Marmarole Runde: descrizione del percorso da rifugio a rifugio e tracce gpx

Marmarole Runde: descrizione del percorso da rifugio a rifugio e tracce gpx
Sei qui Home » Giù dai pedali » Trekking » Marmarole Runde: descrizione del percorso da rifugio a rifugio e tracce gpx

Qualche mese fa, sapendo che a giugno avrei avuto qualche giorno di ferie, ho pianificato di percorrere un trekking di più giorni di cui sentivo parlare da tanto: il Marmarole Runde. Come suggerisce il nome, il Marmarole Runde consente di effettuare il periplo delle Marmarole, gruppo montuoso dolomitico del Cadore lungo ben 13 chilometri. Lungo il percorso si trovano sette rifugi che consentono di personalizzare durata delle tappe e dislivelli giornalieri in base al proprio allenamento. Andiamo a conoscere meglio questo trekking e il territorio in cui si sviluppa!


Guarda i reel del mio Marmarole Runde ⛰️
(versione breve | versione lunga)

Periodo: giugno 2024

Dove parcheggiare e come raggiungere l’attacco del percorso
Abbigliamento e attrezzatura utilizzati
Descrizione del percorso da rifugio a rifugi (con tracce gpx)
Considerazioni sul trekking
Marmarole Runde: traccia gpx dell’intero percorso


Il punto di partenza del Marmarole Runde è il rifugio monte Agudo, situato sopra Auronzo di Cadore e raggiungibile a piedi (3,8 chilometri e 700 metri di dislivello) oppure tramite impianti di risalita (ad un costo di 15 euro). In entrambi i casi occorre raggiungere questo punto, dal quale partono sia il sentiero sia gli impianti. Personalmente ho scelto di avvalermi degli impianti, sia per una questione di tempistiche sia per evitare 700 metri di dislivello in ambiente boscoso. Una volta raggiunto il monte Agudo e l’omonimo rifugio, prima di cominciare a camminare prendetevi qualche minuto per osservare lo splendido panorama offerto dalla terrazza naturale di questa altura. Da qui sono infatti ben visibili le Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Toni, il Popera, il monte Cristallo e i Cadini di Misurina, solo per citare alcune delle località dolomitiche più famose. Niente male come “antipasto” 😉.


Prima di condividere la descrizione dell’itinerario, riporto il contenuto del mio zaino che era organizzato per quattro giorni di trekking con due notti in rifugio e una in bivacco (la tappa in bivacco esula dal percorso del Marmarole Runde ed è stata una personale deviazione). Ecco cosa ho portato con me:

Abbigliamento

– Scarponi escursionismo: https://rb.gy/2t8imn
– Calzini (due paia): https://www.oxeego.com/it/18-outdoor
– Piumino: https://www.decathlon.it/p/piumino-alpinismo-donna-alpinism-light-lampone/_/R-p-334305?mc=8788999&c=rosa
– Hard Shell: https://eu.patagonia.com/it/it/product/womens-torrentshell-3l-rain-jacket/85246.html?dwvar_85246_color=LMBE
– Felpa: https://amzn.to/3yQMl8r
– Un pantalone lungo: https://amzn.to/37ShqIX
– Un pantalone corto
– Una maglietta a maniche corte
– Una maglietta a maniche lunghe: https://amzn.to/36dJ7se
– Reggiseno sportivo (due paia): https://amzn.to/3sMFEgS

Idratazione e alimentazione

– Sali minerali in tabs: https://amzn.to/45hkbPL
– Idrolitina (per potabilizzare acqua di scioglimento): https://amzn.to/3zA12NO
– Borraccia: https://amzn.to/40BpdEN
– Barrette energetiche (3): https://amzn.to/3HTiBbY
– Barrette co frutta secca (2): https://amzn.to/3RVFjpC
– Enervit Performance bar (2): https://amzn.to/3XOHLlK
– Pasto salato da idratare (per la cena in bivacco): https://www.decathlon.it/p/pasto-senza-glutine-disidratato-riso-con-pollo-al-curry-120g/_/R-p-307889?mc=8553380
– Camelback 3 litri: https://amzn.to/2M9LNm5
– Fornello: https://amzn.to/33U3avN
– Bombola gas: https://amzn.to/3gOBLX3
– Filtro acqua: https://amzn.to/3PXAGYN

