La ferrata della memoria: scalata nella valle del Vajont (BL)

La ferrata della memoria: scalata nella valle del Vajont (BL)
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La ferrata della memoria, inaugurata nel 2015, è una via ferrata che si sviluppa lungo la parete destra della Valle del Vajont, a cavallo tra le province di Pordenone (Friuli) e Longarone (Belluno). Si tratta di una delle primissime vie ferrate che ho percorso e lungo la quale arrampico sempre volentieri quando ne ho la possibilità. Se stai valutando di percorrerla, questo articolo potrebbe essere utile per avere un’idea di quali sono le sue caratteristiche e criticità: scopriamole insieme.

Di cosa parlerò in questo articolo

Come raggiungere la ferrata della memoria (e dove parcheggiare)
Una ferrata per ricordare il disastro del Vajont
Ferrata della memoria: il percorso
Considerazioni
Attrezzatura ed equipaggiamento

Guarda il reel della ferrata della memoria

https://www.instagram.com/reel/CiYVIMYjYVB/

Come raggiungere la ferrata della memoria (e dove parcheggiare)

La valle del Vajont, lungo la quale si sviluppa la ferrata della memoria, è raggiungibile sia da Longarone (provincia di Belluno) che da Erto e Casso (provincia di Pordenone). Da Longarone occorre seguire le indicazioni per la diga del Vajont: una volta imboccata la salita che conduce alla diga, le indicazioni per la via ferrata si trovano in prossimità del terzo tornante. Lasciata la strada principale, una breve discesa consente di raggiungere un ampio piazzale (che si trova in prossimità del sentiero che conduce all’attacco della ferrata) dove è possibile parcheggiare e indossare il kit da ferrata.
Arrivando invece dalla provincia di Pordenone, una volta raggiunta la diga del Vajont occorre scendere in macchina verso Longarone (per poi parcheggiare nel piazzale appena citato). In alternativa, è possibile lasciare l’auto in uno dei parcheggi che si trovano in prossimità della diga e raggiungere a piedi l’attacco della via ferrata. Dato che la ferrata è percorribile solo in salita, consiglio di parcheggiare nel piazzale (in modo da iniziare la scalata più riposati) per poi tornare al parcheggio a piedi (circa 45 minuti).

Una ferrata per ricordare il disastro del Vajont

La valle del Vajont è tristemente nota per il disastro del 1963. In quell’anno, durante la notte del 9 ottobre, un’ampia porzione del Monte Toc (che sovrasta il lato sinistro della valle) franò all’interno del lago sottostante. I 300 milioni di metri cubi che si riversarono in acqua provocarono non solo l’inondazione dell’intera valle ma anche l’altissima onda che, superata la diga, si abbattè su Longarone (BL) e i paesi limitrofi spazzandoli via. Le persone che morirono a causa dell’inondazione e delle sue conseguenze furono 1917.
Oggi la valle del Vajont è compresa nell’area del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e sia la diga che quello che rimane di Erto e Casso (paesi pesantemente danneggiati dal disastro) sono visitabili. Chiunque si rechi nella valle del Vajont non può fare a meno di percepire le conseguenze del disastro, che hanno lasciato evidenti tracce in tutta l’area colpita. La ferrata della memoria è stata ideata proprio per ricordare le persone che persero la vita in questo catastrofico evento.

Ferrata della memoria: il percorso

Una volta lasciato il piazzale, le indicazioni per la ferrata della memoria conducono il visitatore all’interno di un bosco che si abbandona quasi subito per entrare all’interno di due lunghe gallerie di servizio scavate nella roccia. Per camminare in sicurezza all’interno delle gallerie sono assolutamente indispensabili il casco e una torcia frontale. Usciti dalle gallerie, il percorso continua su una lunga e suggestiva cengia orizzontale, già molto esposta, che permette di apprezzare la maestosità della stretta gola rocciosa che guarda verso Longarone. Terminata questa prima parte, il resto della ferrata della memoria ha uno svilupppo decisamente verticale con prospettive uniche sulla diga del Vajont, l’ottava più alta al mondo. Il percorso termina infine all’interno di un bosco da cui è possibile imboccare il sentiero che in circa 15 minuti di cammino porta in prossimità della Diga del Vajont e della strada che consente di tornare al parcheggio.

  • Svilippo: 700 metri
  • Dislivello positivo: 260 metri
  • Quota massima: 770 metri
  • Esposizione: sud
  • Periodo consigliato: tutto l’anno
  • Tempo di percorrenza: 2 ore
  • Linea telefonica: presente

Considerazioni

La ferrata della memoria è una via ferrata indubbiamente impegnativa caratterizzata da una forte verticalità e passaggi decisamente aerei che la rendono inadatta a chi è alle prime armi. L’umidità che risale dal torrente sottostante, combinata alla mancanza di luce solare che caratterizza la prima metà della ferrata, può rendere le rocce scivolose complicando l’ascesa. In diversi punti, i pochi appigli disponibili sono estremamente scivolosi e il superamento di molti passaggi richiede forza di gambe e soprattutto di braccia. Infine, alcune zolle erbose sulle quali potreste essere indotti a fare affidamento non sono stabili: movimenti sbagliati potrebbero causare distacchi in grado di mettere in pericolo sia voi che le persone che arrampicano sulle sezioni sottostanti. Questi fattori, che invito a non sottovalutare, rendono la ferrata della memoria un itinerario impegnativo adatto a chi ha già esperienza in questo genere di attività. Per una descrizione più dettagliata dell’itinerario, è possibile consultare il sito Ferrate 365.

Attrezzatura ed equipaggiamento

Equipaggiamento

Kit ferrata

Manuela

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