Trekking sul Monte Ferrara (Dolomiti Friulane): indicazioni e traccia

Trekking sul Monte Ferrara (Dolomiti Friulane): indicazioni e traccia
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Il Monte Ferrara è una montagna delle Dolomiti Friulane situata tra la parte terminale della Val Sciol de Mont e la Val della Stua, valli comprese tra le più note Val Cimoliana e Val Settimana, entrambe facenti parte del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Con i suoi 2258 metri di altezza, questa montagna domina la parte terminale della Val Cimoliana all’altezza di Pian Meluzzo e del rifugio Pordenone. La sua cima mi chiamava da diversi mesi ma solo recentemente, in una domenica libera da impegni legati al corso AIGAE che sto frequentando, sono riuscita ad organizzarmi per raggiungerla, regalandomi una bellissima e intensa escursione in questa zona del Friuli che ormai mi è entrata nel cuore. Ecco com’è andata!

L’itinerario in breve

  • Partenza: Pian Meluzzo (1200 metri)
  • Arrivo: cima del Monte Ferrara (2258 metri)
  • Chilometri: 11,6 (andata e ritorno)
  • Dislivello positivo: 1050 metri
  • Sentiero: CAI 370 + traccia (da forcella della Lama alla cima)
  • Punti di appoggio: rifugio Pordenone (inizio trekking) e casera Roncada
  • Periodo consigliato: primavera, estate e autunno
  • Tempo di percorrenza: 5 ore (pause escluse)
  • Acqua: presenti alcuni piccoli ruscelli
  • Difficoltà: EE (con brevi tratti A nell’ultimo tratto verso la cima)
  • Linea telefonica: totalmente assente

Di cosa parlerò in questo articolo

Monte Ferrara: dove lasciare l’auto e come raggiungere l’attacco del sentiero
Descrizione della salita
Il panorama dalla cima
Considerazioni sul percorso
Attrezzatura ed equipaggiamento
Scarica la traccia dell’itinerario

Guarda il reel di questo trekking sul Monte Ferrara

https://www.instagram.com/reel/Ce0GZBhjyZF/

Monte Ferrara: dove lasciare l’auto e come raggiungere l’attacco del sentiero

Il sentiero da percorrere per raggiungere la vetta del Monte Ferrara è il CAI 370, uno dei numerosi sentieri che è possibile imboccare in località Pian Meluzzo (Val Cimoliana). Una volta raggiunta Cimolais (PN) e percorsa tutta la Val Cimoliana (che in seguito agli ultimi lavori risulta sterrata solo per brevi tratti), è possibile lasciare l’auto in uno dei numerosi parcheggi sotto il rifugio Pordenone. Dato che il sentiero 370 si trova dalla parte opposta rispetto al rifugio Pordenone, potete parcheggiare negli spiazzi più lontani dal rifugio. Una breve discesa a sinistra dell’evidente ghiaione della valle Sciol de Mont conduce poi all’imbocco del sentiero.

Descrizione della salita

La salita che conduce in cima al Monte Ferrara è lunga poco meno di 6 chilometri ma presenta una grande varietà di ambienti che meriterebbero interessanti approfondimenti. Per non dilungarmi troppo, ai fini dell’escursione, vi riporto la descrizione della salita divisa in 3 settori principali.

Da Pian Meluzzo al termine del ghiaione Sciol de Mont

Una volta lasciata l’auto, un breve tratto in leggera salita nel bosco di fondovalle consente di arrivare (da sinistra) alla base del ghiaione Sciol de Mont. Chi frequenta e conosce le Dolomiti Friulane sa bene che i lunghi e impegnativi ghiaioni sono una prerogativa di quasi tutti i sentieri che consentono di raggiungere le cime di questa impervia valle. Personalmente, rispetto ad altri ghiaioni della zona ho trovato questa salita meno ripida e impegnativa: in alcuni tratti le pendenze si fanno comunque sentire e il terreno rende lenta la progressione ma in circa 50 minuti ho percorso e superato il ghiaione, non senza lasciarmi incantare dagli straordinari scorci che questa salita offre sulla Val Montanaia e il suo Campanile.

