Casera Frate e rifugio Pradut: trekking a Claut

Casera Frate e rifugio Pradut: trekking a Claut
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In occasione delle festività pasquali del 2023, avendo un paio di giorni liberi, ho deciso di percorrere un trekking di due giorni per staccare dalla quotidianità. Come spesso accade quando questo bisogno si fa sentire, la destinazione scelta è stata una località abbastanza isolata e poco frequentata delle Dolomiti Friulane, casera Frate. Si tratta di una piccola ma accogliente casera che è possibile inserire in un percorso ad anello più ampio eventualmente spezzabile in due giorni. Vediamo come raggiungerla e cosa aspettarsi da questo trekking!


L’itinerario in breve

  • Partenza e arrivo: Claut (loc. Lesis, PN)
  • Chilometri: 12,7
  • Dislivello: 1100 metri
  • Quote: 609 metri (minima) – 1707 (massima)
  • Punti di appoggio: casera Frate e rifugio Pradut (verificare apertura)
  • Periodo consigliato: tutte le stagioni (in inverno: sci da alpinismo o ciaspole e ramponcini)
  • Tempo di percorrenza: tra le 5 e le 7 ore
  • Acqua: assente (in inverno, neve)
  • Difficoltà: EE
  • Linea telefonica: assente da Lesis al rifugio Pradut

Guarda il reel di questo trekking a casera Frate ⛰️


Di cosa parlerò in questo articolo

Dove lasciare l’auto e come raggiungere l’attacco del sentiero
Descrizione generale dell’itinerario
Casera Frate: posti letto e dotazioni
Difficoltà del trekking
Scarica la traccia gpx dell’itinerario
Abbigliamento e attrezzatura
Aspetti naturalistici e paesaggistici della zona


Dove lasciare l’auto e come raggiungere l’attacco del sentiero

Per raggiungere l’attacco del sentiero che conduce a casera Frate occorre imboccare la strada asfaltata che conduce a Lesis (PN), piccola frazione di Claut raggiungibile seguendo le indicazioni per rifugio Pradut e casera Casavento. Prima di raggiungere le case di Lesis, sulla destra, è presente un piccolo spiazzo dove parcheggiare l’auto (al lato opposto rispetto alla segnaletica verticale CAI che indica la direzione per la casera).


Descrizione generale dell’itinerario


Dal parcheggio a casera Frate

Per raggiungere casera Frate, dopo aver parcheggiato l’auto, occorre attraversare un ponte sul torrente Cellina e cominciare a camminare lungo la strada forestale di 14 chilometri che conduce al rifugio Pradut. Dopo un chilometro, la strada forestale incrocia il sentiero CAI che permette di raggiungere in modo più diretto, e decisamente più verticale, la casera. In circa due chilometri e mezzo di sentiero nel bosco, infatti, sono concentrati quasi 1000 metri di dislivello positivo. La salita è costante e, a mio avviso, resa difficoltosa dalla grande quantità di foglie presenti sul terreno (specialmente nella prima parte dell’ascesa). Una volta giunti presso la casera, che compare all’ultimo momento in un suggestivo spiazzo circondato dalle montagne, il sentiero 960 continua sotto Cima Lastruta (1754 metri) in direzione di forcella dei Tramontinis (punto più alto dell’itinerario).

Da casera Frate al parcheggio

Gli ultimi 300 metri di dislivello sono ancora nel bosco: occorre superare la forcella e cominciare la discesa verso il rifugio Pradut per godere dei primi panorami più aperti offerti da questo itinerario. Da forcella dei Tramontinis, dopo aver superato i ruderi di casera Resettum, il sentiero torna infatti sull’ampia e comoda strada forestale che conduce al rifugio Pradut (attenzione ai ciclisti) e che offre bei panorami sulle cime della Val Settimana e della Val Cimoliana. Una volta raggiunto il rifugio, che si trova a quota 1430 metri, per raggiungere il fondovalle è possibile scendere lungo la strada forestale che riporta a Lesis e che può essere abbreviata utilizzando il sentiero che in più punti taglia i tornanti.


Casera Frate: posti letto e dotazioni

Casera Frate è una struttura piccola ma accogliente. Al suo interno ci sono due posti letto (a castello, su tavolato senza materasso), un tavolo, due sedie e una stufa a legna. Sia all’interno che all’esterno della casera è disponibile legna già tagliata (da rifornire nel caso in cui si decida di accendere la stufa). Sono presenti anche alcuni attrezzi (una falce, una sega e un’accetta) e utensili (scopa, paletta, attizzatoio). Durante il mio soggiorno (aprile 2023) non ho individuato fonti d’acqua corrente presso la casera. L’esposizione a nord della struttura, tuttavia, favorisce la permanenza di nevai fino alla tarda primavera: è possibile sfruttarli per ricavare acqua (nel caso in cui si disponga di filtro e sali minerali per potabilizzarla).


Difficoltà del trekking

Dal punto di vista della sentieristica, il trekking non presenta difficoltà particolari. I sentieri sono molto ben segnalati e il percorso non presenta parti esposte nè tratti da arrampicare. Le difficoltà maggiori, specialmente in inverno, sono date a mio avviso dall’isolamento della zona (tendenzialmente poco frequentata, escludendo il tratto dal rifugio Pradut a Lesis). Occorre prestare attenzione anche alla neve: quando ho percorso questo itinerario ho utilizzato sia le ciaspole che i ramponcini nel tratto che va da casera Frate alla strada forestale per il rifugio Pradut. La neve, in questa zona, permane fino all’inizio della primavera e presenta consistenze diverse a seconda dell’esposizione del sentiero.


Scarica la traccia gpx dell’itinerario


Abbigliamento e attrezzatura


Abbigliamento

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Alimentazione e idratazione

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Attrezzatura

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Aspetti naturalistici e paesaggistici della zona

Nonostante in questa zona sia possibile percorrere itinerari meno boscosi e più panoramici (che in genere prediligo) il trekking mi è piaciuto molto perchè attraversa una zona delle Dolomiti Friulane poco frequentata e molto selvaggia. Gran parte dell’itinerario si svolge infatti sulle pendici settentrionali della catena del Resettum, caratterizzata da fitte faggete e boschi d’alta quota. Al di là degli aspetti vegetazionali, questa zona è molto interessante anche dal punto di vista geologico. La catena del Resettum è infatti interessata da fenomeni di carsismo sotterraneo: due cavità molto interessanti della zona sono in Landre Scur e il Fontanin del Fratte.


Manuela

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