Trekking al bivacco Bianchi: alla scoperta della riserva naturale Val Alba

Trekking al bivacco Bianchi: alla scoperta della riserva naturale Val Alba
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I bivacchi, lo sapete, ci piacciono molto. Se poi sono completamente di legno, quasi nuovi e molto panoramici, ci piacciono ancora di più 😏 Ecco perchè quando abbiamo scoperto che tra Dogna e Dordolla (UD), c’era una riserva naturale che ne ospitava uno, abbiamo deciso di andarlo a visitare. Scpriamo insieme il bivacco Bianchi, collocato nel cuore della riserva naturale Val Alba!

L’itinerario in breve

  • Chilometri: 4,5 (al bivacco) – 6 (al monte Chiavals)
  • Dislivello: 600 D+ (al bivacco) – 900 D+ (al monte Chiavals)
  • Quote: 1055 (parcheggio) – 1712 (bivacco Bianchi) – 2098 (Monte Chiavals)
  • Tempo di percorrenza: 2 ore (al bivacco) – 3 ore (al Monte Chiavals)
  • Sentieri: 428 (al bivacco) – 425 (al Monte Chiavals)
  • Punti di appoggio: Rifugio Vualt (non gestito) – Bivacco Bianchi
  • Acqua: presente sorgente naturale in prossimità del bivacco (lungo il sentiero)
  • Terreno: strada forestale e sentiero
  • Difficoltà: EE
  • Periodo consigliato: tutto l’anno (verificare presenza neve e ghiaccio in inverno)
  • Copertura di rete: assente

Di cosa parleremo in questo articolo

Dove lasciare l’auto
Il nostro equipaggiamento
Descrizione del sentiero
Riserva naturale Val Alba: principali cime e caratteristiche dell’area protetta
Dotazioni del bivacco
Dal bivacco Bianchi al monte Chiavals
Scarica gratuitamente la traccia dell’itinerario

Dove lasciare l’auto

Per raggiungere il bivacco Bianchi, l’unico posto in cui è possibile lasciare la macchina è il piccolo parcheggio Val Alba. Il parcheggio è raggiungibile tramite una strada asfaltata che parte Pradis di Sopra (UD) e si inerpica lungo la Val Aupa: la strada è ben tenuta ma molto stretta quindi procedete con cautela.
Un piccolo consiglio: noi, non essendo pratici della zona, salendo in auto abbiamo completamente saltato la svolta a destra che conduce al parcheggio. Le indicazioni ci sono ma non sono tanto visibili quindi vi consigliamo (finchè prende il telefono) di impostare sul navigatore questa destinazione in modo da arrivare al parcheggio senza intoppi.

Il nostro equipaggiamento

Prima di passare alla descrizione del sentiero, visto che ci arrivano spesso domande in merito, condividiamo brevemente l’equipaggiamento che usiamo (abbigliamento ed attrezzatura) quando scegliamo di passare la notte in un bivacco.

Abbigliamento

Attrezzatura

Alimentazione e idratazione

Descrizione del sentiero

Dal parcheggio Val Alba, per iniziare il trekking ci sono due possibilità: la prima consiste nel seguire la comoda e ampia strada forestale che porta direttamente al rifugio Vualt (non gestito). La seconda consiste invece nel seguire il sentiero che parte direttamente dal fondo del parcheggio e permette di accorciare i tempi di percorrenza di almeno 30 minuti.
Quando abbiamo percorso questo itinerario, il sentiero era segnalato come chiuso quindi abbiamo optato per la strada forestale che in circa mezz’ora ci ha portato al rifugio Vualt. Da qui, in circa 1 ora e 30 siamo arrivati al bivacco Bianchi. Il sentiero può essere diviso in due parti: la prima si sviluppa sotto un fitto bosco di faggi, abeti e larici ed è quella che presenta le pendenze più accentuate. La seconda invece è quella più aperta e panoramica: qui il sentiero è più stretto e presenta diversi tornanti che rendono la salita meno faticosa. Segnaliamo, a circa 3/4 della salita, una breve ma suggestiva cengia esposta da percorrere con attenzione se presente neve o ghiaccio. Da questo punto in poi, al bivacco non manca molto: lo vedrete apparire all’ultimo momento poco dopo aver lasciato, sulla vostra destra, una comodissima sorgente d’acqua naturale.

