Monte Verzegnis: trekking lungo l’anello delle creste

Monte Verzegnis: trekking lungo l’anello delle creste
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Tra i tanti trekking che aspettano di essere raccontati sul blog, ce n’è uno fatto lo scorso autunno che volevo assolutamente condividere! Sto parlando di un bellissimo itinerario ad anello che a mio avviso è perfetto per le mezze stagioni e vi regalerà belle soddisfazioni sia dal punto di vista della sentieristica che dei panorami. Sto parlando del trekking che consente di percorrere a piedi le creste del gruppo Verzegnis (1914 metri), monte delle Prealpi Carniche. Andiamo a scoprire meglio questo itinerario!


  • Partenza e arrivo: cima del passo Sella Chianzutan (954 metri)
  • Chilometri: 10
  • Quote: 954 minima – 1852 massima
  • Dislivello: 1000 metri
  • Punti di appoggio: nessuno
  • Periodo consigliato: tarda primavera/inizio estate e autunno
  • Tempo di percorrenza: tra le 6 e le 7 ore
  • Acqua lungo il percorso: assente
  • Difficoltà: EE (presenti tratti da arrampicare prima della cima)
  • Linea telefonica: parziale
  • CAI: sentiero 806

Di cosa parlerò in questo articolo

Come raggiungere il punto di partenza e dove parcheggiare
Descrizione dell’itinerario
Eventuali varianti
Curiosità sulla cava di marmo del Monte Verzegnis
Scarica la traccia gpx del trekking


Come raggiungere il punto di partenza e dove parcheggiare

Il punto di partenza di questo trekking è la cima della salita che porta a Sella Chianzutan, valico che collega la Carnia e la Val d’Arzino. Tempo fa avevo percorso in bicicletta proprio il versante della salita che risale la Val d’Arzino apprezzando molto l’isolamento e i panorami offerti da queste zone. Una volta giunti in cima al passo è possibile parcheggiare l’auto nell’ampio spazio presente presso il ristorante “In Sella” (che personalmente ho sempre trovato chiuso). Occorrerà poi attraversare la strada fino ad incontrare i segnavia con l’indicazione del sentiero CAI 806.

Descrizione dell’itinerario

Premesso che l’itinerario descritto è percorribile anche in altre varianti che permettono di allungare o accorciare il percorso, ecco come si sviluppa l’itinerario da noi seguito (quel giorno ero in compagnia di due care amiche, Alessia e Beatrice).

Da Sella Chianzutan a casera Val (via sentiero Agarat)

Lasciato il passo, abbiamo imboccato il sentiero 806. Dopo aver raggiunto e superato malga Mongranda abbiamo continuato a camminare lungo la strada forestale (indicazioni: sentiero Agarat in direzione Monte Verzegnis – Casera Val – Sentiero delle Creste) fino ad intercettare il ripido sentiero che ci ha condotto a casera Val (in due chilometri supera 600 metri di dislivello). Questo sentiero, che si inerpica ripido all’interno di una suggestiva faggeta, intercetta presso casera Val il sentiero CAI 806. La variante da noi percorsa è sicuramente il percorso consigliato se avete in programma di raggiungere la cima del monte Verzegnis (in quanto è quello che vi avvicina maggiormente all’attacco del sentiero per la vetta che si trova a 1914 metri). Per motivi di tempo, quel giorno abbiamo deciso di non raggiungere la cima del Verzegnis e, dopo una pausa, siamo ripartite verso l’imbocco vero e proprio del sentiero delle creste.

Da casera Val al monte Lovinzola (1868 metri)

Lasciata la casera, un ultimo tratto di ripida salita conduce finalmente in cresta: da qui, l’itinerario è caratterizzato da una serie di lunghi saliscendi al termine dei quali si raggiunge la cima del monte Lovinzola. Questa è sicuramente la parte più spettacolare e panoramica del trekking: le creste infatti offrono un panorama a 360 gradi sulle Alpi e Prealpi Carniche e sulla mole del monte Verzegnis che, procedendo verso il Lovinzola, ci si lascia alle spalle. Nonostante l’indubbia bellezza del paesaggio è fondamentale mantenere alta l’attenzione in quanto diversi tratti di questo sentiero sono stretti ed esposti e l’intero tratto di cresta richiede la massima concentrazione dall’inizio alla fine. Verso il termine del percorso di cresta, un tratto più ripido degli altri è stato attrezzato con un cavo metallico (che però è molto lasco). Attenzione anche a non perdere di vista i segnavia che in alcuni punti sono sbiaditi o celati dalla vegetazione d’alta quota.

Dal monte Lovinzola a Sella Chianzutan

Dal monte Lovinzola comincia la lunga discesa che riporta a Sella Chianzutan e tocca alcune infrastrutture legate all’estrazione del marmo rosso del Monte Verzegnis. Superata la cava di marmo si incontrano infatti i binari della ferrovia che trasportava il materiale estratto verso la teleferica i cui piloni di discesa sono ancora visibili andando in direzione di Sella Chianzutan. Binari, vecchi carrelli e stazioni intermedie della teleferica rendono la discesa più simile a un viaggio nel tempo che ad un trekking! Lungo il percorso si trovano anche alcuni pannelli che raccontano la storia della cava e le fatiche del duro lavoro di estrazione. Scendendo di quota il paesaggio cambia rapidamente e, perdendo metri di dislivello, si passa progressivamente dalle radure dei 1700 metri alle faggete che conducono a Sella Chianzutan.


Eventuali varianti

Oltre a seguire il sentiero 806 come via di salita, l’itinerario descritto si presta anche ad altre varianti. Come prima variazione, mantenendo un senso orario di percorrenza, è possibile evitare il sentiero delle creste per rimanere su un itinerario più basso che attraversa il pianoro alla base delle creste mantendosi sui 1600 metri di quota. Consiglio questa opzione agli escursionisti meno esperti o che vogliono evitare i tratti esposti. Un’altra variante che può essere presa in considerazione per la discesa è il sentiero che, dopo aver superato la cava di marmo, aggira il colle dei Larici per poi scendere verso Sella Chianzutan (sentiero CAI 809). Prima di scegliere l’itinerario che fa al caso vostro, studiate comunque la mappa della zona per evitare di improvvisare o ritrovarvi a percorrere un trekking fuori dalla vostra portata.


Curiosità sulla cava di marmo del Monte Verzegnis

La cava di marmo rosso del monte Verzegnis è situata sul versante nord-est del monte Lovinzola.
Per scoprire le origini della cava dobbiamo tornare indietro al 1922, anno in cui alcuni imprenditori locali cominciarono l’attività estrattiva. Nel 1923 la cava venne presa in gestione dalla tolmezzina Società Anonima Industria Marmi che la sfruttò fino al 1981. I binari che si percorrono durante il trekking risalgono al 1926. Attualmente l’impianto è dismesso.


Scarica la traccia gpx del trekking


Manuela

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