Bivacco Perugini (Campanile di Val Montanaia): info e dotazioni

Bivacco Perugini (Campanile di Val Montanaia): info e dotazioni
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Da quando viviamo a Pordenone le magnifiche Dolomiti Friulane ci hanno osservato molte volte calcare i sentieri che le attraversano. La nostra primissima esperienza tra queste montagne risale all’estate del 2020 in cui, armati di tenda e scorte di cibo e acqua per 3 giorni abbiamo trascorso due notti in quelle che a nostro avviso sono le valli più belle della zona: la Val Montanaia e la Val Monfalcon di Forni. L’itinerario percorso in quell’occasione lo trovate in questo articolo ma oggi vogliamo dedicare un post soltanto al bivacco Perugini (e al Campanile di Val Montanaia) perchè lo merita per bellezza e suggestività 😉 Prima di lasciarvi alla scoperta di quest’area delle Dolomiti Friulane, segnaliamo che le foto che vedete in questo articolo sono diverse tra loro perchè non risalgono tutte alla stessa data.


Questo percorso rientra tra le attività che propongo come GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA.
Vuoi scoprirlo durante una delle mie escursioni? Contattami per conoscere le prossime date disponibili o per prenotare l’escursione: 3513301157 (telefono) – cyclinginlove@gmail.com (mail)


L’itinerario in breve

  • Chilometri: 2,3
  • Dislivello: 811 (da rifugio Pordenone)
  • Quote: 1200 (rifugio Pordenone) – 2064 (bivacco Perugini)
  • Tempo di percorrenza: 2/2,5 ore (al bivacco)
  • Sentiero: 353
  • Punti di appoggio: bivacco Perugini
  • Acqua: presente torrente lungo la salita (acqua da filtrare)
  • Terreno: sentiero e ghiaioni
  • Difficoltà: EE
  • Periodo consigliato: tarda primavera, estate, autunno
  • Copertura di rete: assente

Guarda il reel di questo trekking al bivacco Perugini

https://www.instagram.com/reel/CVI12cfjVrI/

Di cosa parleremo in questo articolo

Dove lasciare l’auto
Descrizione del sentiero
Il nostro equipaggiamento
Dotazioni del bivacco Perugini
Itinerari con partenza dal bivacco Perugini
Scarica gratuitamente la traccia dell’itinerario

Dove lasciare l’auto

Gran parte dei trekking che si sviluppano in Val Cimoliana prevedono come punto di partenza la zona del rifugio Pordenone, facilmente raggiungibile in auto tramite una comodissima strada (recentemente terminata) che parte da Cimolais (PN). La strada in questione, che alterna tratti asfaltati a tratti di ottimo sterrato, durante il periodo estivo è pagamento (costo 6€), a inizio e fine stagione è di libero accesso mentre in inverno è chiusa per motivi di sicurezza data l’abbondanza delle precipitazioni nevose. Una volta raggiunto Cimolais, ultimo punto di contatto con la “civiltà”, il punto preciso da raggiungere per il parcheggio è questo. Impostando come destinazione il rifugio Pordenone (come da link), non ci si può sbagliare: la strada è una sola e vi condurrà direttamente presso il parcheggio che si trova sotto il rifugio.
Prima di passare alla descrizione del sentiero, ci permettiamo di darvi alcuni consigli:

  • In Val Cimoliana procedete con cautela. La strada è stretta e in alcuni punti il fondo stradale è sconnesso e non ci sono protezioni laterali;
  • Un altro buon motivo per non correre? La strada si trova all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, area protetta. Non è raro trovare animali al pascolo: evitiamo il più possibile di disturbare;
  • Arrivate presto: l’area del parcheggio non è grandissima e, specialmente nei mesi estivi, la zona è molto frequentata.

Descrizione del sentiero

Premessa

La prima cosa da sapere sul sentiero che conduce al bivacco Perugini è che non c’è un sentiero 😂
O meglio, esclusa la primissima parte del trekking (quella sotto il bosco), il percorso si svolge interamente sul grande ghiaione che percorrere tutta la Val Montanaia. La seconda cosa da sapere è che al sentiero piace cambiare (semicit.). Sia il Campanile che il bivacco Perugini si trovano infatti in cima alla Val Montanaia: il ghiaione che la percorre, essendo molto instabile, cambia ogni anno a seconda della quantità e dell’intensità delle precipitazioni piovose e nevose. Mi è anche capitato di percorrere il sentiero a maggio e ad agosto dello stesso anno e di trovarlo diverso. Dove non arrivano i segnavia CAI (che comunque sono molto frequenti), dobbiamo affidarci all’intuito e all’esperienza per scegliere la via di risalita più sicura.

Prima parte- Il bosco e il belvedere Val Montanaia

Dal rifugio Pordenone o direttamente dal parcheggio sotto il rifugio, la prima parte del sentiero CAI 353 conduce sotto il fitto bosco che si trova rispettivamente a destra e a sinistra del ghiaione. A circa 1300 metri di quota, il bosco si interrompe improvvisamente lasciando intravedere le imponenti cime che sovrastano la Val Montanaia. A questo punto, da quale lato continuare l’escursione, dipende dalle condizioni del ghiaione. Noi siamo saliti a volte dal lato destro e altre da quello sinistro: entrambe le vie sono segnalate ma la cosa migliore è valutare al momento. Un piccolo suggerimento: se avete tempo (e fiato!) vi consigliamo di raggiungere anche due punti panoramici davvero molto suggestivi che vi regaleranno una bella prospettiva sul Campanile. I punti panoramici, segnalati, sono due e si trovano sul lato sinistro della Val Montanaia: il sentiero che consente di raggiungerli è immerso nel bosco ma in prossimità dei punti panoramici, si apre permettendovi di ammirare il Campanile da una prospettiva diversa dal solito!