Dal termine del ghiaione a forcella della Lama

Terminato il ghiaione, indicativamente a 1500 metri di quota, il paesaggio si chiude: il trekking continua in uno splendido bosco lungo un comodo sentiero ben segnalato. A 1656 metri di quota si giunge ad un bivio nei pressi del quale è possibile scegliere se rimanere sul sentiero 370 oppure imboccare la deviazione verso Casera Roncada. Entrambi i sentieri conducono a forcella della Lama che è il punto da cui si imbocca la traccia per raggiungere la cima del Monte Ferrara. La direzione è quindi indifferente: dato che entrambi meritano un passaggio per la bellezza dei paesaggi attraversati, il mio consiglio è di raggiungere Casera Roncada all’andata e di percorrere il 370 al ritorno. Questo vi consentirà anche di variare leggermente un itinerario che in caso contrario prevederebbe andata e ritorno sullo stesso sentiero. Tra l’altro, casera Roncada si trova proprio a metà salita ed è un buon punto di sosta prima di riprendere il percorso verso la forcella e la cima.

Da forcella della Lama alla cima del Monte Ferrara

Una volta raggiunta forcella della Lama, occhi aperti 🧐 Potreste cedere alla tentazione di proseguire il trekking nel bellissimo prato che si intravede oltre alla forcella e che porta alla forcella successiva distante circa 15 minuti di cammino (forcella Savalons – 1977 metri). In realtà, pochi passi dopo forcella della Lama, sulla sinistra, si intravede un piccolo ometto di pietra che segnala l’inizio della traccia che conduce in cima al Monte Ferrara. La traccia, inizialmente poco evidente, si inerpica nel bosco per poi risalire con pendenze sempre più accentuate, una sorta di antecima. Da qui, il sentiero scende brevemente per poi risalire lo scosceso versante della montagna che degrada verso Val della Stua (dove si trovano casera Bregolina Grande e Bregolina Piccola). Gli ultimissimi metri di dislivello si sviluppano su ripide balze erbose che conducono brevemente prima in cresta e poi in cima.

Il panorama dalla cima

La giornata in cui ho raggiunto la cima del Monte Ferrara era perfetta dal punto di vista meteorologico. Ho avuto la fortuna di trovare non solo una temperatura gradevolissima ma anche una visibilità eccellente che, una volta in cima, mi ha regalato uno straordinario panorama. Ho infatti potuto ammirare non solo le maggiori cime delle Dolomiti Friulane, ma anche le Dolomiti del Cadore (ben distinguibili le imponenti sagome di Pelmo, Antelao e Punta Sorapiss) e il massiccio della Marmolada. Guardando verso il Veneto erano ben visibili anche parte delle Dolomiti Bellunesi (Sagron, Schiara e Lisser) e il massiccio del Grappa. Rimanendo in Friuli, dalla vetta del Monte Ferrara ho apprezzato la mole del Duranno (2666 metri), Cima dei Preti (2707 metri) e Cima Laste (2556 metri). Una menzione a parte meritano poi le frastagliate cime della Val Cimoliana che dalla vetta del Ferrara si ammirano in tutta la loro imponenza: cito Cima Bagni, Cridola e Crodon di Giaf per la loro mole e altezza compresa tra i 2500 e i 2900 metri di altezza. Infine, con la vetta di fronte, guardando verso destra (zona Dolomiti di Forni), svettano il Pramaggiore (2478 metri), la Torre Centrale (2331 metri) e la Torre Sud (2346 metri).

Considerazioni sul percorso

Quando parlo delle Dolomiti Friulane mi è difficile essere oggettiva perché le valli, le forcelle e i sentieri che costellano questo territorio mi hanno letteralmente rubato il cuore! Di questo itinerario ho apprezzato particolarmente la varietà di paesaggi incontrati, il panorama a 360° dalla cima e le difficoltà incontrate. A questo proposito, sarebbe più opportuno parlare di piccole sfide lungo il percorso dato che il sentiero verso la cima richiede una buona capacità di orientamento e un passo fermo e sicuro. Questa parte di percorso, infatti, presenta tratti esposti e scivolosi e in alcuni punti bisogna sapere dove mettere mani e piedi. A queste considerazioni devo aggiungere che tendenzialmente queste non sono zone battute (in una domenica di bel tempo ho incontrato solo 4 escursionisti). La via verso la cima, infine, non è assolutamente da praticare in caso di pioggia, nebbia o sentiero scivoloso e a mio avviso è consigliabile solo ad escursionisti esperti.

Attrezzatura ed equipaggiamento

L’equipaggiamento e l’abbigliamento utilizzati in questa escursione sono quelli per un trekking giornaliero in ambiente severo, impervio e senza punti di appoggio certi. Ecco cosa ho portato con me:

Equipaggiamento

Abbigliamento

Scarica la traccia dell’itinerario

Manuela

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