52 gallerie del Pasubio: informazioni utili al trekking

52 gallerie del Pasubio: informazioni utili al trekking
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Nell’articolo di questa settimana vi portiamo alla scoperta di uno dei tesori delle Piccole Dolomiti Vicentine: la strada delle 52 gallerie del Pasubio. Se stai leggendo questa pagina, probabilmente stai cercando informazioni su questo itinerario: sei nel posto giusto, perchè oltre a condividere informazioni utili per il trekking, parleremo anche della storia e dello sviluppo di una delle più straordinarie opere di ingegneria militare visitabili in Italia.
Partiamo!

L’itinerario in breve

  • Chilometri: 13
  • Dislivello: 900
  • Quote: 1216 (parcheggio Bocchetta Campiglia) – 1910 (rifugio Achille Papa)
  • Tempo di percorrenza: 4/5 ore (pause escluse)
  • Sentiero: 366 (52 gallerie) e 370 (Strada degli Scarrubbi)
  • Punti di appoggio: rifugio Achille Papa
  • Acqua: assente
  • Terreno: sentiero e strada forestale
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: tarda primavera, estate, autunno
  • Copertura di rete: parziale

Guarda il reel di questo trekking alle 52 gallerie del Pasubio!

https://www.instagram.com/reel/CUQQPV7DLA5/

Di cosa parleremo in questo articolo

Strada delle 52 gallerie: dove lasciare l’auto
La storia delle 52 gallerie del Pasubio
Descrizione dell’itinerario
Considerazioni sul trekking
Il nostro equipaggiamento
Scarica gratuitamente la traccia gpx dell’itinerario

Strada delle 52 gallerie: dove lasciare l’auto

Per raggiungere l’imbocco del sentiero che conduce alle 52 gallerie del Pasubio occorre arrivare a Bocchetta Campiglia, località delle Piccole Dolomiti Vicentine raggiungibile o da Valli del Pasubio (VI) tramite il passo di Pian delle Fugazze o da Posina (VI) tramite la strada che conduce a passo Xomo. Proprio sulla sommità di questo passo, infatti, è presente una strada asfaltata che consente di raggiungere Bocchetta Campiglia, dove è presente la grande area parcheggio da cui parte il trekking. A questo link, il punto preciso da impostare sul navigatore per raggiungere la destinazione. Ci raccomandiamo di partire per tempo perchè, sebbene i posti auto siano numerosi, la strada delle 52 gallerie è piuttosto famosa e frequentata specialmente nel periodo estivo.

La storia delle 52 gallerie del Pasubio

Prima di parlarvi dell’itinerario, ci teniamo a fare una piccola premessa sulla storia delle 52 gallerie del Pasubio, la cui costruzione risale alla Prima Guerra Mondiale. Costruite in soli 8 mesi dai minatori dell’Arma del Genio dell’esercito italiano, questa mulattiera aveva lo scopo di facilitare il trasporto di rifornimenti alimentari e bellici durante i mesi invernali. Le Piccole Dolomiti superano infatti i 2000 metri di quota e durante la stagione invernale alcuni punti di queste montagne risultano inaccessibili, come ad esempio la strada camionabile sull’altro versante della montagna, rispetto alla quale le 52 gallerie sono una valida alternativa. Al di lá della loro funzione logistica, le 52 gallerie erano fondamentali anche dal punto di vista strategico. Sviluppandosi lungo un tracciato di oltre 6 chilometri e 800 metri di dislivello sul lato meridionale del Monte Pasubio, che è ricco di guglie e profonde gole, permettevano infatti di dominare le montagne e le vallate circostanti da moltissimi punti. Lungo il tracciato principale, infatti, non è raro trovare gallerie secondarie che conducono proprio a postazioni di artiglieria situate in punti strategici.

Descrizione dell’itinerario

Passiamo adesso all’itinerario vero e proprio che come anticipato in apertura è lungo 13 chilometri e comprende 900 metri di dislivello. L’itinerario che abbiamo sempre percorso noi e che vi consigliamo è un bellissimo e panoramico giro ad anello che prevede la Strada delle 52 gallerie come itinerario di salita e la strada degli Scarrubbi come via di discesa.

Prima parte – Strada delle 52 gallerie

Varcato l’ingresso del sentiero si comincia a salire subito con decisione e circa 15 minuti dopo l’inizio del trekking si arriva all’imbocco della prima galleria. Viene naturale attraversarla silenziosamente, cominciando a immaginare le dure condizioni di lavoro e di vita che i soldati sono stati costretti ad affrontare per costruire e difendere questi tunnel. Da brivido sono le foto originali dei vari momenti della costruzione che si incontrano lungo il percorso e che meritano senz’altro delle soste. Dalla prima galleria in poi comincia quindi la lunga ascesa che ci porterò dai 1200 metri del parcheggio ai quasi 2000 metri del rifugio Achille Papa. Uno dei tratti più spettacolari si trova tra i 1700 e i 1900 metri di quota dove la distanza tra le gallerie aumenta, così come la bellezza del panorama che è sempre più ampio. La vista, in questo tratto, spazia su tutte le cime delle Piccole Dolomiti. Prima di passare al prossimo tratto, ecco alcune cose utili da sapere per percorrere in sicurezza le 52 gallerie del percorso:

