Come e perché sono diventata guida ambientale escursionistica

Come e perché sono diventata guida ambientale escursionistica
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A un mese esatto dal superamento dell’esame grazie al quale sono diventata guida ambientale escursionistica, trovo finalmente il tempo e le parole giuste per provare a raccontare la bellezza e la fatica di un intenso percorso formativo che ho a lungo inseguito. Per raccontarvi come tutto è iniziato, vi porto con me in un piccolo viaggio nel tempo 😉.

12 febbraio 2017

Il 12 febbraio di 5 anni fa, quando pubblicai il primo articolo di questo blog, ero una studentessa fuori sede. Pedalavo da circa un anno e per la prima volta, tra un esame universitario e l’altro, grazie al mio trasferimento in una città del nord Italia relativamente “vicina” alle montagne (Padova) avevo la possibilità di coltivare la grande passione per le alte quote che ho sempre avuto. Avevo tutto quello che mi serviva, una bicicletta e del tempo libero, per esplorare qualsiasi zona potessi raggiungere con un treno o con la forza delle mie gambe. Ricordo ancora con un pizzico di malinconia i viaggi in treno all’alba da Padova a Bassano del Grappa, che divenne ben presto il mio punto di riferimento per esplorare i rilievi della pedemontana veneta e del Trentino Orientale. La mia sete di montagne era implacabile: anno dopo anno mi allenai sempre di più per scalare tutte le salite alpine che avevo a disposizione. I paesaggi che vedevo, le emozioni che provavo e le informazioni tecniche che raccoglievo hanno dato vita a questo blog che 5 anni dopo è ancora online con oltre 200 articoli, 100.000 visitatori all’anno e sempre più contenuti dedicati anche al trekking.

La bellezza della condivisione

Articolo dopo articolo, cominciò ad aumentare il numero di persone che mi chiedevano se organizzassi escursioni guidate. All’epoca, non ne avevo la qualifica, ma riflettendoci capii ben presto che mi sarebbe piaciuto molto accompagnare persone con le mie stesse passioni nei luoghi che scoprivo. Così, alla fine del 2017 decisi che prima o poi sarei diventata una guida. Cominciai ad esplorare le varie opzioni e cercando sul web trovai il sito di AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) che tra le sue attività organizza o patrocina corsi di formazione per coloro che vogliono intraprendere questa professione. L’idea mi piacque subito ma ben presto mi scontrai con un ostacolo che mi sembrò insormontabile: la mancanza di corsi disponibili a Padova.

Le cose belle arrivano per chi sa aspettare

Da quel momento in poi visitai il sito web di AIGAE circa una volta al mese per provare ad individuare il corso giusto. L’ho fatto per quasi 4 anni: nel frattempo ho preso una laurea magistrale, ho fatto un anno di tirocinio, sostenuto l’esame di stato per diventare psicologa, trovato lavoro e persino cambiato città. In tutto questo, il corso giusto sembrava non arrivare mai. La prima occasione adatta si presentò lo scorso settembre quando venni a sapere che a Padova sarebbe stato organizzato un corso AIGAE. Dopo la preiscrizione, un colloquio conoscitivo e settimane di attesa che parvero interminabili, arrivò l’esito: non venni accettata per esaurimento del numero di posti disponibili.
Alla delusione per l’esclusione dal corso, si aggiunse il fastidio per la mancanza di spiegazioni da parte dell’ente organizzatore in merito ai criteri di composizione del gruppo classe. Ormai avevo quasi perso le speranze ma durante il mese di ottobre ricevetti una telefonata, tanto sorprendente quanto inaspettata, da parte di una delle mie coordinatrici: lo IAL, l’ente di formazione per il quale lavoro, avrebbe organizzato un corso di formazione per future guide patrocinato da AIGAE.

