Trekking al rifugio Città di Carpi: un balcone sui Cadini di Misurina

Trekking al rifugio Città di Carpi: un balcone sui Cadini di Misurina
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Durante questo mese, insieme a due cari amici, ho avuto modo di percorrere un bellissimo trekking in una zona delle Dolomiti Ampezzane per me inedita, quella dei Cadini di Misurina. Partendo dalla località Valbona abbiamo raggiunto il rifugio Città di Carpi per poi rientrare al punto di partenza passando per malga Maraia. È stato sicuramente uno dei trekking più belli ed emozionanti di tutto l’inverno 2023-24, anche grazie alla giornata limpida e al paesaggio innevato che abbiamo avuto la fortuna di trovare: ecco i dettagli di questo itinerario!


L’itinerario in breve

  • Punto di partenza: Albergo Cristallo (Auronzo di Cadore)
  • Chilometri: 13,6
  • Dislivello: 860 D+
  • Durata: 4/5 ore
  • Quote: minima 1366 metri – massima 2109 metri
  • Periodo consigliato: tutto l’anno
  • Fondo: strada forestale e sentiero
  • Acqua: assente
  • Linea telefonica: parzialmente presente
  • Punti di appoggio: malga Maraia (in discesa percorrendo il trekking in senso orario, 1 chilometro e mezzo dopo il rifugio Città di Carpi)

Trekking al rifugio Città di Carpi: descrizione (in senso orario) dell’itinerario
Il panorama dal rifugio Città di Carpi
Traccia gpx dell’itinerario
Equipaggiamento e abbigliamento
Considerazioni sull’itinerario

Guarda il reel di questo trekking al rifugio Città di Carpi ⛰️

periodo: gennaio 2024


Dopo aver lasciato l’auto presso il parcheggio dell’Albergo Cristallo, per intercettare il sentiero di salita si seguono le indicazioni CAI presenti ai margini del parcheggio (sentiero 120). Da qui fino al rifugio Città di Carpi, l’itinerario si sviluppa costantemente in salita sia su sentiero (con pendenze più impegnative) che su strada forestale (con pendenze più blande). Una volta raggiunto il rifugio, di cui vi consiglio di verificare i periodi di apertura, noi abbiamo raggiunto abbastanza rapidamente malga Maraia attraverso una traccia che si sviluppa in discesa e che abbiamo avuto la fortuna di trovare già battuta da altri escursionisti. In alternativa, tornando indietro sulla strada forestale appena percorsa, al tornante che si intercetta a quota 1850 metri è possibile prendere la deviazione per la malga invece di continuare a scendere sulla strada forestale. Dalla malga, poi, ci si ricongiunge facilmente a questa strada che è anche quella che conduce al parcheggio.


Nonostante gran parte del trekking si sviluppi in ambiente boschivo, il panorama che ci si guadagna dopo aver raggiunto il rifugio Città di Carpi è davvero straordinario. Da qui, infatti, si possono contemplare da una posizione davvero privilegiata non solo i Cadini di Misurina (la cui cima più alta raggiunge i 2839 metri) ma anche altre importanti cime dolomitiche come la Croda dei Toni (3095 metri) e l’Antelao (3264 metri). Dal rifugio, inoltre, volgendo lo sguardo verso sud-ovest si possono ammirare alcune delle cime più maestose del Cadore: cima Belprà (1917 metri), Torre dei Sabbioni (2531 metri), Punte Tre Sorelle (2980 metri) e Punta Sorapiss (3205 metri).



A scapito delle foto, che ci ritraggono in una giornata luminosa e assolata, durante questo trekking abbiamo incontrato un clima davvero rigido camminando per la maggior parte del tempo tra -15 e 0 gradi. In giornate come queste è essenziale dotarsi di un abbigliamento a strati in modo da prevenire un’eccessiva sudorazione ma anche di proteggere le parti del corpo più delicate. Oltre a guanti, scaldacollo e cappello da trekking, ecco cosa avevo con me.

Abbigliamento
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Calzini: https://www.oxeego.com/it/18-outdoor
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Equipaggiamento
– Zaino 26 litri: https://www.ospreyeurope.com/shop/gb_en/osprey-stratos-26-s22
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La splendida, seppur fredda, giornata che abbiamo scelto per percorrere questo itinerario, unita all’ottima compagnia di Massimiliano e Michele, hanno reso questo trekking davvero speciale! A mio parere si tratta di un percorso non particolarmente impegnativo e, soprattutto, sicuro dal punto di vista delle valanghe, perfetto per chi vuole raggiungere i 2000 metri di quota anche in inverno senza correre particolari rischi. Lo consiglio? Assolutamente si 🤩

Manuela

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