Laghetti di Zoufplan e Cimon di Crasulina: la bellezza della Carnia a 360°

Laghetti di Zoufplan e Cimon di Crasulina: la bellezza della Carnia a 360°
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Le montagne della Carnia, zona collocata nella parte nord-occidentale del Friuli-Venezia Giulia, sono costellate da una lunga serie di sentieri ed itinerari d’alta quota molto panoramici. Tanti di questi sentieri si sviluppano su fondi comodi e strade forestali di facile accesso. E’ il caso dei sentieri CAI che permettono di raggiungere i laghetti di Zoufplan e il monte Cimon di Crasulina, panoramica cima a quota 2104 metri che regala ai suoi visitatori un panorama a 360° davvero spettacolare! Scopriamo insieme le caratteristiche di questo itinerario.

L’itinerario in breve

  • Chilometri: 8,3
  • Dislivello positivo: 520
  • Quote: 1551 (minima) – 2104 (massima)
  • Tempo di percorrenza: 3 ore circa (pause escluse)
  • Sentiero: 154
  • Punti di appoggio: nessuno
  • Acqua: assente
  • Terreno: sentiero e strada forestale
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: primavera e autunno
  • Copertura di rete: assente

Di cosa parlerò in questo articolo

Dove lasciare l’auto
Descrizione dell’itinerario
Quali cime si possono ammirare
Attrezzatura ed equipaggiamento
Scarica la traccia gpx dell’itinerario

Dove lasciare l’auto

Il punto di partenza di questa escursione è la località Pian delle Streghe che è raggiungibile da Cercivento (UD), piccolo comune situato lungo la valle del But. Una volta raggiunto Cercivento, occorre imboccare la stretta e tortuosa strada asfaltata che risale le pendici del versante nord del Monte Tenchia: la strada condurrà dai 607 metri di quota di Cercivento ai 1551 metri di Pian delle Streghe, punto di partenza del trekking. A questo link trovate la posizione precisa presso cui lasciare l’auto. Viste le caratteristiche della strada (che presenta forti pendenze, curve cieche e tratti privi di protezione) consiglio di prestare la massima attenzione ed evitare la percorrenza della rotabile nei mesi in cui potrebbero esserci neve o ghiaccio.

Descrizione dell’itinerario

Parcheggiata l’auto, la strada appena percorsa diventa una forestale che conduce prima verso la cima del Monte Tenchia (1840 metri) e poi presso i laghetti di Zoufplan (1910 metri). Se alla strada forestale (larga e comoda) preferite il sentiero è possibile seguire i segnavia del CAI 154 che vi condurranno sul monte Tenchia prima e presso i laghetti di Zoufplan dopo. Superati i laghetti e continuando a camminare in quota (verso la vostra sinistra) si raggiunge l’attacco del sentiero che conduce sulla cima del Cimon di Crasulina. Questo è l’unico tratto del trekking un pochino più impegnativo in termini di pendenze. In ogni caso, niente paura 😉. La salita è davvero breve e in meno di 15 minuti il panorama che contemplerete dalla cresta e dalla cima vi farà dimenticare la fatica. Il ritorno avviene tramite lo stesso sentiero dell’andata.

Guarda il reel di questa escursione

https://www.instagram.com/reel/CWgkwU0Duce/

Quali cime si possono ammirare

Questa escursione, a livello paesaggistico, mi ha ricordato moltissimo quella fatta per raggiungere le cime dei monti Neddis, Dimon e Paularo. In entrambi i casi, affrontando relativamente poco dislivello, si possono ammirare molte delle cime delle Alpi Carniche e Giulie. Se deciderete di intraprendere questo trekking, camminando verso il Cimon di Crasulina si svelerà progressivamente alla vista la magnifica mole del Monte Coglians, che con i suoi 2780 metri è la cima più alta della regione. Guardando verso le Alpi Giulie, nelle giornate limpide, da sinistra verso destra si possono ammirare il Mangart (2677 metri), il Tricorno (2864 metri), il Montasio (2754 metri) e il Canin (2587 metri). Più vicine a noi appariranno invece le cime del Tersadia (1960 metri) e del Sernio (2187 metri). Evidenti e affascinanti sono i contrasti tra queste cime rocciose e i morbidi e arrotondati terreni sui quali stiamo camminando, modellati da secoli di glaciazioni.

Attrezzatura ed equipaggiamento

Abbigliamento

Attrezzatura

Scarica la traccia gpx dell’itinerario

Manuela

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