Riserva naturale Val Alba: principali cime e caratteristiche dell’area protetta

Appena usciti dal bosco ma soprattutto una volta arrivati nei pressi del bivacco, si gode di un panorama davvero ampio su gran parte della riserva naturale Val Alba. Non conoscevamo questa zona e una volta a casa, ci siamo divertiti ad approfondirne alcune caratteristiche che vi riportiamo qui:

  • La riserva naturale è stata istituita nel 2006 ed è gestita dall’Ente parco naturale delle Prealpi Giulie;
  • Il territorio della riserva ricade nel settore orientale delle Alpi Carniche meridionali;
  • Dal punto di vista della vegetazione, la riserva ospita alcune specie di piante rare (come il Ranunculo bianco, il Papavero delle Giulie ed il Giglio della Carniola);
  • Anche la fauna è ricca: nella riserva sono state conteggiate 80 specie di uccelli nidificanti e oltre 50 mammiferi;

La panoramica posizione in cui è stato costruito il bivacco offre un bel colpo d’occhio anche sulle principali cime della zona. Proprio di fronte al bivacco spiccano la Creta Grauzaria (2063 metri) e il Monte Sernio (2187 metri). Sono poi visibili alcune delle montagne che dominano la zona dell’Alto Tagliamento come l’Amariana (1905 metri), il Monte Verzegnis (1914 metri) e il Monte Cornaget (2322 metri). Se la visibilità è buona si vedono anche il Coglians (che con i suoi 2780 metri è la vetta più alta del Friuli) e il Tersadia (1960 metri).

Dotazioni del bivacco

Il bivacco Bianchi è davvero uno dei più belli in cui ci sia capitato di pernottare! Pensate che la struttura è recentissima: il vecchio bivacco in lamiera rossa, risalente al 1973, è stato sostituito da un paio di anni da questa bellissima struttura in legno a due piani. Una piccola curiosità? Il bivacco è una struttura a chilometro zero: la struttura, infatti, è una bio-costuzione certificata PEFC, realizzata in abete bianco con legno proveniente proprio dalla riserva Val Alba. Ecco quali sono le dotazioni del bivacco:

  • Area esterna: due panche e un punto fuoco;
  • Piano inferiore: tavolo, panche, sgabelli, 2 letti a castello (senza materassi), cassetta di primo soccorso, due mensole con generi di prima necessità e un piccolo ripostiglio con vari attrezzi e una scopa;
  • Piano superiore: due letti (senza materassi)

La nostra parte preferita del bivacco? Senza dubbio la scaletta sul retro, che permette l’uscita dalla struttura senza passare dalla botola interna. Opzione molto comoda per non disturbare i compagni di bivacco che si potrebbero sistemare al piano inferiore! 😄

Dal bivacco Bianchi al monte Chiavals

Per aggiungere chilometri e dislivello all’escursione (o per occupare parte del pomeriggio se come noi arrivate prestissimo al bivacco!), una bella destinazione da raggiungere in zona è la cima del Monte Chiavals.
Per raggiungerla, si risale dapprima un comodo sentiero attraverso i mughi in direzione della forcella che si vede chiaramente anche dal bivacco (si tratta di un sentiero segnalato comunque). La forcella non va però raggiunta: ad un certo punto, un bivio consente di prendere due direzioni per la cima. Andando verso sinistra si intravede un sentiero facile ma più lungo. Andando invece dritti, il percorso è più diretto ma anche più impegnativo (se siete escursionisti esperti vi consigliamo questa via, che è quella che ha percorso Filippo).
Dopo il bivio, la salita continua
in un ripido canalino franoso che va risalito con attenzione perchè la traccia non è evidente. Usciti dal canalino si esce in prossimità di una dolce linea di cresta non esposta che conduce alla cresta finale. L’ultimo tratto verso la cima presenta alcuni punti esposti in cui bisogna procedere con attenzione. Per la discesa sconsigliamo il canalino e vi consigliamo invece di seguire l’evidente traccia che scende verso sud: attenzione sempre a non abbandonare la traccia. Una volta raggiunta la forcella si prende il sentiero verso sinistra, che riconduce comodamente (in circa 20 minuti) al bivio iniziale, da cui si può tornare poi al bivacco.

Guarda il reel di questo trekking al bivacco Bianchi

https://www.instagram.com/reel/CTcjqy3jTHK/

Scarica gratuitamente la traccia dell’itinerario

Voi avete mai raggiunto questo bivacco? In caso di risposta negativa, speriamo di avervi ispirato una nuova escursione da mettere in lista 😉 Prima di salutarvi, ci teniamo a ricordare che i bivacchi sono ricoveri liberi e gratuiti e sta a noi escursionisti tenerli puliti, in ordine e rifornirli quando possibile. In attesa della prossima escursione, buoni trekking a tutti!

Manuela e Filippo 💙

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