Da Parma a Roma in bicicletta lungo la via Francigena: il viaggio di Chiara

Da Parma a Roma in bicicletta lungo la via Francigena: il viaggio di Chiara
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Quando cicloviaggiatori o cicloviaggiatrici mi contattano per condividere le loro avventure (conoscete la rubrica dedicata ai vostri viaggi in bicicletta vero?) su questo blog, sono sempre molto felice di dare spazio ai loro racconti. In questi anni ho letto e condiviso storie bellissime di viaggi lunghi o corti, minuziosamente preparati o improvvisati, in Italia o nel mondo. Il viaggio di oggi ce lo racconta Chiara, che ci porta alla scoperta del tratto della Via Francigena che va da Da Parma a Roma. A lei la parola!

Né la macchina, né l’aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto permettono di apprezzare così tanto ciò che ti circonda in quel momento. Impari ad essere grato, anche delle più piccole cose, come l’ospitalità delle persone o la brezza che rinfresca dall’afa.

Chiara

Una piccola presentazione: parlaci un po’ di te

Ciao a tutti! mi chiamo Chiara e ho 19 anni. Fin da piccola non sono mai stata una fan delle classiche vacanze da film con hotel e piscina. Adoro andare in campeggio, esplorare la natura e scoprire nuovi posti. Ho sempre amato l’avventura ma ho sentito parlare di cicloviaggi per la prima volta solo un anno fa, inutile dire che me ne sono subito innamorata. Le giornate di pedalata sono una sfida costante con te stesso, ma è proprio questo il bello: vivere pienamente ogni secondo del tuo viaggio e apprezzare tutti i momenti, faticosi o brutti che siano. “Non è importante la meta, ma è il viaggio quello che conta”, credo non ci sia frase più appropriata per descrivere un’avventura come questa.

Come ti è venuta l’idea del viaggio?

In realtà, non è stata una mia idea, il merito va a un amico che per primo mi ha parlato di cicloviaggi. Stava organizzando insieme a una sua amica di percorrere un tratto della Via Francigena, da Parma a Roma in bicicletta, ma cercavano un terzo membro per il viaggio. Ho accettato subito senza pensarci due volte ed è stata la scelta migliore che potessi fare!

Come sono stati i preparativi?

Ero molto emozionata all’idea di partire ma, tra i tre, ero la meno allenata e così ho iniziato a fare qualche giro vicino casa, in provincia di Lecco. Ho fatto sistemare la bici, una vecchia mountain bike che il compagno di mia mamma non utilizzava più. Visto il poco preavviso ho preferito portarla da un ciclomeccanico così da averla pronta velocemente e, una volta controllati i freni e le ruote, ho agganciato il portapacchi con le borse. Poi ho fatto una checklist con tutte le cose che avrei portato in viaggio per non dimenticare niente: dal kit di pronto soccorso, alle calze, al caricabatterie (io l’ho dimenticato a casa!). Importanti sono anche alcuni pezzi di ricambio con relativi attrezzi in caso di imprevisti e tanta acqua da avere sempre a portata di mano!

Da Parma a Roma in bicicletta: come avete scelto l’itinerario da percorrere?

L’anno precedente i miei amici avevano percorso un tratto di strada da Monza arrivando a Parma, sempre durante un cicloviaggio, così abbiamo deciso di partire da lì. Siamo arrivati in treno da Milano e abbiamo iniziato a pedalare. La Via Francigena è un percorso che attraversa l’Europa occidentale e che va dall’Inghilterra, soprattutto in Francia, fino al Sud Italia. Infatti da qui, nel Medioevo, i pellegrini si imbarcavano per la Terrasanta per intraprendere un viaggio spirituale. La cosa migliore è che esiste un sito molto dettagliato e un’app che consente la navigazione GPS per tutto il tragitto. Nelle varie città ci sono anche cartelli con riferimenti e infopoint. Come per il Cammino di Santiago puoi acquistare un libretto che servirà da credenziale con lo spazio per i timbri e la possibilità di avere sconti per pellegrini in ostelli o monasteri.

Ti è rimasto in mente un episodio particolare?

Sì, in effetti! il giorno prima di arrivare a Roma ci siamo fermati a dormire la notte in un campo vicino Viterbo. Con noi c’era anche un ragazzo conosciuto durante la giornata che ci ha raccontato di essere partito dal passo del San Bernardo con la sua graziella! Abbiamo montato le tende, mangiato e parlato fino a quando non si è messo a piovere. La mattina dopo non abbiamo fatto in tempo a svegliarci del tutto che è arrivata una mandria di mucche! Ci sfilavano davanti una dopo l’altra accanto alle nostre cose, come se niente fosse, con tanto di vitellini e sembrava non finissero più. Quando sono arrivati anche i cani da pastore ce ne siamo andati prima di incontrare qualche fattore non molto entusiasta della nostra trovata. Infatti, avevamo conosciuto un ragazzo francese della nostra età che lungo la strada ci ha raccontato di essersi trovato di fronte ad un contadino genovese che alle cinque del mattino gli ha urlato di andarsene subito via dal suo campo!

Cosa ti ha lasciato questo viaggio?

Mi ha lasciato una grande consapevolezza. Questo tipo di viaggi cambia il modo di vedere la vita, ora sono più consapevole di me stessa e del mondo attorno a me. Non importa quante volte ho pensato di non farcela, tornare indietro non era un’opzione e l’unica cosa che mi rimaneva da fare era andare avanti, fino alla fine. Con la bici puoi dire “ce l’ho fatta, da solo”. Non conta tanto la forza, quanto la determinazione, imparare ad affrontare qualsiasi problema e intanto godersi dei paesaggi mozzafiato. Perché, né la macchina, né l’aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto permettono di apprezzare così tanto ciò che ti circonda in quel momento. Impari ad essere grato, anche delle più piccole cose, come l’ospitalità delle persone o la brezza che rinfresca dall’afa.

Cosa vorresti dire a chi ci sta leggendo?

Non abbiate paura! Molte persone rimangono bloccate perché pensano di non essere abbastanza allenate, oppure che il viaggio sia scomodo, pericoloso o troppo impegnativo. In realtà sono per la maggior parte scuse, si tratta solo di volerlo davvero fare: questo non vuol dire che non bisogna informarsi sul percorso e le cose da portare con sé. Se siete agli inizi e non vi sentite ancora sicuri potete scegliere un compagno di viaggio, qualcuno che vi aiuterà e supporterà, ma non è indispensabile. Non sarà sempre rose e fiori, succederanno tante cose e accadranno un po’ di imprevisti, (sono caduta sullo sterrato e ho dovuto pedalare con un ginocchio malconcio per una settimana!), però non ti arrendere, perché ne varrà sicuramente la pena. 

Manuela (con la preziosissima collaborazione di Chiara!)

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