Attrezzatura

– Zaino 26 litri: https://www.ospreyeurope.com/shop/gb_en/osprey-stratos-26-s22
– Garmin inReach mini: https://amzn.to/2YLj6zV
– Kit primo soccorso: https://amzn.to/2YHORty
– Power bank: https://amzn.to/3JXGBNR
– Luce frontale Petzl: https://amzn.to/3dAAoF8
– Bastoncini: https://shorturl.at/ls2in
– Sacco a pelo: https://shorturl.at/e9JhA (se dormite in rifugio basta anche soltanto il sacco lenzuolo: https://shorturl.at/I6WcM)
– Altro: fazzoletti, spray antizecche, burro di cacao, protezione solare, asciugamano piccolo, kit igiene personale, tazza in alluminio per scaldare l’acqua, coltellino multiuso, occhiali da sole


Personalmente, ho diviso il mio Marmarole Runde nelle seguenti tappe:

– 27 giugno 1: dal rifugio monte Agudo al rifugio Chiggiato (13,6 km | 788 D+ | 449 D-)
– 28 giorno 2: dal rifugio Chiggiato al rifugio San Marco (14,1 km | 989 D+ | 1062 D-)
– 29 giuno 3: dal rifugio San Marco al bivacco Slataper (3,8 km | 739 D+ | 9 D-)
– 30 giugno 4: dal bivacco Slataper a Palus San Marco (11,4 km | 235 D+ | 1702 D-)

Come anticipato in apertura, tuttavia, questo trekking è molto personalizzabile motivo per cui descriverò brevemente il percorso da rifugio a rifugio in modo che possiate decidere quali tappe programmare in base al vostro allenamento o alla vostra disponibilità di giorni. Dopo una breve descrizione e qualche foto troverete anche la traccia gpx del tratto descritto con i dettagli chilometrici e altimetrici.


Dal rifugio monte Agudo al rifugio Ciareido

Il primo tratto del Marmarole Runde conduce dal monte Agudo al rifugio Ciareido e si sviluppa prima lungo piacevoli saliscendi nel bosco (su sentiero) e poi, in località Col dei Buoi (1804 metri), in campo più aperto su strada forestale. Questo primo tratto del trekking è davvero piacevole e rilassante: le salite, mai eccessive, consentono di tenere un buon ritmo e godersi il paesaggio circostante. La (breve) salita al rifugio Ciareido è forse il tratto più impegnativo a livello di pendenze: al termine, verrete ricompensati dalla bellissima vista sulla valle del Cadore e sulle Dolomiti Friulane che offre il rifugio dall’alto dei suoi 1950 metri di quota.

Dal rifugio Ciareido al rifugio Baion

Salutato il Ciareido (rifugio tornato da poco operativo dopo un periodo di chiusura), il percorso continua lungo un piacevole e quasi pianeggiante traverso che si sviluppa alla base del monte Ciastelin (1570 metri). Le sue pareti formano una spettacolare muraglia puntellata di torrioni e guglie che accompagnano l’escursionista lungo il percorso verso il rifugio Baion. Terminato il traverso, una discesa nel bosco porta a perdere circa 150 metri di quota e conduce al rifugio dove la simpatia di Elia e del suo staff rallegreranno la vostra sosta.

Dal rifugio Baion al rifugio Chiggiato

Lasciato il Baion, il percorso del Marmarole Runde continua lungo il “sentiero del pastore”: questo tratto, che conduce al rifugio Chiggiato è, a mio parere, uno dei più spettacolari dell’intero tracciato. Dopo un primo tratto nel bosco, infatti, il tracciato si restringe e si comincia ad intravedere l’imponente mole della Croda Bianca (2841 metri). Sotto le sue pareti si snoda lo spettacolare e lungo sentiero che conduce al rifugio Chiggiato. Questo è un tratto a cui prestare molta attenzione sia per le caratteristiche del sentiero (esposto, stretto e con tratti attrezzati) che per l’ambiente in cui si cammina (siamo sotto una parete rocciosa e potrebbero cadere sassi). Superato il tratto critico, un ultimo chilometro attraverso il bosco conduce in vista della Val d’Oten, dominata dall’impressionante mole dell’Antelao (3263 metri), e del bellissimo rifugio Chiggiato posto su una terrazza naturale che offre un panorama davvero spettacolare.