Seconda parte – Il ghiaione

Dal bosco in poi, il sentiero scompare e praticamente per quasi tutto il trekking si procede su ghiaione più o meno instabile con pendenze severe dall’inizio alla fine. Specialmente durante questa parte iniziale vi sembrerà di fare due passi avanti e uno indietro ma tenete duro perchè il panorama da cui si gode in cima è letteralmente mozzafiato. Vi consigliamo di affrontare questa parte della salita molto presto (specialmente durante il periodo estivo) perchè i punti d’ombra sono quasi inesistenti. Non dimenticate di bere molto, utilizzare una crema solare (almeno con fattore protettivo di 50) e indossare occhiali da sole perchè le rocce che costituiscono il ghiaione sono molto chiare e riflettono la luce. Non guasterebbe anche un cappello.

Terza parte – L’arrivo al campanile

Il Campanile non si vede se non dopo la seconda metà del trekking, in seguito ad una secca svolta a sinistra. Da qui in poi, comincia un tratto un pochino più tecnico in cui sarebbe meglio mettere via i bastoncini da trekking per arrampicarsi sulle dure rocce lungo le quali si inerpica il tracciato. Non ci sono grosse difficoltà ma fate sempre attenzione agli appigli e alle possibili rocce bagnate dal torrente che discende verso valle. Superato questo tratto, quasi come un miraggio, ricompaiono dei prati. Il sentiero, ora più visibile e decisamente più comodo, sale attraverso dei comodi tornanti in cui le pendenze sono più morbide. L’ultimissima parte del trekking è ancora su ghiaione ma siamo ormai sotto il Campanile che con i suoi 300 metri di prominenza si erge maestoso alla nostra sinistra. Gli ultimi passi conducono proprio al suo cospetto mentre per raggiungere il bivacco Perugini occorre risalire brevemente il ripido pendio erboso che si trova proprio al centro di uno degli anfiteatri dolomitici più belli delle Alpi.

Il nostro equipaggiamento

Prima di parlarvi del bivacco e delle sue dotazioni, dato che riceviamo spesso richieste in merito, condividiamo con voi il nostro equipaggiamento. L’attrezzatura che vedete riportata è quella che generalmente utilizziamo quando trascorriamo le notti nei bivacchi.

Abbigliamento

Attrezzatura

Alimentazione e idratazione

Dotazioni del bivacco Perugini

Il bivacco Perugini, a nostro avviso uno dei bivacchi più scenografici dell’intero arco alpino, si trova proprio di fronte al Campanile di Val Montanaia. Punto d’appoggio prediletto per gli alpinisti che scalano il Campanile o per gli escursionisti che desiderano svegliarsi con un panorama unico, il Perugini è un bivacco alpino costituito da lamiera rossa all’esterno e legno all’interno. Ci abbiamo pernottato a metà ottobre con temperature esterne di molti gradi sotto lo zero e sull’isolamento termico possiamo mettere la mano sul fuoco! Ecco alcune informazioni utili sulla struttura:

  • Posti letto: 9 (+ 1 d’emergenza su tavolo o pavimento)
  • Materassi: presenti
  • Coperte pesanti di lana: presenti
  • Cuscini: presenti
  • Acqua: presente a circa 20-30 minuti dal bivacco (da filtrare)
  • Generi di prima necessità: tendenzialmente presenti (ricordate sempre di rifornire le scorte del bivacco con cibi a lunga conservazione)
  • Presenti anche pentole e un paio di caffettiere
  • Vista: assicurata 😏

Itinerari con partenza dal bivacco Perugini

Prima di salutarvi e darvi appuntamento al prossimo articolo, vi lasciamo con alcuni itinerari che è possibile percorrere a partire dal bivacco Perugini:

  • Forcella Montanaia: questa forcella, chiaramente visibile dal bivacco, si trova a quota 2334 metri. Oltre ad offire davvero una bella prospettiva sul Campanile è uno dei pochi passaggi che consentono agli escursionisti di raggiungere altri punti di interesse della zona. Da qui, infatti, è possibile scendere (con moltissima attenzione) in Val d’Arade: con bellissima vista sulle Dolomiti del Cadore, la discesa in Val d’Arade apre due possibilità: il sentiero per il rifugio Padova oppure quello per il bivacco Marchi Granzotto. Il sentiero CAI da seguire è il 342 (a sinistra per il rifugio Padova e a destra per il bivacco Marchi Granzotto);
  • Forcella Giumelli: dando le spalle al bivacco Perugini, sulla destra, si intravede un sentiero. E’ quello che conduce a forcella Giumelli (2222 metri) e volendo anche al rifugio Padova (CAI 357). Segnaliamo questo sentiero ma ci teniamo a specificare che non lo abbiamo mai percorso: sulla mappa Tabacco 021 il sentiero è classificato come itinerario difficile comprendente difficoltà alpinistiche. Intraprendete questo itinerario solo se siete esperti perchè alcuni escursionisti con cui abbiamo parlato (che avevano da poco seguito questo percorso) ci hanno segnalato che il sentiero è pericoloso e soggetto a frane. Obbligatorio caschetto.

Scarica gratuitamente la traccia dell’itinerario

Filippo e Manuela 💙

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