Giro del monte Pelmo (in senso antiorario): spettacolare trekking sulle Dolomiti di Zoldo

Giro del monte Pelmo (in senso antiorario): spettacolare trekking sulle Dolomiti di Zoldo
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Il giro del Monte Pelmo, che con i suoi 3168 metri di altezza rappresenta una delle cime più importanti di tutte le Dolomiti, è uno spettacolare trekking che consente di girare attorno a questa montagna per apprezzarne i diversi ambienti e versanti. L’itinerario classico è un giro ad anello in senso antiorario che prevede partenza e arrivo presso il passo Staulanza: torno a fare questo trekking circa una volta all’anno per cui posso dire di conoscerlo abbastanza bene. Scopriamone insieme le caratteristiche!


L’itinerario in breve

  • Partenza e arrivo: Passo Staulanza (1773 metri)
  • Quota massima: 2481 metri (forcella d’Arcia)
  • Chilometri: 12,4
  • Dislivello positivo: 881 metri
  • Sentiero: CAI 472
  • Punti di appoggio: rifugio Venezia
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno
  • Tempo di percorrenza: 5 ore (pause escluse)
  • Acqua: presenti alcuni ruscelli nei primi chilometri
  • Difficoltà: EEA
  • Linea telefonica: parzialmente presente

Di cosa parlerò in questo articolo

Giro del Pelmo: dove parcheggiare?
Descrizione dell’anello
Considerazioni sull’itinerario
Attrezzatura ed equipaggiamento
Scarica la traccia dell’itinerario

Guarda il reel di questo anello

https://www.instagram.com/reel/CVYWiyPDekW/

Giro del Pelmo: dove parcheggiare?

Il punto più comodo dove lasciare l’auto è la cima del passo Staulanza (1773 metri), valico che collega la Val di Zoldo con la Val Fiorentina (Belluno). In prossimità dell’omonimo rifugio, posto proprio sulla cima del passo, sono disponibili alcuni parcheggi (in ogni caso, meglio arrivare prima delle 8 per non rischiare di trovare tutto pieno). Ecco la posizione precisa da impostare sul navigatore.


Descrizione dell’anello

Il giro del Monte Pelmo, lungo quasi 13 chilometri, può essere suddiviso in tre parti che differiscono tra loro sia dal punto di vista paesaggistico che da quello escursionistico. Scopriamole insieme.

Da passo Staulanza al rifugio Venezia

La prima parte dell’itinerario, che consente di raggiungere il rifugio Venezia, è prevalentemente boscosa. Partendo dal passo Staulanza si segue il sentiero CAI 472 che si sviluppa in direzione sud-est costeggiando le scoscese pareti del monte Pelmetto (2990 metri). La prominenza di questa montagna è pienamente apprezzabile quando si esce dal bosco e si comincia a camminare attraverso una vasta distesa di pini mughi. Da questo punto in poi, il sentiero comincia a salire e terminati i mughi il paesaggio si apre notevolmente permettendo all’escursionista di apprezzare anche le pareti del Pelmo. Durante questa prima parte dell’anello le pendenze non sono costanti: si alternano tratti in salita ad altri in discesa ma non mancano parti pianeggianti o in falsopiano. In ogni caso, i fondi dei sentieri non presentano alcuna difficoltà e questa prima parte del giro è classificato come escursionistico. Dal punto di vista delle tempistiche, dal passo Staulanza al rifugio Venezia, che sorge sulle pendici sud-orientali del Pelmo, occorrono circa 2 ore e 30 minuti.

  • Dolomiti
  • Giro del Monte Pelmo (indicazioni CAI)
  • Giro del Monte Pelmo
  • Giro del Monte Pelmo (in prossimità del rifugio Venezia)
  • Giro del Monte Pelmo

Dal rifugio Venezia a forcella d’Arcia

Superato il rifugio Venezia, che trovandosi a metà itinerario è perfetto per una pausa lungo il tragitto, il sentiero volge decisamente verso nord. Da questo punto in poi l’ambiente cambia completamente: salutati i prati del rifugio, comincia la lunga salita verso il punto più alto dell’anello, forcella d’Arcia, che si trova a quota 2481 metri. Il sentiero che sale verso la forcella è caratterizzato da un fondo prevalentemente ghiaioso e da una salita costante che nei punti più scoscesi è agevolata da corde fisse (sentiero Flaibani). In alcuni tratti, leggermente esposti, è necessario un passo sicuro: sconsiglio la salita verso la forcella a chi dovesse soffrire di vertigini. Questo tratto è infatti classificato come EEA (quindi un sentiero per escursionisti esperti con tratti alpinistici). In questa seconda parte del trekking il verde del bosco è un lontano ricordi: si procede in ambiente roccioso caratterizzato da ghiaioni e grandi massi.

  • Salita a forcella d'Arcia (Monte Pelmo)
  • Salita a forcella d'Arcia (Monte Pelmo)
  • Monte Pelmo

Da forcella d’Arcia al passo Staulanza

Raggiunta e superata la forcella, la lunga discesa verso il punto di partenza si svolge sull’ampio, e a tratti faticoso, ghiaione che aggira la Spalla Est del Pelmo: per questo tratto è possibile scegliere se rimanere sul sentiero classico che scende sulla destra della conca, oppure percorrere il suo lato sinistro che si snoda proprio sotto le pareti della montagna. Indipendentemente dal sentiero che sceglierete, ogni tanto fermatevi ad ammirare lo straordinario panorama alla vostra destra, dominato dalle Dolomiti della conca ampezzana. Entrambi i sentieri si ricongiungono a 2090 metri di quota, punto in cui l’itinerario svolta decisamente verso ovest in direzione del passo Staulanza. In questo punto occorre prestare attenzione ad una grande frana che negli ultimi due anni sta avanzando verso il fondovalle e che ha portato via parte del sentiero. Dalla fine del ghiaione e, superata la frana, il passo Staulanza dista circa 30 minuti e si raggiunge attraverso un sentiero che si snoda tra i pini mughi e sotto il bosco.

  • Dolomiti

Considerazioni sull’itinerario

I motivi che mi hanno portato ad apprezzare questo trekking sono riconducibili alla grande varietà di ambienti attraverso i quali si sviluppa l’anello. Si passa da boschi di media quota a grandi distese di mughi, da verdi prati alpini a selvaggi ghiaioni. Il filo rosso che unisce questi ambienti è il massiccio del Pelmo, le cui alte pareti dolomitiche incombono sui sentieri dell’anello in tutta la loro maestosità. Notevoli sono anche gli scorci su altre famose cime dolomitiche: il Civetta, il Coldai, il Sella, la Marmolada e il Nuvolau, solo per citarne alcune. Un motivo in più per percorrere questo itinerario? Girando attorno al Pelmo avrete un piccolo assaggio degli scenari che caratterizzano la parte centrale della famosa Alta Via delle Dolomiti 1, che in parte segue proprio l’anello appena descritto. Se volete scoprire di più su questo itinerario i miei diari di viaggio sono disponibili qui (prima parte) e qui (seconda parte).


Attrezzatura ed equipaggiamento

Equipaggiamento

Abbigliamento


Scarica la traccia dell’itinerario


Manuela

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