Dal rifugio Chiggiato al rifugio Capanna degli Alpini

Dal rifugio Chiggiato occorre perdere quasi 1000 metri di dislivello per raggiungere il fondo della Val d’Oten. Al termine della lunga discesa boscosa che parte dal Chiggiato, infatti, si intercetta la strada forestale che conduce al rifugio Capanna degli Alpini. Vi consiglio di percorrere i quattro chilometri di fondovalle entro le 10 del mattino poichè la ghiaia su cui si cammina lungo questo tratto, con il sole, non perdona (parola di chi è arrivata surriscaldata in rifugio!). Al termine della forestale, una bella fila di alberi segna la vicinanza del rifugio Capanna degli Alpini. Da qui, una breve deviazione consente di addentrarsi in una suggestiva forra naturale scavata dalle acque del torrente Oten che, in questo punto danno vita alla spettacolare cascata delle Pile (raggiungibile tramite un breve sentiero attrezzato).

Dal rifugio Capanna degli Alpini al rifugio Galassi

Dalla Val d’Oten 600 metri di dislivello conducono al rifugio Galassi, situato nei pressi della forcella Piccola dell’Antelao (2018 metri di quota). La salita è percorribile in circa due ore e può essere divisa in due parti. Nella prima prevale un ambiente boscoso ma a 1750 metri di quota il panorama si apre. Guadato il torrente Oten (seguite gli ometti di pietra) il sentiero continua su ghiaia, in leggera e costante salita, tra pini mughi. Difficile, lungo questo tratto, non lasciarsi distrarre dal panorama. A sinistra la valle è chiusa dalla parete sud dell’Antelao mentre a destra svettano le imponenti pareti nord di cima Scotter (2716 metri). Superati alcuni tornanti, un ultimo traverso conduce al rifugio Galassi (piccola curiosità: questo è l’unico rifugio alpino ad essere gestito da volontari del CAI di Mestre. Le squadre si alternano settimanalmente nella gestione della struttura).

Dal Galassi, altri 100 metri di dislivello scarsi vi separano da forcella Piccola (2018 metri). Una volta raggiunta questa forcella i vostri occhi ammireranno un paesaggio davvero indimenticabile. Non volendovi rovinare la sorpresa, torno alla descrizione del percorso. Superata forcella Piccola, il sentiero fino al rifugio San Marco è prevalentemente in discesa. Occorre raggiungere e superare gli ampi ghiaioni che scendono da cime Scotter. Il sentiero è evidente e ben tenuto ma prestate molta attenzione a non abbandonarlo: il rischio è quello di saltare qualche tornante e finire involontariamente fuori tracciato sul ghiaione, ambiente instabile ed estremamente franoso. Superato il ghiaione e raggiunto il bosco, un ultimo traverso lungo meno di un chilometro conduce al favoloso rifugio San Marco che è gestito (colpo di scena!) dall’inventrice e promotrice del Marmarole Runde, Tania Ossi. Non posso che consigliarvi di pernottare in questa bellissima e accogliente struttura. Rimarrà sicuramente nei vostri cuori!

Dal rifugio San Marco a Palus San Marco

L’ultima tappa del Marmarole Runde vi richiederà un piccolo sforzo per raggiungere e superare, dal rifugio San Marco, la scenografica forcella Grande. Si tratta del punto più alto dell’itinerario (2255 metri), raggiungibile con una salita che si sviluppa lungo 400 metri di dislivello. La prima parte di questa salita è quella che richiede più impegno: in qualche punto sono infatti presenti facili roccette da arrampicare. Superato questo primo tratto, il sentiero si allarga e torna ad essere comodamente percorribile senza l’aiuto delle mani. Raggiunta forcella Grande credo che rimarrete senza parole esattamente come è successo a me: questo luogo infatti, a mio parere, è uno dei punti più significativi dell’intero giro dal punto di vista paesaggistico.

