri di dislivello ma si sarà ricompensati da una vista strepitosa sul lago di Sauris e si pedalerà all’aperto. Non mancherò di provare questa variante 😉

Altimetria e pendenze delle salite

Una cosa che ho particolarmente apprezzato di questo itinerario sono state le pendenze delle salite affrontate, tutte molto morbide e pedalabili. Vediamo le caratteristiche delle salite nel dettaglio!

Forcella Lavardêt

  • Lunghezza: 23 chilometri
  • Dislivello positivo: 1020 metri
  • Pendenza media: 4,4%
  • Pendenza minima: 2%
  • Pendenza massima: 7%
  • Quota scollinamento: 1542 metri

Sella di Rioda

  • Lunghezza: 6 chilometri
  • Dislivello positivo: 260 metri
  • Pendenza minima: 2%
  • Pendenza massima: 11%
  • Quota scollinamento: 1800 metri

Val di Lauco (opzionale)

  • Lunghezza: 6 chilometri
  • Dislivello positivo: 400 metri circa
  • Pendenza media: 5%
  • Pendenza minima: 2,2%
  • Pendenza massima: 10,3%
  • Quota scollinamento: 1180 metri

Impressioni sull’itinerario

Complessivamente, l’itinerario mi è piaciuto moltissimo: il fatto di aver pedalato su strade completamente inedite dall’inizio alla fine ha reso questo giro in bicicletta uno dei più belli del mio 2021. Oltre alla scoperta di strade e valli nuove, ho apprezzato il fatto di aver percorso salite lunghe ma pedalabili nella solitudine più totale e di aver finalmente visto il lago di Sauris! Purtroppo mentre scendevo verso il lago ho incontrato un po di pioggia e non ho potuto apprezzare a pieno i colori per cui il lago è famoso, una buona scusa per tornare 😁 Ripeterò sicuramente questo itinerario, magari in compagnia di Filippo, per testare anche la percorribilità delle varianti che ho identificato.

Qualche piccola curiosità sui luoghi attraversati!

Oltre a pedalare e condividere con i lettori del blog l’itinerario, una cosa che mi piace moltissimo fare è documentarmi sulle particolarità e le caratteristiche dei territori che ho attraversato in bicicletta. Così, una volta tornata a casa ho scoperto che…

  • Villa Santina è uno dei 28 comuni della Carnia e deve il suo nome a Col Santino, altura di 402 metri alle cui pendici è stato costruito il paese. A proposito, sapete che a Villa Santina è possibile scalare una delle poche vie ferrate del FVG? Si tratta dell’adrenalinica ferrata Farina del Diavolo, che abbiamo percorso diverse volte e che vi raccontiamo in questo articolo;
  • La Val Pesarina, una delle 8 valli della Carnia, è lunga ben 22 chilometri ed è costellata di piccoli borghi davvero suggestivi. Attraversata dal torrente Pesarina, è nota per essere la porta di accesso alle omonime Dolomiti, che non mancheremo di esplorare.
  • La Sella di Rioda, per pochissimo, è situata in Veneto e rientra nella provincia di Belluno! Percorrendola in discesa dal lato opposto rispetto a quello che conduce a Sauris, si arriva a Vigo di Cadore;
  • Il lago di Sauris è un bacino d’acqua artificiale e quando viene svuotato è ancora possibile vedere i resti del paese che prima della creazione del bacino (iniziata nel 1941) era al posto del lago.

Scarica gratuitamente la traccia dell’itinerario in formato gpx

Link

Manuela

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