  • Le gallerie sono di lunghezza variabile e non tutte sono illuminate dalla luce esterna (la più lunga arriva fino a 320 metri per esempio). Per questo motivo è consigliabile avere con sè una torcia elettrica;
  • Sarebbe anche utile avere un caschetto: alcune gallerie sono infatti basse e hanno un soffitto irregolare;
  • La temperatura interna delle gallerie può essere diversa da quella dell’ambiente esterno. Vestitevi a strati (nel paragrafo dedicato all’equipaggiamento entreremo nei dettagli dell’abbigliamento);
  • Alcuni punti del percorso, specialmente quelli verso la fine, sono molto esposti: negli anni, purtroppo, si sono verificati incidenti mortali. Nei tratti più critici sono presenti funi metalliche. E’ comunque bene prestare molta attenzione e non intraprendere il trekking se soffrite di vertigini.

Seconda parte – Rifugio Achille Papa e dintorni

Raggiunta e superata l’ultima galleria vi attende una bella sorpresa: il rifugio Achille Papa infatti, si trova proprio all’uscita della galleria numero 52. Ad attendervi, in caso di bel tempo, ci saranno una vista mozzafiato e gli ottimi piatti del rifugio (ricordate di prenotare, il rifugio è molto affollato!). Tra un sorso di birra e l’altro, non dimenticate di scattare qualche foto al panorama che è davvero suggestivo. Dal rifugio sono chiaramente visibili tutte le cime del Gruppo della Carega: Cima Posta (2259 mt), Cima della Neve (2157 mt) e Cima Mosca (2142 mt) sono le più alte. Più vicine in linea d’aria sono invece il Baffelan (1793 mt) e il Cronicello (1899 mt). Prima di tornare verso valle, se avete tempo, vi suggeriamo una breve quanto suggestiva deviazione verso la zona monumentale che si trova poco distante dal rifugio (20-30 minuti a piedi). Toccante, la visita al cimitero: il suo eloquente nome, “Di qui non si passa”, ricorda il grande sacrificio compiuto dai soldati italiani. Questo motto venne attribuito ai soldati della Brigata Liguria in seguito alla sanguinosa battaglia del giugno 1916 sul monte Zovetto.


Terza parte – Strada degli Scarrubbi

Per la discesa, la strada che gran parte degli escursionisti (noi compresi) scelgono di percorrere è la Strada degli Scarrubbi, l’ampia carrabile di circa 6 chilometri che corre sul versante settentrionale del Monte Forni Alti e riconduce al parcheggio di Bocchetta Campiglia. Questa opzione è sicuramente preferibile in caso di maltempo: la pioggia renderebbe pericoloso il rientro tramite le 52 gallerie che dovrebbero essere ripercorse in discesa. La Strada degli Scarrubbi permette invece di fare un giro ad anello e tornare in sicurezza al parcheggio. Saremo sinceri, questa è forse la parte meno entusiasmante del trekking: la discesa è lunga (dalle 2 alle 3 ore a seconda del passo) ma è possibile risparmiare 40-50 minuti di strada sfruttando 8 varianti segnalate che tagliano attraverso i boschi incrociando in più punti la strada principale. La mappa che trovate alla fine di questo articolo ricalca queste deviazioni ma nel caso in cui non vogliate seguirle, vi basterà semplicemente camminare lungo l’evidente strada senza abbandonarla. Un appunto per i bikers: questa strada vi consente di raggiungere il rifugio Papa in mtb o e-mtb 😉

Considerazioni sul trekking

Abbiamo percorso questo itinerario diverse volte e, in ogni occasione, il trekking descritto è stato per noi una fonte di riflessione sui grandi sacrifici di cui queste montagne sono state testimoni. Percorrendo le gallerie, specialmente nei periodi meno affollati, sembra quasi di scorgere i soldati negli stretti cunicoli, stremati dal freddo, dalla fame e dagli orrori della guerra. Galleria dopo galleria, la sensazione di tornare indietro nel tempo si amplifica. Toccando la roccia sembra quasi di sentirla tremare sotto i colpi dei cannoni. Noi, che oggi percorriamo le gallerie con vestiti caldi e confortevoli ed essenzialmente per svagarci, non possiamo nemmeno immaginare le sofferenze che patirono questi uomini. Proprio per questi motivi, vi esortiamo a percorrere l’itinerario descritto con rispetto. Le urla e gli schiamazzi non appartengono a questi luoghi. Se saprete cogliere lo spirito del luogo, anche voi scenderete verso valle convinti che né gli elementi naturali, né i numerosi escursionisti di passaggio, riusciranno mai a cancellare le tracce dei soldati e delle loro sofferenze. Le loro imprese testimonieranno per sempre un grande spirito di sacrificio scolpito col sangue nella dura roccia del Pasubio.

Il nostro equipaggiamento

Come anticipato nell’introduzione, dedichiamo un piccolo paragrafo anche ai nostri consigli sull’equipaggiamento. Negli elenchi che seguiranno, troverete tutte le cose che abbiamo portato con noi. Specifichiamo che queste montagne sono molto soggette a improvvisi cambiamenti metereologici a causa della loro particolare posizione. Non dimenticate quindi di portare con voi anche un cambio asciutto in caso di maltempo.

Abbigliamento

Attrezzatura

Scarica gratuitamente la traccia gpx dell’itinerario

Manuela

Link utili

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