Bivacco dei Loff (prealpi trevigiane): facile trekking ad anello

Bivacco dei Loff (prealpi trevigiane): facile trekking ad anello

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Nel corso di un fine settimana di marzo dal meteo piuttosto instabile, in compagnia di Jess (meglio conosciuta sui social come @jessmontanara 😉) ho deciso di esplorare una zona delle prealpi trevigiane dove ero passata percorrendo in bici la salita per il passo San Boldo. La destinazione che abbiamo scelto per il nostro trekking era il bivacco dei Loff, ricovero facente parte di un anello escursionistico più ampio che abbiamo percorso con piacere e del quale abbiamo apprezzato la varietà di scorci e paesaggi. Scopriamo insieme questo facile e piacevole itinerario delle prealpi trevigiane!


Questo percorso rientra tra le attività che propongo come GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA.
Vuoi scoprirlo durante una delle mie escursioni? Contattami per conoscere le prossime date disponibili o per prenotare l’escursione: 3513301157 (telefono) – cyclinginlove@gmail.com (mail)


L’itinerario in breve

  • Punto di partenza: passo San Boldo (TV)
  • Chilometri: 9,1
  • Sentieri CAI: 991
  • Dislivello: 555 metri
  • Durata: 4/5 ore
  • Quote: minima 702 metri – massima 1263 metri
  • Periodo consigliato: tutto l’anno
  • Fondo: strada forestale e sentiero
  • Acqua: assente
  • Linea telefonica: presente
  • Punti di appoggio: bivacco dei Loff, casera Vallon Scuro e casera Costacurta (non gestiti)

Guarda il reel di questo trekking al bivacco dei Loff ⛰️

Periodo: marzo 2024


La partenza e l’arrivo di questo trekking coincidono con la cima del passo San Boldo, valico prealpino che mette in comunicazione la provincia di Treviso (la salita si imbocca dalla località Tovena, TV) con la Valbelluna. Durante la salita al passo San Boldo invito a prestare la massima attenzione perchè questa strada è molto frequentata dai ciclisti e, nel tratto in cui cominciano le gallerie, il traffico in salita e discesa è regolamentato da una serie di semafori a causa delle ridotte dimensioni della carreggiata. Una volta raggiunta la cima del passo è possibile lasciare l’auto presso questo parcheggio gratuito.


Dal passo San Boldo al bivacco dei Loff (3,2 chilometri)

Premesso che l’anello proposto può essere percorso sia in senso orario che in senso antiorario, la descrizione che segue ripercorre l’itinerario in senso orario. Dal parcheggio, andando verso il ristorante Laris, sul retro della struttura si incrociano i segnavia CAI del sentiero 991 che sale in direzione del primo bivacco, quello dei Loff. I primi metri di dislivello si sviluppano su strada asfaltata: il sentiero vero e proprio, che si sviluppa lungo il versante sud-occidentale del monte Agnellezze (1185 metri) comincia dopo circa un chilometro. Inizialmente si sale nel bosco ma poco dopo la vista si apre lasciando lo sguardo libero di contemplare le cime della catena prealpina che si affacciano sulla pianura. Un bellissimo traverso, a tratti leggermente esposto, conduce infine presso il bivacco dei Loff che, incastonato in una suggestiva parete rocciosa, si svela all’ultimo momento agli occhi degli escursionisti.


Dal bivacco dei Loff a casera Vallon Scuro (4,5 chilometri)

Dopo aver trascorso un colorito pomeriggio e un’altrettanto vivace notte in bivacco (a causa degli innumerevoli tentativi, falliti, di far partire il fuoco), io e Jess abbiamo salutato il bivacco incamminandoci verso una vetta poco distante intravista il giorno precedente, cima Vallon Scuro (1286 metri). L’itinerario di salita segue le tracce del “Trail del Gevero” e si sviluppa su un sentiero aperto molto panoramico e diretto che in meno di un’ora consente di raggiungere la cima. Sorprendente è la vista che si apre una volta raggiunta la cresta della montagna: l’ultimo tratto del sentiero per la cima offre infatti una magnifica panoramica sulle Dolomiti Bellunesi e le Vette Feltrine. Dalla cima abbiamo poi seguito le indicazioni per casera Vallon Scuro, struttura che si raggiunge abbastanza rapidamente dalla vetta (circa 15 minuti). La casera, molto più grande del bivacco presso cui abbiamo pernottato, si sviluppa su due piani e disponde anche di un ampio spazio esterno.


Da casera Vallon Scuro a casera Costacurta e passo San Boldo (9,1 chilometri)

Da casera Vallon Scuro, l’itinerario torna ad alternare tratti aperti ad altri che si sviluppano nel bosco.
Si cammina tra larici, abeti e pini in un ambiente completamente diverso da quello attraversato nella prima parte dell’itinerario, caratterizzato invece da affacci sulla pianura e boschi composti da faggete miste. Il sentiero per raggiungere casera Costacurta, molto piacevole da percorrere, alterna alcuni saliscendi e per un brevissimo tratto incrocia quello percorso il giorno precedente poichè la direzione da seguire torna ad essere quella per il passo San Boldo. Casera Costacurta, quella che ci è piaciuta di più tra quelle comprese in questo itinerario, occupa una piccola porzione di un ampio prato ed è stata recentemente ristrutturata dopo una serie di spiacevoli atti vandalici che avevano compromesso gli interni e la stufa. Dalla casera, l’itinerario di rientro per il passo San Boldo si sviluppa tutto in discesa prima su sentiero e poi su ampia strada forestale.


Come anticipato a inizio articolo, abbiamo apprezzato molto questo itinerario, sia per i sentieri lungo i quali si sviluppa sia per i costanti cambi di paesaggio che in meno di dieci chilometri permettono all’escursionista di immergersi in molti ambienti diversi. Una considerazione a parte va fatta sui tre ricoveri incontrati lungo il percorso i quali, essendo molto accessibili presentano le problematiche dei bivacchi facili da raggiungere (come l’affollamento nei fine settimana e limitate o inesistenti riserve di legna secca da ardere). Se programmate di pernottare in una di queste strutture scegliete, se possibile, giornate infrasettimanali per respirare la pace e la tranquillità che questi luoghi possono offrire.


Ecco cosa ho utilizzato per questo trekking.

Abbigliamento

Equipaggiamento



Manuela

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