Lago di Sorapis: informazioni sul (non facile) trekking

Lago di Sorapis: informazioni sul (non facile) trekking
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Il lago di Sorapis è senz’altro una delle mete più famose e frequentate delle Dolomiti.
La fama di questa destinazione è dovuta, oltre alla bellezza delle cime dolomitiche del Sorapiss, alle acque turchesi che caratterizzano questo specchio d’acqua situato a 2000 metri di quota. Dopo cinque anni dal mio primo trekking qui in compagnia della mia amica Eleonora, recentemente ho avuto l’occasione di percorrere nuovamente il sentiero che dal passo Tre Croci (Cortina) conduce al lago. In questo articolo condivido quello che c’è da sapere per affrontare questo percorso in sicurezza. Infatti, benchè questo percorso venga descritto su molti siti come semplice e adatto a tutti, il sentiero presenta diverse criticità che possono rendere il trekking difficoltoso per persone poco abituate a frequentare la montagna.


L’itinerario in breve

  • Partenza: Passo Tre Croci (Cortina, BL) – 1800 metri
  • Arrivo: lago di Sorapis (2000 metri)
  • CAI: sentiero 215 (non adatto a chi soffre di vertigini)
  • Chilometri: 12
  • Dislivello: 500 metri
  • Punti di appoggio: rifugio Vandelli (aperto da giugno a settembre)
  • Periodo consigliato: estate
  • Divieti: campeggio e balneazione
  • Tempo di percorrenza: tra le 4 e le 5 ore (andata e ritorno pause escluse)
  • Acqua potabile: assente lungo il percorso
  • Difficoltà: EE (presenti alcuni tratti con cavo, scalette e sentiero molto esposto)
  • Linea telefonica: parzialmente presente

Di cosa parlerò in questo articolo

Lago di Sorapis: dove parcheggiare
Descrizione dell’itinerario
Criticità del sentiero
Considerazioni personali
Abbigliamento consigliato
Scarica la traccia gpx dell’itinerario
Curiosità: perchè il lago di Sorapis ha questo colore?

Guarda il reel di questo trekking al lago di Sorapis ⛰️
09 – 09 – 2023


Lago di Sorapis: dove parcheggiare

Il parcheggio più vicino all’attacco del sentiero per il lago di Sorapis è la cima del passo Tre Croci, raggiungibile in circa 15 minuti da Cortina d’Ampezzo (BL) e in 10 minuti dal lago di Misurina (BL). Per non avere problemi di parcheggio, vista l’alta densità di escursionisti che frequentano la zona, consiglio di arrivare al passo tra le 7 e le 9 di mattina. È possibile parcheggiare l’auto lungo la strada vista la mancanza di spiazzi appositi. Durante la salita e le manovre di parcheggio prestate molta attenzione alla strada: il passo, infatti, è frequentato da moltissimi ciclisti.


Descrizione dell’itinerario

Lasciato il passo Tre Croci e imboccato il sentiero CAI 215, il trekking comincia su una comoda e larga strada forestale in leggera discesa. Dopo il primo chilometro e mezzo, le pendenze cominciano ad aumentare: per raggiungere il lago di Sorapis, infatti, si alternano punti più ripidi ad altri di falsopiano. Le criticità iniziano circa a metà sentiero con una cengia esposta (attrezzata con cavo) seguita da alcune scalette metalliche inframezzate da rocce da arrampicare. Superati i tratti attrezzati, dopo un’ultima salita più ripida, le pendenze si addolciscono e il rifugio Vandelli ormai in vista indica che manca poco all’arrivo al lago. Quest’ultimo, trovandosi in una conca, si svela alla vista proprio all’ultimo momento imprimendo un’immagine di intensa bellezza nell’anima di chi lo vede per la prima volta. L’emozione è amplificata dai panorami che il lago offre su alcuni dei luoghi più iconici della zona come il Monte Cristallo, che svetta sopra Cortina con i suoi 3221 metri di altezza, e le Tre Cime di Lavaredo.


Criticità del sentiero

Sebbene il sentiero presenti un chilometraggio e un dislivello abbastanza contenuto, a mio avviso i fattori di criticità sono determinati dalla combinazione tra l’elevato flusso di escursionisti e la presenza di passaggi stretti ed esposti. Una prima difficoltà si incontra presso la cengia, attraversata per forza di cose in entrambi i sensi di percorrenza. Va da sè che l’escursionista che si pone al lato del cavo lascia libero (per chi sale o chi scende) il lato che da sul burrone, coperto alla vista solo dai pini mughi che di certo non impedirebbero una caduta con conseguenze letali. Più avanti, molti punti del sentiero, non attrezzati con scalette, presentano radici affioranti oltre che rocce rese praticamente lisce (e quindi molto scivolose) dal continuo passaggio. La presenza di questi punti e di escursionisti occasionali e non preparati crea situazioni potenzialmente pericolose oltre che rallentamenti e, in molti punti, vere e proprie congestioni sul sentiero.


Considerazioni personali

Senza entrare nel merito di considerazioni riguardo l’eccessiva frequentazione di alcune mete dolomitiche, mi limito a consigliarvi di visitare (se potete) il lago di Sorapis in un giorno infrasettimanale. Io ci sono andata di domenica soltanto perchè ero già in zona (il giorno prima ho raggiunto il Cristallo di Mezzo e il Cristallino d’Ampezzo in compagnia di mio papà) ma, visto l’affollamento, non mi sono goduta il percorso. Volendo chiudere queste considerazioni con una nota positiva, una cosa che mi ha fatto molto piacere è stata la scarsità di rifiuti trovati lungo il sentiero. Durante il mio primo trekking qui ne avevo raccolti veramente tanti: questa volta, trovare un sentiero quasi privo di rifiuti mi ha fatto ben sperare in un cambio di rotta nel rispetto verso la montagna. Possiamo e dobbiamo lavorare ancora tanto per ridurre il nostro impatto su ecosistemi così delicati ma è sicuramente un buon inizio lasciare meno tracce possibili del nostro passaggio.


Abbigliamento consigliato

Il sentiero che conduce al lago, come anticipato, è molto battuto. Tuttavia, la presenza di tratti scivolosi rende necessarie calzature esclusivamente da trekking e con suola ben scolpita. Ecco alcuni consigli relativi all’abbigliamento e all’equipaggiamento consigliato.


Scarica la traccia gpx dell’itinerario


Curiosità: perchè il lago di Sorapis ha questo colore?

Il lago di Sorapis è incastonato in una conca situata nel massiccio del Sorapis (la cui cima più elevata, Punta Sorapis, raggiunge i 3205 metri di altezza. Il massiccio rappresenta uno dei principali gruppi delle Dolomiti Ampezzane. È proprio alla Dolomia che è riconducibile il famoso colore di questo lago naturale di origine glaciale. Il lago è infatti alimentato da un ghiacciaio le cui acque di scioglimento venendo a contatto con i calcari contenuti nella Dolomia assumono un aspetto lattiginoso. Un’ultima curiosità? Il torrione roccioso che sovrasta il lago è alto 2603 metri ed è chiamato “Dito di Dio”. Percorrere le rive del lago a piedi vi darà modo di apprezzare gli incredibili panorami offerti da questo luogo unico al mondo.

Manuela

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2 thoughts on “Lago di Sorapis: informazioni sul (non facile) trekking”

    • Ciao Marcella! Non abbiamo calcolato con precisione la lunghezza dei tratti esposti dato che ce ne sono diversi. Sicuramente si tratta di un sentiero facile (abbiamo visto anche famiglie con bambini), ma come ogni sentiero di montagna va affrontato con attenzione.

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