L’incarico più bello

È impossibile per me trovare le parole giuste per esprimere cosa provai quando mi venne proposto di organizzare il corso e, contemporaneamente, frequentarlo come allieva. Di quel mese di ottobre ricordo giornate frenetiche in cui alternavo momenti di incredulità ad altri di entusiasmo estremo. Non potevo ancora credere che sarei diventata guida ambientale escursionistica e che grazie al mio lavoro di tutoraggio avrei contribuito al successo del corso e a far sì che altre persone come me potessero realizzare questo sogno. Tutto era nuovo e stimolante: docenti da conoscere, calendario da comporre, lezioni outdoor da organizzare, futuri allievi da contattare. Da ottobre a metà febbraio, lavorai al massimo delle mie possibilità affinché tutto fosse perfetto per la prima lezione del corso, prevista il 23 febbraio 2022, giorno in cui pubblicai sui social questo post.

Il corso: 300 ore di formazione, 29 partecipanti e infiniti momenti indimenticabili

Il corso, iniziato il 23 febbraio e terminato il 18 settembre del 2021, è stato una delle esperienze professionali e personali più belle della mia vita. Tra una sfida organizzativa e l’altra, il mio timore più grande era che essere parte attiva dell’organizzazione mi avrebbe in qualche modo impedito di godermi il corso come allieva. Alcune volte questo è successo, ma nei momenti più complicati i sorrisi, il sostegno e la comprensione dei miei compagni di avventura mi hanno dato l’indispensabile spinta per risolvere imprevisti, riprogrammare lezioni saltate e continuare a lavorare al 100% affinché tutto andasse avanti come doveva. La cosa più bella che questo corso mi ha dato, al di là della formazione, sono stati i rapporti umani. In 8 mesi di formazione, 29 sconosciuti, lezione dopo lezione, sono diventati conoscenti, futuri colleghi e in molti casi persino amici. Vedere nascere e crescere i bellissimi legami che si sono creati è stata la mia più grande soddisfazione lavorativa e personale di questo intenso anno.
Ma cosa fa, di preciso, una guida ambientale escursionistica?

  • Trekking a Sella Nevea
  • Corso AIGAE FVG

Guida ambientale escursionistica: chi è e cosa fa

Una Guida Ambientale Escursionistica (o Guida Naturalistica) è un professionista che accompagna a piedi o con un altro mezzo di locomozione (non motorizzato) singoli o gruppi in ambienti naturali. Durante l’escursione, la guida si assume la responsabilità di garantire agli accompagnati la necessaria assistenza tecnica e si impegna a svolgere attività di divulgazione ambientale ed educazione alla sostenibilità. A questo link è possibile leggere la definizione estesa di questo profilo professionale e le sue relative specializzazioni. Grazie al corso di formazione che ho frequentato e alle guide che abbiamo avuto la fortuna di avere come docenti, ho scoperto un bellissimo mondo dietro questa definizione. Le modalità di organizzazione delle escursioni, le persone da accompagnare e gli ambienti naturali da far scoprire sono variabili a discrezione della guida che, letteralmente, può costruire il proprio il lavoro nelle modalità che ritiene più adeguate a sé (pur rispettando i confini tra la propria figura professionale e quelle affini ma differenti).

Che guida voglio essere?

La risposta a questa domanda, che ci è stata posta nel corso della prima lezione e rilanciata a più riprese da molti docenti del corso, è sempre stata tra le pagine di questo blog, nato per raccontare i luoghi meno conosciuti e frequentati. Il mio obiettivo, che ora perseguirò non solo come blogger ma anche come guida ambientale escursionistica, è mostrare la bellezza nascosta (o dimenticata) delle destinazioni lontane dal turismo di massa, dell’itinerario “dietro casa”, della valle alpina che solo i locali conoscono. Negli anni, ho avuto la fortuna e il privilegio di scoprire (pedalando o camminando) luoghi unici, con una bellezza intrinseca che mi ha conquistato. Di ogni itinerario raccontato in questo blog ricordo un particolare, un profumo o un incontro che mi hanno arricchito e fatto tornare felice a casa. Al di là delle sveglie all’alba, delle ore di macchina e della stanchezza di fine giornata, non smetterò mai di stupirmi del potere rigenerante che deriva dal trascorrere qualche ora o qualche giorno a contatto con la natura. Ed è proprio questo che mi impegnerò a trasmettere a coloro che mi sceglieranno come guida.

Manuela



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