[Il ricovero che appare nell’immagine di copertina è il bivacco Slataper, situato 500 metri di dislivello sopra forcella Grande. Avendo 3 notti a disposizione, ho deciso di uscire leggermente dal tracciato del Marmarole Runde per passare la terza in bivacco. La struttura, situata a 2628 metri di quota, dispone di 3 posti letto. Il giorno successivo ho percorso il sentiero a ritroso tornando in forcella Grande e iniziando la discesa verso Palus San Marco].

Salutata la forcella vi aspetta la lunghissima discesa nella Valle di San Vito: il percorso vero e proprio del Marmarole Runde termina infatti a Palus San Marco (BL), località da cui è possibile tornare nuovamente ad Auronzo di Cadore (vedi paragrafo successivo). La discesa è lunga e impegnativa in quanto si sviluppa su sentieri stretti (e a volte esposti) anche ricchi di guadi che potrebbero creare problemi in caso di precipitazioni abbondanti. In un paio di punti il sentiero è franato e occorre prestare molta attenzione agli ometti di roccia, unico punto di riferimento per non uscire fuori traccia. Uno dei punti più belli della discesa è quello in cui il sentiero passa letteralmente sotto il salto di un’altissima cascata: è il punto perfetto, dopo aver guadato, per togliere gli scarponi e immergere i piedi nell’acqua gelida per rigenersarsi prima di affrontare l’ultimo tratto di discesa.

Da Palus San Marco a Auronzo di Cadore

Terminato il sentiero, una strada forestale conduce a Palus San Marco, località sulla SR48 che si trova a 14 chilometri da Auronzo di Cadore e a 10 da Misurina. Per tornare ad Auronzo ci sono quattro possibilità (che vi presento in ordine di “impatto ambientale” 😜):

– Andate a piedi (in questo caso, non camminate sulla strada regionale ma seguite la ciclovia di fondovalle che si intercetta al termine del sentiero);
– Affittate una bicicletta (prendete accordi con uno dei noleggi disponibili ad Auronzo per farvi recapitare una o più bici a Palus San Marco. Anche in questo caso, utilizzate la ciclovia);
– Aspettate una corriera (ricordandovi di consultare gli orari e le fermate. Se scegliete questa soluzione, attenzione ai buchi domenicali);
– Tornate in auto (prima della partenza, se siete in due o più di due escursionisti, lasciate un auto ad Auronzo di Cadore e una a Palus San Marco).


Del Marmarole Runde, trekking che ha saputo sorprendermi ad ogni tappa, ho apprezzato principalmente due aspetti. Il primo è la varietà dei paesaggi: nel corso di ogni tappa si susseguono ambienti sempre diversi che vanno dal sottobosco al traverso panoramico, dal fondovalle al sentiero di alta quota, dal pascolo al ghiaione. Tra ampi panorami e continui cambi di fondo dei sentieri non ci si annoia mai! Il secondo aspetto è quello relativo all’ospitalità: ho avuto modo di frequentare (per pernottamenti e/o consumazioni) quasi ogni rifugio del percorso trovando un clima sereno e accogliente ben lontano dall’impostazione “alberghiera” tipica di molti rifugi dolomitici. Ho avuto la sensazione di frequentare un ambiente genuino e molto umano che ha bilanciato perfettamente la wilderness dei sentieri percorsi. Questo trekking mi ha regalato momenti indimenticabili e scenari che mi hanno lasciato una gran voglia di tornare per esplorare meglio questo gruppo montuoso del Cadore.


Manuela

Ti è piaciuto?
Iscriviti al blog per ricevere via mail nuove proposte di itinerari ciclistici ed escursionistici.

grazie per il sostegno!

Disclaimer: Cyclinginlove.com partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. Questo programma di affiliazione mi consente di percepire una piccola commissione (in caso di acquisti) fornendo link al sito Amazon.it.Il prezzo per l’utente rimane invariato e io ricevo un piccolo contributo che mi aiuta a mandare avanti il progetto cyclinginlove.com. Ricordo che questo non è un articolo sponsorizzato.



Rispondi


Verified by MonsterInsights