Bivacco Greselin: informazioni sul percorso e traccia gpx

Bivacco Greselin: informazioni sul percorso e traccia gpx
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È passato poco più di un anno da quando in compagnia di un mio amico, Luigi, ho trascorso una notte nell’isolato bivacco Greselin, collocato in uno degli spettacolari scenari offerti dal Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Situato su un pianoro sottostante Cima dei Frati (2355 metri) e Cima dei Preti (2707 metri), questo bivacco domina dall’alto dei suoi 1920 metri la piana di Cimolais e l’ingresso in Val Cimoliana. Scopriamo insieme come raggiungerlo!


L’itinerario in breve

  • Punto di partenza: ponte Compol, Cimolais (PN)
  • Chilometri: 4,5
  • Sentieri CAI: 358
  • Dislivello: 1300
  • Durata: tra le 3 e le 4 ore (solo andata)
  • Quote: minima 700 metri – massima 1920 metri
  • Periodo consigliato: tarda primavera, estate, inizio autunno (prima della neve)
  • Fondo: sentiero
  • Acqua: presenti sorgenti in prossimità del bivacco (da filtrare)
  • Linea telefonica: parzialmente presente
  • Punti di appoggio: bivacco Greselin

Guarda il reel di questo trekking al bivacco Greselin ⛰️

Periodo: giugno 2023

Dove parcheggiare
Descrizione dell’itinerario
Bivacco Greselin
Abbigliamento e attrezzatura utilizzati
Bivacco Greselin: scarica la traccia gpx


Il punto di partenza del trekking che conduce al bivacco Greselin è la località ponte Compol, situata 3,6 chilometri dopo il paese Cimolais (PN). Presso ponte Compol è infatti presente un parcheggio abbastanza ampio (e non molto frequentato) dove è possibile lasciare l’auto e cominciare a camminare. Ecco il link da impostare sul navigatore.


Il sentiero che permette di raggiungere il bivacco Greselin è indubbiamente molto impegnativo. Oltre 1000 metri di dislivello sono infatti concentrati in meno di 5 chilometri. Alle severe pendenze si aggiunge anche un fondo particolarmente sconnesso che mette a dura prova le gambe sia in salita che in discesa. Vediamo nel dettaglio come si sviluppa l’itinerario.


Dal parcheggio alla Val dei Tass

Lasciato il parcheggio alle spalle, il sentiero da imboccare è il CAI 358 che comincia costeggiando il torrente Compol e dopo un breve tratto allo scoperto (in cui potrete godervi lo scenografico scorcio sul monte Duranno) piega verso destra entrando nel bosco. Questo primo tratto offre già un anticipo di quelle che saranno le pendenze del trekking. Raggiunto e superato il bivio con il sentiero CAI 374 (che conduce a casera Lodina), il CAI 358 piega di nuovo a destra portando l’escursionista a perdere quota: occorre infatti raggiungere e risalire il torrente Compol per circa 300 metri superando grandi massi e alcuni guadi. In primavera (a causa dello scioglimento delle nevi) o in seguito a precipitazioni abbondanti questo tratto potrebbe presentare delle criticità determinate dall’innalzamento dell’acqua del torrente. Valutate con attenzione se e come attraversare i guadi perché il torrente compie diversi salti tra le rocce e sbagliare il punto di attraversamento può mettere a rischio la vostra sicurezza. Terminato questo tratto comincerà la risalita vera e propria della pendente Val dei Tass.


La risalita della Val dei Tass

I 650 metri di dislivello che permettono la risalita del versante boscoso della Val dei Tass sono indubbiamente i più impegnativi dell’itinerario, sia in salita che in discesa. Le pendenze si attestano costantemente tra il 40 e il 50% e il terreno è ricco di radici e balze erbose da superare, talvolta in leggera arrampicata. L’ambiente chiuso del bosco non aiuta a percepire il dislivello guadagnato e consultare un altimetro, di tanto in tanto, può aiutare 😉.


Dal termine del bosco al bivacco Greselin

Superato il bosco, un ultimo tratto di salita separa dal bivacco ma da questo punto in poi le pendenze sono decisamente più abbordabili. Anche il cambio di ambiente aiuta perchè dal bosco ci si ritrova improvvisamente immersi in un ambiente alpino, circondato da vette comprese tra i 2000 e i 2500 metri. La maestosità delle pareti che incombono sul sentiero, unite all’ambiente selvaggio che caratterizza il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane sono un premio più che valido per lo sforzo fisico che costa raggiungere questi luoghi. Gli ultimi 300 metri di dislivello si sviluppano quasi del tutto su piccoli tornanti tra sentieri e ghiaioni. A quota 1924 metri, uno dei pochi tratti comodi del trekking conduce infine al bivacco che appare all’improvviso dopo un’ultima curva.


Il bivacco Greselin è un classico bivacco alpino d’alta quota in lamiera rossa. Come tutti i bivacchi di questo genere, l’interno della struttura è abbastanza spartano: non mancano materassi e coperte (i posti letto sono 9), un kit di primo soccorso, un tavolo pieghevole e degli sgabelli. Al suo interno potreste anche trovare riserve di cibo in scatola, bombole di gas, accendini o altri oggetti utili lasciati dagli escursionisti di passaggio. Ci tengo a ricordare l’importanza di salvaguardare queste strutture e, in caso di pernottamento, la necessità di lasciarle al meglio delle nostre possibilità per gli escursionisti che verranno.


Durante questo trekking ho utilizzato la seguente attrezzatura:

Abbigliamento

Attrezzatura



Manuela

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